Per investire con successo, la scelta dei tempi è fondamentale anche in un settore in crescita.
Comprare nel momento sbagliato può significare infatti entrare in un mercato ipercomprato, giunto in prossimità dei massimi relativi dai quali, inevitabilmente, dovrà ritracciare per compensare gli eccessi tipici delle fasi estreme, nel perenne movimento non lineare dei mercati.
In questa pagina vengono aggiornati ogni fine mese i grafici degli ultimi 7 anni di oro, argento, dollaro, euro e yen per confrontare l'andamento delle due materie prime selezionate dall'uomo, nei secoli, come moneta per eccellenza, rispetto alle più importanti monetine fiduciarie di oggi. L'ultimo grafico invece è dedicato ogni mese ad un mercato diverso, ritenuto particolarmente interessante o significativo.

Dicembre 2006

Il grafico mensile dell'oro dai primi del 2000 riesce a mettere in evidenza quelle che a nostro avviso sono tre fasi distinte, evidenziate nel grafico dalle bande nere verticali. La prima, terminata ad inizio 2001, in cui il metallo giallo era nelle ultime fasi del mercato orso ventennale. La seconda, durata sino a metà 2005, in cui la crescita dell'oro era percepibile più che altro nella sua classica misurazione in dollari ma non in altre valute e tantomeno verso il petrolio, contro cui anzi il metallo giallo continuava inesorabilmente a perdere; l'ultima, quella attuale, in cui le quotazioni della Moneta sono salite non solo contro tutte le inflazionate valute cartacee ma anche nei confronti della materie prima più importante del pianeta.

Il mercato toro del metallo giallo, secondo questa tesi, è appena agli inizi e - viste le precedenti bull run e la difficoltà con cui è possibile adeguare un'offerta particolarmente rigida ad una domanda crescente - è verosimile che continui per gli anni a venire.

Dal punto di vista tecnico, dopo la rottura al rialzo di novembre, nell'ultimo mese dell'anno l'oro ha esitato parecchio. Gli indicatori sono in grave ipercomprato anche se bisogna usarli con molta cautela quando si tratta di valutare un mercato toro potente, sostenuto da profondi squilibri fondamentali capaci di protrarsi per anni piuttosto che da semplice speculazione di breve periodo.

A questo riguardo può essere utile notare come l'ultima salita, violentissima rispetto alle precedenti, sia stata preceduta da una divergenza negativa marcata su entrambi gli indicatori. Dopo una modesta discesa ed un periodo di consolidamento durato per la prima metà del 2005, l'oro è cresciuto nei 9 mesi successivi del 70%, prima di iniziare a metabolizzare gli strepitosi guadagni.

Attenzione quindi, MAI shortare un mercato toro perché le sorprese sono più frequenti verso l'alto e massima cautela nella valutazione degli indicatori perché possono generare falsi segnali in apparenza molto affidabili: chi ha avuto la pessima idea di andare short sul metallo giallo a metà 2005 in base alle sole considerazioni tecniche, trascurando quelle fondamentali, ha imparato un dura lezione a caro prezzo.

L'attuale ipercomprato ci scoraggia, al massimo, dall'aprire nuove posizioni speculative al rialzo. Per il lungo periodo invece il quadro rimane molto positivo: l'oro ha ancora ampi spazi di crescita e rappresenta un ottimo veicolo per difendere il potere d'acquisto del proprio denaro, minacciato dall'attuale inflazione monetaria galoppante.

Questo mercato è ancora del tutto elitario ed esclusivo, non c'è traccia di quella mania popolare che è l'ingrediente necessario e finale - se la storia insegna - per concludere al meglio la ricetta e permettere ai pochi di scaricare sui molti un bene ormai selvaggiamente sopravvalutato. D'altro canto, nonostante l'enfasi posta dai mass media nel parlare di oro ai massimi da 25 anni, siamo ben lontani da fine corsa. I 730 $ del 1980 (il "record" tanto celebrato dai media) equivalgono oggi, secondo stime MOLTO prudenziali, a più di 1.700: rispetto a 25 anni fa, l'oro oggi non vale nemmeno la metà.



