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Questa pagina raccoglie l'Analisi Tecnica di diversi mercati fra cui, in particolare, Oro, Argento ed i cross Forex fra dollaro, euro e yen per confrontare l'andamento delle due materie prime selezionate dall'uomo, nei secoli, come moneta per eccellenza, rispetto alle principali monetine fiduciarie di oggi. Gli aggiornamenti verranno pubblicati senza scadenze fisse, in funzione di particolari condizioni di mercato. Charts courtesy of StockCharts, ProRealTime and NetDania. 02 febbraio 2008 Nuovi massimi nominali per l'oro contro il dollaro, ormai ad un passo dai 950 $/oz e, subito dopo, dall'inedita quotazione a quattro cifre. Il metallo giallo non riesce però ad approfittare in modo decisivo del nuovo taglio dei tassi da parte della FED, fatto questo piuttosto preoccupante per chi sperava che l'oro proseguisse la salita a breve termine. Forse la soglia dei 1.000 $/oz verrà attaccata come il petrolio ha fatto per i 100 $/barile, con molta gradualità e vari ripensamenti. E' comunque troppo presto per trarre conclusioni sulla chiusura di una singola sessione: vedremo nelle prossime se questa reazione sottotono verrà smentita a breve termine oppure se l'eventuale forza del dollaro e dell'azionario generico freneranno quella del metallo giallo, almeno per un qualche tempo. Anche sul grafico mensile il parallelo con gennaio e febbraio del 2006 sembra verosimile. Per chi volesse misurare l'entità ufficiale della svalutazione del dollaro dalla nascita della Federal Reserve nel 1913 ad oggi, ecco il calcolatore dell'"inflazione" proposto dal Bureau of Labor Statistics statunitense
Più energica invece l'azione dell'argento che, ancora molto indietro rispetto all'oro, riesce a chiudere la sessione con un guadagno superiore al 2%. Interessante notare come sul grafico mensile che riassume alla perfezione la fine del bear market e l'inizio del toro nel 2003, entrambe le uscite dalle fasi di consolidamento (di simile durata ed andamento) siano iniziate con una bear trap da manuale, capace di far mollare la presa alle mani deboli e lasciare le posizioni lunghe lì dove devono stare... in quelle forti.
Il "super euro" non è poi una difesa così potente quando si scontra con avversari di valore. Contro oro ed argento ha perso circa il 30% da quest'estate.
Sembra che alluminio ed acciaio non risentano del sempre più scontato rallentamento della famosa locomotiva americana: forse qualcuno è al corrente che l'eventuale diminuzione della domanda di metalli indurstriali sarà più che compensata dall'aumento della base monetaria e ne sta approfittando per convertire la propria effimera cartaccia in qualcosa di più solido e duraturo.
Il crollo, un vero e proprio crack dello yeld sui T-Notes a due anni è partito quest'estate, insieme alla fase di rialzo dei metalli preziosi: un segnale tutt'altro che positivo per oro ed argento. La salita del 2006 infatti è stata accompagnata (e frenata) da tassi in crescita mentre questa, all'opposto, è alimentata dalla débâcle avviata dalla FED. Parallelamente, nel crollo dello S&P500 bisogna scontare la stessa riduzione dei tassi: la situazione sarebbe ben più drammatica se la FED non fosse intervenuta.
Anche il dollaro dovrebbe aver ricevuto il colpo di grazia sul FOREX da quest'estate a questa parte... invece non è così. A nostro avviso la fase di discesa del biglietto verde è giunta al termine, quanto meno sul medio periodo. Le news negative, le azioni che dovrebbero indebolirlo inizano a non sortire più alcun effetto (emblematica l'azione di venerdì pomeriggio sul cross EURUSD): il livello di ipervenduto è ormai così estremo che almeno una reazione secondaria sembra ormai necessaria, magari per riprendere il trend principale più avanti.
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