Per investire con successo, la scelta dei tempi è fondamentale anche in un settore in crescita.
Comprare nel momento sbagliato può significare infatti entrare in un mercato ipercomprato, giunto in prossimità dei massimi relativi dai quali, inevitabilmente, dovrà ritracciare per compensare gli eccessi tipici delle fasi estreme, nel perenne movimento non lineare dei mercati.
In questa pagina vengono aggiornati ogni fine mese i grafici degli ultimi anni di oro ed argento nonché i cross Forex fra dollaro, euro e yen per confrontare l'andamento delle due materie prime selezionate dall'uomo, nei secoli, come moneta per eccellenza, rispetto alle più importanti monetine fiduciarie di oggi. L'ultimo grafico è invece dedicato ogni mese ad un mercato diverso, ritenuto particolarmente interessante o significativo.

Charts courtesy of StockCharts.com.com and ProRealTime.com

Marzo 2007

Marzo si chiude per l'oro con molta indecisione, lasciando sul grafico una long-legged doji che ha tutto l'aspetto di un hanging man con massimi, minimi e chiusura in discesa rispetto alla sessione di febbraio. L'inclinazione della media mobile di lungo periodo, la posizione di RSI ed MACD e la ratio gold/oil testimoniano che il metallo giallo ha corso molto ed è verosimile che abbia bisogno di ancora un po' di riposo prima di riprendere la salita.

L'argento conferma la debolezza preannunciata dalla divergenza negativa segnata dalla ratio contro l'oro in un terreno estremo per tutti gli indicatori e chiude marzo con una perdita del 5.51%. L'arretramento del metallo bianco rispetto all'oro contribuisce a rendere verosimile la prosecuzione del consolidamento - se non una discesa - per il settore dei metalli preziosi nelle settimane a venire: l'argento infatti, pur con fondamentali migliori del più blasonato cugino, è molto più volatile e tende ad anticiparne ed amplificarne le mosse sia al rialzo che al ribasso.

Sul breve periodo quindi, riteniamo che i metalli preziosi non presentino il profilo di rischio/rendimento più allettante per aprire nuove posizioni speculative. Con un orizzonte temporale più ampio invece il discorso cambia in modo radicale: questo mercato è ancora del tutto elitario ed esclusivo, non c'è traccia di quella mania popolare che è l'ingrediente necessario e finale - se la storia insegna - per concludere al meglio la ricetta e permettere ai pochi di scaricare sui molti un bene ormai selvaggiamente sopravvalutato. D'altro canto, nonostante l'enfasi posta dai mass media nel parlare di oro ai massimi da 25 anni, siamo ben lontani da fine corsa. I 730 $ del 1980 (il "record" tanto celebrato dai media a maggio 2006) equivalgono oggi, secondo stime MOLTO prudenziali, a più di 1.700: rispetto a 25 anni fa, l'oro oggi non vale nemmeno la metà.

Argento ed oro quindi, rappresentano oggi - per chi saprà pazientare alcuni anni - ottimi veicoli per porre almeno una parte dei propri risparmi al riparo dall'inflazione monetaria selvaggia che ne sta erodendo il potere d'acquisto.





EURUSD arranca piano piano verso i massimi di fine 2004, nel territorio ostile evidenziato dalla resistenza dinamica che delinea la divergenza negativa sull'RSI di breve periodo. Eventuali nuovi massimi creerebbero una divergenza, ben più minacciosa, sull'MACD di lungo e, visti gli attuali livelli di ipercomprato e la salita potente e prolungata che dai minimi intorno a 0.82 ha portato il cross fino a 1.3666, sarebbero a nostro avviso un ottimo segnale SHORT, data anche la risonanza che "la fine del dollaro" avrebbe sui media al verificarsi di una simile ipotesi.

