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Questa pagina raccoglie l'Analisi Tecnica di diversi mercati fra cui, in particolare, Oro, Argento ed i cross Forex fra dollaro, euro e yen per confrontare l'andamento delle due materie prime selezionate dall'uomo, nei secoli, come moneta per eccellenza, rispetto alle principali monetine fiduciarie di oggi. Gli aggiornamenti verranno pubblicati senza scadenze fisse, in funzione di particolari condizioni di mercato. Charts courtesy of StockCharts, ProRealTime and NetDania. 01 marzo 2009, ore 22.52 La battuta d'arresto paventata la scorsa settimana non s'è fatta attendere: l'oro ha chiuso la sessione con pesanti perdite sia contro il dollaro sia contro l'euro e le altre principali valute. Nulla di strano, nulla di cui preoccuparsi: dopo la corsa strepitosa degli ultimi mesi (+47% contro l'euro da settembre al massimo appena segnato), dopo la tenuta formidabile contro un dollaro in fortissima ripresa, una pausa era più che verosimile e non a caso ne abbiamo scritto nello scorso aggiornamento. Nessun mercato si muove in linea retta, soprattutto al rialzo. I motivi di questo tipo di comportamento sono molto semplici e, sul breve periodo, sono legati alle emozioni degli operatori che vi partecipano. Al di là delle ragioni fondamentali che possono alimentare per anni un trend in salita o in discesa, le oscillazioni a breve termine sono prodotte da due sentimenti, potentissimi e ancestrali, che governano in modo ferreo l'animo degli investitori, in particolare i meno esperti, ma non solo. Avidità e paura sono le grandi forze che si scontrano quotidianamente su ogni mercato nei time frames minori. Mentre tutti conoscono l'adagio banale "comprare basso e vendere alto", in genere avviene il contrario. E' buona regola che i "pesci piccoli" entrino su un mercato intorno alle quotazioni massime e ne escano poco prima che, dopo una lunga e dolorosissima discesa, inizino a risalire. Un movimento molto direzionale verso l'alto attira i compratori ritardatari infinitamente di più di un'estenuante discesa. Anche se rimaniamo convinti che comprare oro all'inizio della settimana appena conclusa (con -4.87% contro l'euro e -5.96% contro il dollaro) si rivelerà un ottimo affare sul medio e lungo periodo, sul breve non può non essere fonte di pene notevoli e infiniti ripensamenti: comprare e veder invertire un trend perfetto fino a quel momento produce sensazioni davvero spiacevoli, che fanno leva su istinti radicati, alla base del nostro successo come specie. A quel punto, gestire in modo corretto la posizione può diventare un compito impossibile ed è lì che l'investitore alle prime armi in genere cede, commettendo il secondo tragico errore dopo quello di aver comprato al massimo. Ottimismo e pessimismo sono eccessi che vanno letti esattamente al contrario di come verrebbe naturale: un mercato è nel momento di maggiore debolezza proprio quando sembra più forte e viceversa. Sul breve periodo è proprio ciò che è successo all'oro la scorsa settimana. Questo non pregiudica le ragioni fondamentali che rendono verosimili quotazioni maggiori nelle prossime settimane e nei prossimi mesi ma è impensabile che non ci siano prese di beneficio, che chi ha comprato a settembre con un orizzonte temporale di pochi mesi non si faccia allettare dal mettere al sicuro almeno una parte dei propri guadagni una volta sfiorato il 50% in un periodo in cui tutto crolla e anche una perdita contenuta è un risultato eccezionale. Se questa correzione dovesse continuare, occorrerebbe prenderla per quello che è: un'ottima occasione per riequilibrare un sentimento troppo sbilanciato e approffitare di quotazioni più contenute per aumentare la propria esposizione. Come detto la scorsa settimana, un ritorno fra i 700 ed i 650 €/oz ci sembra l'obiettivo più ambizioso per questo storno prima di vedere l'oro ben più in alto nei prossimi mesi. Riprendendo il discorso dell'eccesso di ottimismo e di pessimismo, vogliamo segnalare le condizioni eccezionali in cui versa il gas naturale.
