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Questa pagina raccoglie l'Analisi Tecnica di diversi mercati fra cui, in particolare, Oro, Argento ed i cross Forex fra dollaro, euro e yen per confrontare l'andamento delle due materie prime selezionate dall'uomo, nei secoli, come moneta per eccellenza, rispetto alle principali monetine fiduciarie di oggi.

Gli aggiornamenti verranno pubblicati senza scadenze fisse, in funzione di particolari condizioni di mercato.

Charts courtesy of StockCharts, ProRealTime and NetDania.



02 giugno 2008, ore 10.28

Dura correzione per i metalli preziosi nell'ultima settimana di maggio, chiusa con pesanti perdite contrapposte alla buona reazione del dollaro.

Nonostante i pessimi auspici e il quadro tecnico preoccupante, a nostro avviso la prospettiva di medio periodo rimane immutata e lo scenario più verosimile si conferma ancora quello con i metalli preziosi a nuovi massimi nel giro di alcune settimane. Certo, da questi livelli, la salita non potrebbe essere tranquilla e lineare come all'epoca del BUY sul settore del 24 e del 31 agosto.

Al contrario, dopo una corsa così potente, il tratto finale dev'essere preceduto da una fase di notevole volatilità, con accelerazioni e scarti improvvisi in entrambe le direzioni in modo da ripulire il mercato dagli ultimi arrivati per lasciare in posizione solo i soggetti più solidi, organizzati e capitalizzati.

Anche la ratio silver/gold sembra pronta per proseguire la salita iniziata a dicembre 2007.

In questo contesto sembra possibile uno scenario insolito, dove il dollaro ed i metalli preziosi si rafforzino contemporaneamente... almeno fino alla fantomatica, tanto attesa sezione conclusiva della fase di salita di oro ed argento inziata ad agosto 2007. Dopodiché, la nota relazione potrebbe ritrovare vigore, amplificando, grazie al recupero del biglietto verde, la correzione dei metalli da livelli di ipercomprato più spinti rispetto agli attuali.

Come ormai d'abitudine, ecco il calcolatore dell'"inflazione" proposto dal Bureau of Labor Statistics statunitense utile per misurare l'entità ufficiale della svalutazione del dollaro dalla nascita della Federal Reserve nel 1913 ad oggi.

















Battuta d'arresto per gli idrocarburi che chiudono la sessione settimanale in perdita, pur senza intaccare le recenti conquiste. Il petrolio inizia ad essere davvero tirato e, benché sia di certo impensabile shortare questo mercato viste le dinamiche fondamentali che ne alimentano la salita, sembra opportuno scaricare buona parte delle posizioni long in attesa che scemino i livelli di ipercomprato.

Chi ci segue da alcuni anni ricorderà l'enfasi posta nel segnalare l'ottimo affare rappresentato dal petrolio fra fine 2006 ed i primi del 2007, quando le quotazioni agonizzavano fra i 50 ed i 60 dollari. Ora, intorno a 130 dopo più di un anno di salita, non è certo ragionevole comprare.

Il gas naturale sta sottoperformando il petrolio da quasi tre anni: crediamo che questo non possa continuare ancora per molto.













Dopo la rottura della resistenza statica la ratio oil/gold ha continuato la salita fino a giungere a ridosso dei massimi del 2005.





Nulla di fatto per i metalli di base che chiudono in perdita - acciaio a parte - sessioni settimanali per nulla significative. I grafici sembrano confermare che rame, alluminio e acciaio stiano caricando la molla in attesa di una decisa ripartenza dei metalli preziosi per esplodere al rialzo. In questo contesto solo l'acciaio è a livelli già critici: per alluminio e rame gli spazi per crescere sono davvero molto ampi.













La correzione per i prodotti agricoli è giunta ormai al 20%, in linea con il risalto che hanno avuto sui media le questioni relative all'emergenza alimentare mondiale, ai limiti all'esportazione per i cereali ed ai rischi collegati con l'esplosione dei prezzi in un settore tanto vitale. Il trend di lungo periodo rimane intatto e intorno ai 360 è attestata un'importante area di supporto.



S&P500 in recupero nell'ultima sessione settimanale, fatto che gli permette di chiudere il mese di maggio con un pur modesto guadagno nominale, messo a segno in una situazione critica.

La situazione attuale è molto simile, dal punto di vista delle quotazioni e del loro andamento recente, a quella dello scoppio della mania azionaria collettiva del 2000.

Il parallelismo sul grafico mensile è praticamente perfetto e vale più di molte parole. Rispetto ad allora però i volumi medi si sono quasi triplicati, coagulando una massa enorme di capitali a ridosso della soglia dei 1550, all'epoca invalicabile.

La ratio con l'oro non ha mancato di segnalare la performance reale dello S&P dal 2003 ad oggi ma tant'è, i livelli nominali hanno la loro notevole importanza ed è lì che stanno oggi le quotazioni più seguite e valutate. Il punto è cruciale: continuare la salita interrotta o proseguire nella discesa hanno tipi di impatto molto diversi sulla percezione del benessere da parte del pubblico.









La soglia dei 75 vale almeno una modesta reazione per i bancari dopo il crollo della settimana precedente: vedremo presto se questo terzo affondo nella zona di supporto sarà decisivo per innescare una salita sostenibile oppure se il sostegno offerto da quelle quotazioni fallirà, proiettando i prezzi ancora più in basso. A nostro avviso, magari dopo una rapida e salutare pulitura degli stop a ridosso dei 75, il supporto dovrebbe tenere.









Anche il comportamento delle azioni dei rispettivi settori segnala la verosimile imminenza del sorpasso dei metalli preziosi rispetto al petrolio...









Il mercato insiste: un rialzo dei tassi da parte della FED sembra sempre più imminente.





Lo stato di salute del carry trade è ad un punto critico: dopo la falsa rottura di marzo siamo giunti alla resistenza dinamica, punto perfetto per invertire nuovamente la rotta e riprendere la discesa anche se, con un briciolo di sostegno da parte dei mercati azionari e un pizzico di fiducia in più orchestrata ad arte da chi di dovere, il superamento dell'ostacolo potrebbe essere finalmente portato a termine.

Il carry trade rimane un'attività redditizia. Dopo anni di andamento in un'unica direzione era divenuto troppo noto e scontato ma la correzione è stata dura, prolungata per quasi un anno e i livelli sono ora ben più ghiotti di quanto fossero 12 mesi fa: i tempi sembrano maturi per riprendere il giochino.





Scarti nervosi e finte in entrambe le direzioni sul FOREX. Dollaro, euro e yen, i protagonisti della scena mondiale si preparano a mosse violente. A nostro avviso, dopo sei anni quasi ininterrotti di discesa, è giunto per il biglietto verde il momento di recuperare almeno sul medio periodo: l'euro, all'opposto, sembra in difficoltà di fronte alla prospettiva di difendere i livelli estremi raggiunti di recente, non solo contro il biglietto verde.























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