Più lineare il grafico dell'argento dove le prime due frecce verdi indicano la fine dell'orso in dollari e di quello in Moneta reale mentre l'ultima evidenzia l'importante rottura di novembre 2005, grazie alla quale il prezioso metallo s'è lanciato nella corsa poderosa che gli ha permesso quasi di raddoppiare il suo valore in meno di un anno.

Dicembre è stato un mese di correzione, chiuso con una perdita dell'8.36% rispetto a novembre ma conclude in bellezza un anno strepitoso, lasciando sulla ratio silver/gold - di gran lunga più importante della misurazione in dollari - un nuovo massimo: l'argento corre non solo contro le valute cartacee ma contro l'oro stesso. Benché molto più volatile rispetto al più prestigioso cugino, il metallo bianco regalerà fortune agli investitori che non si lasceranno intimorire dalle violente variazioni del suo prezzo.





Mese tutto sommato tranquillo sul FOREX dopo la rottura del supporto segnata dal dollar index a novembre. La scarsa liquidità di fine anno ha lasciato il mercato in attesa dei movimenti più significativi di gennaio e delle nuove aperture dei pesci grossi per il 2007. Come l'anno scorso, è verosimile che anche in queste prime settimane si delineino con maggior chiarezza le tendenze per il nuovo anno a seguito del posizionamento degli operatori più importanti.

Il 2006 ha visto il sostanziale arretramento del dollaro dopo la reazione dell'anno precedente... vedremo se l'ambiguità evidenziata dagli indicatori precede il crollo del biglietto verde verso nuovi minimi o il suo inaspettato recupero: di certo la sfida intorno ad 80 sul dollar index sarà terribile.

Vista su un grafico di lungo periodo con l'ausilio della ratio euro/gold, la recente forza della valuta europea non è poi così impressionante; anzi, stupisce piuttosto il tonfo poderoso dell'euro contro il metallo giallo nel corso del 2005. L'eventuale rottura dei massimi di fine 2004 darà luogo, a meno di movimenti anomali, ad un'importante divergenza negativa con l'MACD di lungo periodo, proprio in un momento di massima delicatezza per la valuta europea ed in coincidenza con un picco di pessimismo nei confronti della valuta statunitense... non il migliore degli auspici per il nuovo anno di quella europea.

Lo yen riesce a chiudere dicembre sotto l'importante supporto tracciato fra i minimi di gennaio 2002 e quelli di fine 2005: un pessimo segnale per i mesi a venire benché supporti e resistenze siano meno significativi per la valuta nipponica rispetto ad altri indici vista la pesante manipolazione a cui essa è sottoposta sia da parte della BOJ, sia da parte dei numerosi estimatori del carry trade e dei finanziamenti facili a tasso quasi nullo. Attenzione però, l'importante chiusura di dicembre è avvenuta sui volumi sottili tipici dell'ultimo mese dell'anno e va accolta quindi con almeno qualche piccola riserva...







IL GRAFICO DEL MESE

Il primo "grafico del mese" è dedicato alla Sterlina inglese ed alla corsa potente che l'ha già portata, a differenza dell'Euro, a violare i massimi di fine 2004.
Il pound è sostenuto da tassi di interesse maggiori rispetto alla valuta europea e questo può spiegare almeno in parte la miglior performance, soprattutto in tempi in cui la caccia ai rendimenti è così serrata da far gettare fiumi di liquidità su qualunque strumento sia in grado di restituire qualche decimo di punto percentuale in più rispetto alla concorrenza. Questa analisi spiegherebbe fra l'altro anche la debolezza relativa del Franco svizzero rispetto alle altre valute del continente e quella assoluta dello Yen.

Nonostante tutto però, tornando alla sterlina, il momento buono per comprarla era compreso, secondo il nostro modo di operare, fra settembre 2005 ed aprile 2006: ormai la valuta inglese ha corso parecchio dai livelli evidenziati nel rettangolo azzurro ed è verosimile che le attuali quotazioni vengano accolte dagli speculatori migliori come ottime occasioni di vendita.

E' altrettanto probabile che le stesse quotazioni e la recente rottura dei massimi, vengano interpretate dalle mani deboli come un'irripetibile, succulenta occasione d'acquisto.