Gas naturale in dollari e ratio gas/gold, 15 anni
Il grafico rappresenta l'andamento di questo mercato negli ultimi 15 anni e, in rosso, il rapporto fra il prezzo del gas e quello dell'oro, utilissimo, soprattuto su un arco temporale così ampio, per avere un'idea della quotazione REALE del prezioso idrocarburo. Il tracollo che l'ha visto passare da circa 14 a 4 dollari nei pochi mesi che ci separano da quest'estate (ai minimi da fine 2002) è in realtà molto parziale e contenuto. La mole colossale di denaro che è stata riversata sui mercati in questi ultimi anni per sostenere un tenore di vita fittizio, esasperata in modo paradossale dagli interventi degli ultimi mesi e riflessa, benché solo in parte, dalla salita dell'oro, ha portato la ratio gas/gold ai livelli del 1995, ben prima dello scoppio della bolla delle azioni tecnologiche. Pur con tutte le cautele e le approssimazioni del caso, possiamo affermare senza timori di smentite che il prezzo REALE del gas naturale è oggi ai minimi degli ultimi 15 anni e, benché sia impensabile utilizzare un grafico così ampio per fare trading, è a nostro avviso fuori di dubbio che le quotazioni attuali rappresentino un occasione irripetibile in un ottica di medio e lungo periodo. Le conseguenze reali della crisi finanziaria saranno di certo terribili ma il gas naturale è una materia prima essenziale e l'azione congiunta di un'offerta rigida a fronte di una domanda pur sempre crescente in prospettiva e un'espansione monetaria ormai fuori controllo non potranno che tradursi in prezzi più alti. Infine, il settore idrocarburi è ormai permeato di pessimismo dopo mesi e mesi di terribile discesa e l'investitore medio preferirebbe probabilmente bruciare il proprio denaro per scaldarsi piuttosto che investirlo in gas o petrolio. In gas ancora meno che in petrolio visto che sono anni ormai che il primo sottoperforma il secondo. Il picco massimo è stato raggiunto non a caso nel 2005, in occasione della devastazione portata da Katrina, quando tutti erano pronti a scommettere che il suo prezzo non potesse far altro che salire. Certo, nulla vieta che sul breve termine le quotazioni scendano ancora ma i fondamentali sono a favore di una loro crescita, violenta e sostenuta. Per questo siamo in posizione long sul futures da venerdì scorso, prezzo di carico a 4.080. Come ormai d'abitudine, ecco il calcolatore dell'"inflazione" proposto dal Bureau of Labor Statistics statunitense utile per misurare l'entità ufficiale della svalutazione del dollaro dalla nascita della Federal Reserve nel 1913 ad oggi.
Oro in euro, dall'inizio della bull run
Oro in dollari, 3 anni
Oro in euro, 3 anni
ETF GLD, 3 anni
Argento in dollari, 3 anni
Argento in euro, 3 anni
ETF SLV, 3 anni
Performance mibtel contro Oro, 1 anno
Performance mibtel contro Oro, 3 anni
Performance mibtel contro Oro, 6 anni
Performance Oro e Argento in euro e in dollari, 3 anni
Ratio silver/gold (forza relativa dell'argento rispetto all'oro), 5 anni
Petrolio (West Texas Intermediate Crude) in dollari, 3 anni
Ratio oil/gold, 5 anni
ETF "petrolifero" USL in dollari con ratio usl/oil e usl/uso dal 01/12/2007
Performance petrolio contro ETF USO e USL dal 01/12/2007
Gas naturale in dollari, 3 anni
Ratio natgas/oil, 5 anni
Acciao in dollari, 3 anni
Rame in dollari, 3 anni
Alluminio in dollari, 3 anni
Agricultural Prices - Goldman Sachs Commodity Index, 3 anni
Reuters/Jefferies CRB Index, 3 anni
Standard & Poors 500, 3 anni
Ratio S&P500/gold, 5 anni
Ratio opzioni put/call CBOE, 1 anno
Ratio opzioni put/call CBOE, 13 anni
XOI Oil index, 3 anni
HUI "Gold Bugs Index", 3 anni
BKX, Bank Index, 3 anni
2-Year US Treasury Yield, 3 anni
5-Year US Treasury Note Price, 3 anni
PowerShares DB G10 Currency Harvest Fund, dal 10/09/2006
EURUSD Weekly
USDJPY Weekly
EURJPY Weekly
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