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Questa pagina raccoglie l'Analisi Tecnica di diversi mercati fra cui, in particolare, Oro, Argento ed i cross Forex fra dollaro, euro e yen per confrontare l'andamento delle due materie prime selezionate dall'uomo, nei secoli, come moneta per eccellenza, rispetto alle principali monetine fiduciarie di oggi. Gli aggiornamenti verranno pubblicati senza scadenze fisse, in funzione di particolari condizioni di mercato. Charts courtesy of StockCharts, ProRealTime and NetDania. 02 ottobre 2007 Il dollaro accenna una timida reazione e, come previsto, i metalli già provati sul breve periodo, ne subiscono le conseguenze, amplificandole. Per un modesto +0.47% del dollar index, oro e argento correggono del 2.36% e del 2.92% spiazzando gli ultimi arrivati in cerca di qualcosa di solido dopo settimane di martellamento mediatico sulla fine del biglietto verde ed i record del metallo giallo. Chi si è mosso per tempo è ancora al sicuro anche se deve prepararsi ad una certa turbolenza ed alla correzione di breve periodo necessaria - e benvenuta - dopo i notevoli guadagni dei metalli nelle ultime settimane: da metà agosto l'argento ha toccato un +27%, è del tutto fisiologico ora che vengano sacrificati i ritardatari che hanno aspettato la rottura della trend line discendente per accorgersi delle sue potenzialità. Chi ha seguito il BUY del 24 e 31 agosto invece, ha ancora un 12% di guadagno quanto mai utile in questo momento per gestire la posizione con un buon margine di tranquillità. A nostro avviso, benché sul breve i livelli siano già estremi, l'analisi weekly di medio periodo è compatibile con il proseguimento della salita ed anzi, è appena agli inizi; chi è entrato a ridosso dei 12 $/oz può, per estrema cautela, porre uno SL di sicurezza in caso di crolli anomali ed aspettare con serenità che passi la turbolenza: il rapporto rischio/rendimento è assolutamente vantaggioso.
Gli idrocarburi danno segnali contrastanti: il petrolio, dopo i nuovi massimi di settembre, macina con una certa fatica sotto il peso di divergenze di breve e medio termine; la sua corsa dura dai primi dell'anno (per un guadagno che sfiora il 60%): nulla di strano se dovesse riposare per qualche settimana.
Il gas naturale invece, dopo il risultato deludente del 2007, ha a disposizione le energie necessarie per una bella corsa: la volatilità di questo mercato è davvero selvaggia e, nonostante il guadagno del 38% messo a segno dai primi di settembre, nulla vieta che possa salire ancora in modo poderoso. La situazione della ratio natgas/oil segnalata il 18 settembre pende decisamente a favore del gas piuttosto che del petrolio.
Un rapido sguardo alla salute del carry trade conferma che per ora, nonostante le molte voci contrarie ed il bagno di sangue di metà agosto (sempre più simile ad una semplice, per quanto estrema, presa di beneficio dei soliti noti) il giochino preferito dai grandi investitori continui imperterrito. D'altro canto, come dargli torto?!
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