Questa pagina raccoglie l'Analisi Tecnica di diversi mercati fra cui, in particolare, Oro, Argento ed i cross Forex fra dollaro, euro e yen per confrontare l'andamento delle due materie prime selezionate dall'uomo, nei secoli, come moneta per eccellenza, rispetto alle principali monetine fiduciarie di oggi.

Gli aggiornamenti verranno pubblicati senza scadenze fisse, in funzione di particolari condizioni di mercato.

Charts courtesy of StockCharts, ProRealTime and NetDania.



17 ottobre 2010

La settimana si chiude con l'oro in guadagno contro euro e dollaro e con la valuta comunitaria che mette a segno la prima sessione negativa rispetto al biglietto verde da inizio settembre, benché di un modesto 0.35%. Molta l'indecisione sul cross EURUSD che, pur chiudendo intorno ai livelli di apertura, esplora il terreno intorno ad essi per circa 400 pips, equamente distribuiti in entrambe le direzioni, giungendo fin oltre 1.4150, soglia abbandonata ormai ai primi dell'anno.

Decisi i volumi a sostenere la salita del metallo giallo, sia sul futures sia sui principali Etf. Il più importante di tutti, SPDR Gold Trust Shares, noto con il ticker GLD, ha fatto segnare scambi per quasi 100 milioni di pezzi, chiudendo oltre 133.5: un controvalore di quasi 13 miliardi di dollari.

Come sempre le quotazioni record attirano molta attenzione e portano sul mercato un certo numero di ritardatari che non hanno intenzione di perdere l'affare del secolo ed entrano quando la parte migliore del movimento è spesso ormai passata.

Lungi dal ritenere il mercato toro dei metalli preziosi vicino alla propria fine, sembra però sempre più verosimile almeno una pausa a breve termine, dopo che le quotazioni hanno praticamente raddoppiato in due anni contro il dollaro e contro l'euro.

E' essenziale a questo riguardo distinguere i diversi orizzonti temporali, in modo da dipanare ogni dubbio. Le motivazioni fondamentali che sostengono la salita dei metalli preziosi e delle commodities più importanti sono tutt'ora ben presenti ed appare quindi ragionevole ipotizzare che questa bull run continui per i prossimi anni.

L'inflazione monetaria da una parte (abbellita con i nomi che a turno le vengono affibiati ma che non ne modificano la sostanza) e lo sviluppo sempre più massiccio dei giganti asiatici si tradurranno, a meno di cambiamenti di rotta radicali, in una costante erosione del potere d'acquisto delle valute nazionali occidentali e nella contemporanea richiesta (sempre più serrata) di materie prime, finite e non riproducibili a piacere, spingendo i prezzi verso l'alto con modalità e dinamiche che probabilmente non riusciamo nemmeno ad immaginare.

Per quanto riguarda in particolare i metalli preziosi, un'altra argomentazione fondamentale a favore di una crescita sostenuta dei prezzi nei prossimi anni dev'essere rintracciata nel mercato orso iniziato nel 1980 e finito nel 2001 (almeno nella quotazione in dollari): vent'anni di prezzi calanti allontanano anche i produttori più convinti dal settore. Questo significa investimenti in calo per due decadi, fallimenti a catena di aziende capaci di resistere con ampi margini ma condannate all'estinzione in un ambiente depresso e ipercompetitivo come quello minerario di fine anni novanta.

Portare alla produzione una miniera significa investire enormi quantità di tempo e denaro in un progetto che dovrà superare difficoltà davvero notevoli, spesso situato in paesi estremamente instabili e complessi, soggetto a rischi enormi, una parte dei quali imponderabili nelle fasi preliminari.

Fra lo studio di fattibilità e la prima oncia estratta non è raro che passino anche dieci anni, visti gli enormi ostacoli di carattere tecnico e burocratico che devono superare le aziende che itendono competere in questo settore.

Investimenti così importanti, sia dal punto di vista economico sia sotto il profilo prettamente temporale, si traducono in una notevole rigidità dell'offerta. L'unico modo per ritrovare l'equilibrio sul mercato in caso di aumenti della domanda sul breve periodo è attraverso un'impennata dei prezzi perché adeguare la produzione ad eventuali maggiori richieste richiede tempo.

Se è vero che questi fattori per ora sono ben lungi dal cambiare, è altrettanto importante ricordare quanto a breve termine siano gli umori del pubblico ad avere la meglio sui mercati. La salita fenomenale degli ultimi 24 mesi ha decisamente sbilanciato verso l'entusiasmo questo delicato equilibrio psicologico di massa, favorendo l'ipotesi che l'attuale gamba rialzista sia ormai più vicina alla fine che all'inizio e che possa inziare a breve la necessaria, inevitabile e sana, fase correttiva.

Una prospettiva interessante sul nervosismo presente su questo mercato è dato dal CBOE Volatility Index GVZ che misura con criteri simili a quelli del VIX la volatilità relativa a GLD.

In salita da alcune settimane.











01 - Oro in euro, dall'inizio della bull run
02 - Oro in dollari, 3 anni
03 - Oro in euro, 3 anni
04 - ETF GLD, 3 anni
05 - Argento in dollari, 3 anni
06 - Argento in euro, 3 anni
07 - ETF SLV, 3 anni
08 - Performance mibtel contro Oro, 1 anno
09 - Performance mibtel contro Oro, 3 anni
10 - Performance mibtel contro Oro, 6 anni
11 - Performance Oro e Argento in euro e in dollari, 3 anni
12 - Ratio silver/gold (forza relativa dell'argento rispetto all'oro), 5 anni
13 - Platino in dollari, 3 anni
14 - Petrolio (West Texas Intermediate Crude) in dollari, 3 anni
15 - ETF USO, 3 anni
16 - Ratio oil/gold, 5 anni
17 - Gas naturale in dollari, 3 anni
18 - ETF UNG, 3 anni
19 - Ratio natgas/oil, 5 anni
20 - Acciao in dollari, 3 anni
21 - Rame in dollari, 3 anni
22 - Agricultural Prices - Goldman Sachs Commodity Index, 3 anni
23 - Reuters/Jefferies CRB Index, 3 anni
24 - Standard & Poors 500, 3 anni
25 - Ratio S&P500/gold, 5 anni
26 - Ratio opzioni call/put CBOE, daily, 1 anno
27 - Ratio opzioni call/put CBOE, weekly, 9 anni
28 - XOI Oil index, 3 anni
29 - HUI "Gold Bugs Index", 3 anni
30 - ETF GDX "Market Vectors Gold Miners", 3 anni
31 - BKX, Bank Index, 3 anni
32 - 2-Year US Treasury Yield, 3 anni
33 - 5-Year US Treasury Note Price, 3 anni
34 - PowerShares DB G10 Currency Harvest Fund, dal 10/09/2006
35 - ETF JNK "Spdr Lehman High Yeld Bond", 3 anni
36 - ETF FXI "IShares China", 3 anni
37 - ETF EWZ "IShares Brazil", 3 anni
38 - EURUSD Weekly
39 - USDJPY Weekly
40 - EURJPY Weekly










































































































































ETF JNK "Spdr Lehman High Yeld Bond", 3 anniInizio pagina




ETF FXI "IShares China", 3 anniInizio pagina




ETF EWZ "IShares Brazil", 3 anniInizio pagina
















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