USDJPY ha sofferto a marzo la generale forza dello yen seguita al minicrollo delle Borse di tutto il mondo. Nonostante questo però è riuscito a recuperare nella seconda parte del mese, ed a lasciare sul grafico una candela che di fatto non nega le implicazioni positive della Cup&Handle formata dal 2003 ad oggi, culminata a gennaio con la violazione della trend line ribassista che delimita un triangolo di durata quasi decennale. Benché tutto sia possibile sui mercati, le implicazioni di una simile configurazione tecnica sono così potenti da confermare come verosimile un obiettivo per questo cross di - almeno - 135 nei prossimi mesi.
Nonostante le molte, autorevoli, voci levatesi a celebrare la fine del carry trade a causa della "stretta monetaria" giapponese, rimaniamo convinti che uno spread di quasi 5 punti percentuali fra il dollaro ed il fido yen sia un carburante più che sufficiente per spingere in alto USDJPY ancora per molto tempo.

EURJPY recupera nel corso del mese lo scivolone iniziale ma lascia sul grafico la terza doji di seguito, evidenziando come i massimi di fine 1998 intorno a 162 siano un avversario temibile, a maggior ragione visti i livelli estremi di ipercomprato segnati da tutti gli indicatori. La posizione di questo cross secondario è fondamentale per misurare la verosimiglianza degli scenari tracciati per EURUSD e USDJPY: analizzare tutti e tre i cross fra le principali valutine cartacee del pianeta ci permette di cogliere dettagli che sfuggirebbero alla semplice analisi delle majors.
In questo caso ad esempio, risulta evidente che l'euro sia ipercomprato non solo contro il dollaro ma anche contro lo yen e questo avvalora l'ipotesi che dopo tanta fatica si stia forse avvicinando il momento per riposare un po'.



EURUSD



USDJPY



EURJPY


IL GRAFICO DEL MESE

Questo mese i grafici sono tre, tutti dedicati al settore idrocarburi, mercato che a nostro avviso nei prossimi mesi riserverà maggiori soddisfazioni rispetto a quello dei metalli preziosi.

Il primo rappresenta il petrolio che chiude marzo con un ottimo +6.60% e quello che speriamo sia l'inizio di una nuova fase di forza verso nuovi massimi. La debolezza anticipata dall'evidente divergenza negativa con entrambi gli indicatori in forte ipercomprato ha portato infatti le quotazioni ai livelli di quasi due anni fa, fino a sfiorare i 50 $. I livelli estremi dell'estate 2006 sono ormai un ricordo sia sull'MACD di lungo periodo sia sull'RSI di breve che ha addirittura fatto segnare una divergenza positiva poco prima dell'attuale salita. La delusione generale ed il pessimismo diffuso a piene mani dai media su questo settore sono poi un ottimo segnale per sperare in quotazioni più alte nei prossimi mesi.

Una curiosità sulla ratio oil/gold. Sul grafico dell'oro ad inizio pagina è tracciata la sua reciproca, quella gold/oil, fotografata nell'atto di violare la resistenza dinamica per poi fallire il tentativo e rientrare nel canale discendente. Qui invece, al contrario di quanto ci si potrebbe aspettare, la ratio oil/gold non viola il supporto ma reagisce esattamente in corrispondenza di esso: tale "anomalia" può essere osservata in modo più chiaro a questo link e, benché forse dovuta solo alle approssimazioni matematiche usate da StockCharts.com, merita di essere evidenziata e tenuta in considerazione; meglio controllare entrambe prima di decretare la tenuta di certi livelli.

Il Gas Naturale è in una posizione ancora migliore, venendo dalla correzione "post Katrina" durata più di un anno e presidiata, ai suoi livelli minimi intorno a 4,5, da un hammer mensile di straordinaria potenza. Nell'aggiornamento weekly del 15 settembre 2006 indicammo la solidità del supporto posto in tale zona e quanto simili quotazioni fossero verosimilmente ottime per aprire al rialzo... ora ci aspettiamo che dopo l'altalena degli ultimi mesi i tempi siano maturi per proseguire la marcia verso l'alto.

Lo XOI chiude marzo con un pattern estremamente bullish, dopo aver retto per mesi e mesi senza particolari problemi alla debolezza del petrolio. E' verosimile a questo punto che questa forza continui nelle prossime sedute, e, grazie al ritrovato vigore degli idrocarburi, porti le società petrolifere a nuovi massimi.







FEBBRAIO 2007
GENNAIO 2007
DICEMBRE 2006