Questa pagina raccoglie l'Analisi Tecnica di diversi mercati fra cui, in particolare, Oro, Argento ed i cross Forex fra dollaro, euro e yen per confrontare l'andamento delle due materie prime selezionate dall'uomo, nei secoli, come moneta per eccellenza, rispetto alle principali monetine fiduciarie di oggi.

Gli aggiornamenti verranno pubblicati senza scadenze fisse, in funzione di particolari condizioni di mercato.

Charts courtesy of StockCharts, ProRealTime and NetDania.



01 maggio 2011

Aprile s'è chiuso con guadagni strepitosi per l'oro, sia contro il dollaro, sia contro l'euro. Nel primo caso, vista la debolezza del biglietto verde, l'impatto della forza del metallo è stato davvero notevole: più 9.17% rispetto al mese precedente, nuovi massimi storici nominali assoluti e la barriera psicologica dei 1.500 $/oz travolta come nulla fosse, con la chiusura finale oltre 1.563.

La settimana appena conclusa è stata in particolare la più profittevole degli ultimi tempi, chiudendo senza esitazioni con un guadagno di poco inferiore al 4%, praticamente sui massimi, senza mai guardare indietro in modo significativo dopo aver superato livelli cruciali e davvero ostici.

Per noi investitori europei però è sicuramente più importante tenere d'occhio le dinamiche della quotazione dell'oro contro l'euro e fare la tara a quelle ufficiali, espresse in dollari e decisamente più seguite a livello internazionale. L'analisi che segue prende in considerazione gli ultimi tre anni dell'oro contro dollaro ed euro e del rapporto fra le due principali valutine fiduciarie del pianeta, al fine di costruire una sorta di sistema a tre incognite e capire quali siano i reali rapporti di forza fra la Moneta per eccellenza e i sostituti senza reale valore intrinseco che siamo costretti a maneggiare nelle transazioni quotidiane.

Il minimo sul grafico oro/dollaro è stato segnato intorno a 700 a fine 2008, in occasione dell'armageddon finanziario che ha travolto tutti i mercati mondiali. Il metallo ne veniva da un'altra importantissima soglia psicologica, ancora più delicata e significativa di quella appena obliterata. I 1.000 dollari all'oncia erano stati un avversario notevole. Ai tempi alcuni li consideravano insuperabili, rifacendosi piuttosto grossolanemente al record storico nominale del 1980, posto a circa 850 $/oz, senza però computare nemmeno l'inflazione ufficiale degli ultimi 30 anni.

Dopo una visita brevissima sopra quel livello, il metallo ha corretto fino a 700, perdendo più del 30% in pochi mesi prima di ritrovare la spinta per ripartire dalla base intorno a 750 e mettere a segno una gamba rialzista che in 14 mesi l'ha portato oltre i 1.200, per un guadagno di oltre il 60%.

Nei grafici ho preferito non indicare i massimi e i minimi assoluti ma zone di congestione poste subito a ridosso, per prendere in considerazione aree più signficative a livello di scambi rispetto agli estremi, dove oggettivamente passano di mano poche posizioni. I numeri sono quindi arrotondati e le stime più conservative ma credo anche più adatte a cogliere le dinamiche reali di compratori e venditori.

Le cifre che ho evidenziato sul grafico dell'oro contro il dollaro sono quindi 1.000, 750, 1.200 e 1.050, bottom velocissimo da cui è partita l'ultima fase rialzista ad inizio 2010, ormai giunta ad un'avanzata di quasi il 50%, in 15 mesi.

Dal minimo di 750 di fine 2008 invece, il metallo giallo è più che raddoppiato rispetto al dollaro, in meno di 30 mesi.

Decisamente diverso il grafico dell'oro contro l'euro. Anche in questo caso le quotazioni minime sono di fine 2008 ma il crollo della monetina unica durante la crisi di quell'autunno si è tradotto in una prima rapidissima impennata che già ad aprile 2009 aveva sfondato quota 750 €/oz, portando nelle casse dei lungimiranti possessori di metallo un guadagno di quasi il 40% nel bel mezzo del meltdown dei mercati.

La correzione successiva è stata più che altro formale, si è arenata a 650 €/oz, dove il metallo ha costruito una base piuttosto stretta e affrettata prima di partire verso i 1.000, ancora una volta soglia psicologica fenomenale, il cui superamento all'epoca aveva suscitato un certo rumore a livello internazionale.

Inevitabilmente però, l'andamento finale parabolico e insostenbile, ha di fatto decretato l'esaurimento della forza propulsiva rappresentata dalla propensione allo scambio di euro contro oro e da allora il metallo è rimato sostanzialmente intorno a quelle quotazioni, macinando avanti e indietro in un trading range piuttosto ampio il cui top sembra voler essere presto messo in discussione.

E' in casi come questo che osservare tre mercati attraverso la loro reciproca interazione, due alla volta, uno contro l'altro, può fornire indicazioni preziose.

Se è vero che l'oro contro l'euro sembra pronto per violare i massimi storici nominali assoluti e proseguire la propria strada oltre la fatidica soglia dei 1.050/1.100 €/oz e l'analisi di eurusd mostra come la valutina comunitaria sia già piuttosto tirata, il grafico dell'oro in dollari a mio avviso solleva alcune pesanti perplessità e crea qualche allerta sulla sostenbilità di un eventuale breakout del metallo anche nei confronti dell'euro.

Come a maggio 2010 il top iperbolico poco sopra i 1.000 euro/oncia aveva sollevato dubbi anche grazie all'estremo ipervenduto dell'euro verso il dollaro, così oggi il recente tracollo del dollaro verso ogni altro asset, in particolare i metalli preziosi e le valute principali, desta qualche sospetto.

Mi occupo di metalli preziosi dal 2005 e sono long da quell'epoca con posizioni strategiche che, per ora, non ho la minima intenzione di liquidare. Entro ed esco però da posizioni di medio termine (12/18 mesi circa). Sono convinto che le ragioni fondamentali per le quali ho comprato oro e argento quasi sei anni fa siano tutt'ora presenti. Anzi, gli eventi del 2008 hanno esacerbato la tendenza, strutturale nell'attuale sistema monetario, di stamapre moneta dal nulla per sostenere artificialmente un'economia che altrimenti dovrebbe scontare le proprio inefficienze, di fatto ingigantendo il problema ma rimandandolo.

Il salvataggio di interi settori non performanti con denaro pubblico, alcuni addirittura senza più i presupposti economici e imprenditoriali per esistere, è solo una delle pesime abitudini di questo sistema. Ed è stata una manna per chi anni fa ma anche solo di recente, ha deciso di investire una parte dei propri risparmi in metalli preziosi, a difesa del proprio potere d'acquisto.

Sono convinto che nei prossimi anni vedremo quotazioni che ora appaiono alla meglio fantasiose e che la corsa al rialzo delle materie prime in generale e di oro e argento in particolare sia poco più che agli inizi. Credo anche però che sul breve e medio termine le condizioni non siano propizie per un acquisto, a meno che l'orizzonte temporale non sia davvero di alcuni anni e ci si possa permettere di restare in perdita nominale per mesi e mesi, contenti di aver comunque comprato un asset che rappresenta valore reale, a differenza delle banconote da monopoli che portiamo nel portafoglio.

Anche in questo caso però, perché non aspettare qualche mese almeno per tentare di spuntare quotazioni migliori?

Provare a predirre i top e i bottom sui mercati è un compito impossibile ma chi trae il proprio sostentamento da essi non può fare a meno di misurarsi in qualche modo con questo tipo di previsioni. E' evidente che, dati i fondamentali formidabili, l'oro possa continuare imperterrito la propria salita prima di una correzione decisa. Non solo. Il consoldiamento alto in atto ormai da un anno contro l'euro, sottolinea ancora una volta l'eccezionale bontà delle argomentazioni a favore del metallo: nonostante la poderosa salita della monetina unica negli ultimi 12 mesi, l'oro è rimasto lassù, intorno ai 1.000 €/oz, dopo una fase finale iperbolica praticamente verticale.

Eppure se si vuole sopravvivere sui mercati occorre cercare di formulre scenari verosimili e porsi con le probabilità a proprio favore. Chi fosse tentato di aprire posizioni al rialzo adesso, magari sul breakout della base costruita dal maggio 2010, senza essere consapevole delle potenzialità di ribasso a breve e medio termine, rischierebbe infatti di comprare un asset fomidabile a prezzo relativamente troppo caro, vederlo crollare magari di un 30% in pochi mesi, sopportare agonizzando perdite virutali enormi per chissà quanto tempo e poi liquidarlo attorno alla parità, ormai esausto e spaventato, al momento di una ripartenza vera e sostenbile per le mete più ambiziose che a mio avviso l'attendono.

Quindi meglio pensarci bene e chiedersi veramente quali siano il proprio orizzonte temporale, la propria tolleranza al rischio e i propri obiettivi prima di investire in un settore così delicato e volatile.

Chi ha avuto la fortuna o la lungimiranza di investire anche solo che tre anni fa, a mio avviso può ormai dormire sonni tranquilli: è verosimile, non sicuro al 100%, che certe quotazioni non vengano mai più visitate. Chi è in posizione da ancora prima, può godersi a maggior ragione sia queste salite fenomenali sia le discese dirompenti che l'oro può regalare, consapevole che non faranno altro che creare nuove occasioni di acquisto per aumentare l'esposizione ed alzare il prezzo di carico medio.

Chi fa trading può giocarsi senza alcun problema anche il lato lungo, una volta piazzati stop ferrei e ben calibrati ed è comunque in genere più adatto a valutare il profilo risk/reward rispetto all'investitore comune a cui è rivolto questo articolo.

Chi pensa però di entrare adesso per starci magari un paio di anni è meglio che si faccia bene i suoi conti. L'estate è fra l'altro una stagione storicamente difficile per tutto il settore aurifero e le correzioni quando arrivano sono rapide e profonde.

In caso di rafforzamento del dollaro è verosimile che anche l'euro nefaccia le spese ma le variaizoni sul mercato dei cambi sono decisamente più contenute rispetto a quel che può succedere sui metalli ed è quindi sensato ipotizzare un oro in calo anche nei confronti di un euro in difficoltà.

Buon trading a tutti.















01 - Oro in euro, dall'inizio della bull run
02 - Oro in dollari, 3 anni
03 - Oro in euro, 3 anni
04 - ETF GLD, 3 anni
05 - Argento in dollari, 3 anni
06 - Argento in euro, 3 anni
07 - ETF SLV, 3 anni
08 - Performance mibtel contro Oro, 1 anno
09 - Performance mibtel contro Oro, 3 anni
10 - Performance mibtel contro Oro, 6 anni
11 - Performance Oro e Argento in euro e in dollari, 3 anni
12 - Ratio silver/gold (forza relativa dell'argento rispetto all'oro), 5 anni
13 - Platino in dollari, 3 anni
14 - Petrolio (West Texas Intermediate Crude) in dollari, 3 anni
15 - ETF USO, 3 anni
16 - Ratio oil/gold, 5 anni
17 - Gas naturale in dollari, 3 anni
18 - ETF UNG, 3 anni
19 - Ratio natgas/oil, 5 anni
20 - Acciao in dollari, 3 anni
21 - Rame in dollari, 3 anni
22 - Agricultural Prices - Goldman Sachs Commodity Index, 3 anni
23 - Reuters/Jefferies CRB Index, 3 anni
24 - Standard & Poors 500, 3 anni
25 - Ratio S&P500/gold, 5 anni
26 - Ratio opzioni call/put CBOE, daily, 1 anno
27 - Ratio opzioni call/put CBOE, weekly, 9 anni
28 - XOI Oil index, 3 anni
29 - HUI "Gold Bugs Index", 3 anni
30 - ETF GDX "Market Vectors Gold Miners", 3 anni
31 - BKX, Bank Index, 3 anni
32 - 2-Year US Treasury Yield, 3 anni
33 - 5-Year US Treasury Note Price, 3 anni
34 - PowerShares DB G10 Currency Harvest Fund, dal 10/09/2006
35 - ETF JNK "Spdr Lehman High Yeld Bond", 3 anni
36 - ETF FXI "IShares China", 3 anni
37 - ETF EWZ "IShares Brazil", 3 anni
38 - EURUSD Weekly
39 - USDJPY Weekly
40 - EURJPY Weekly










































































































































ETF JNK "Spdr Lehman High Yeld Bond", 3 anniInizio pagina




ETF FXI "IShares China", 3 anniInizio pagina




ETF EWZ "IShares Brazil", 3 anniInizio pagina
















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