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Questa pagina raccoglie l'Analisi Tecnica di diversi mercati fra cui, in particolare, Oro, Argento ed i cross Forex fra dollaro, euro e yen per confrontare l'andamento delle due materie prime selezionate dall'uomo, nei secoli, come moneta per eccellenza, rispetto alle principali monetine fiduciarie di oggi. Gli aggiornamenti verranno pubblicati senza scadenze fisse, in funzione di particolari condizioni di mercato. Charts courtesy of StockCharts, ProRealTime and NetDania. 05 marzo 2008 La chiusura di ieri sera sul mercato americano fissa sui grafici la generale difficoltà di metalli preziosi e materie prime ed il recupero in extremis della borsa, anche se l'esito di una sessione daily è - quasi sempre - del tutto irrilevante rispetto al trend di medio periodo e a maggior ragione di lungo. Come parziale consolazione per l'andamento dei nostri ultimi trade sul FOREX, rileviamo con piacere che l'argento ha sfondato i 20 $/oz, portando in poco più di sei mesi il guadagno sul nostro BUY del 24 e 31 agosto intorno al 66% (se espresso in dollari, un più corretto 59% circa se conteggiato in euro). La spinta sulla ratio silver/gold continua potente e riteniamo che possa proseguire ancora per alcune settimane, un paio di mesi, tre al massimo: per precauzione e per non essere troppo esosi visto i risultati già lusinghieri, posizionamo i TP per metà della parte speculativa delle nostre posizioni sul metallo bianco intorno ai 24 $/oz, il target iniziale dichiarato quest'estate con l'argento a 12 $/oz. Il restante 50% saremo pronti a liquidarlo in tempo reale, in base alle condizioni del momento, verosimilmente non lontano dai 27$/oz. La parte fisica, quella di lungo periodo, rimane intatta, è ovvio: nessuno prende in considerazione l'idea di liquidarla a prezzi da saldo! Come ormai d'abitudine, ecco il calcolatore dell'"inflazione" proposto dal Bureau of Labor Statistics statunitense utile per misurare l'entità ufficiale della svalutazione del dollaro dalla nascita della Federal Reserve nel 1913 ad oggi.
Anche il petrolio corregge e si riavvicina ai 100 dollari al barile: questa volta però, lo fa dall'alto verso il basso, dopo aver violato un triplo massimo costruito con pazienza dallo scorso novembre a questa parte.
Mentre il valore REALE dello S&P500 continua a crollare come quello di qualunque asset che non cresca ALMENO del 10% annuo (in linea con l'inflazione della massa monetaria perseguita con ostinazione dalle maggiori banche centrali), la quotazione NOMINALE sembra tentare una timida reazione. I volumi sempre alti segnalano come sia verosimile che, a queste quotazioni, stia continuando il passaggio di proprietà fra la mani deboli, ormai esangui e terrorizzate dopo settimane di perdita e quelle forti, avvezze a comprare in basso per vendere in alto piuttosto che il contrario. Anche il clima di generale pessimismo (fotografato dal Bullish Percent Index) ed il nervosismo (evidenziato dal VIX) dipingono un quadro che tutto sommato è compatibile con un ritorno a quotazioni in salita: d'altro canto, questi mercati sono sempre distorti verso il bel tempo, sia per effetto dell'inflazione sia per i veri e propri interventi atti a sostenerli in modo artifcioso per prevenire ondate di panico quanto mai incresciose.
Il DBV riassume in un unico grafico l'attuale sofferenza delle nostre posizioni recenti sul FOREX: il carry trade è in difficoltà e noi con lui visto che avevamo impostato molti degli ultimi trades pensando proprio di sfruttare questa strategia. A parte il dollaro che sembra destinato a breve a finire dalla parte dei cross a minor rendimento, ci sono però valide alternative sul lato lungo, senza dover ricorrere a valute come il dollaro australiano o l'ancor più esotica lira turca (con tassi di interesse sopra il 15%).
Vediamo in maggiore dettaglio la situazione di euro, dollaro e yen rispetto ai maggiori concorrenti. In Europa solo il franco svizzero è più tirato della moneta unica, tanto che il cross EURCHF è precipitato nelle ultime settimane ai livelli di inizio 2004. L'occasione sembra ghiotta per un long su questo cross benché, a dire il vero, l'euro sia davvero ipercomprato contro il dollaro, contro la sterlina inglese, ed ancora a livelli estremi contro lo yen: rimane infatti ben più vicino ai massimi che ai minimi degli ultimi 5 anni, al contrario del biglietto verde. Inoltre, è possibile che la recente forza del franco svizzero sia causata dal crescere dell'avversione al rischio a livello globale (testimoniata anche dalla liquidazione dei long sul carry trade) e dal riparo cercato da alcuni capitali in una valuta storicamente più solida di altre: se così fosse, questo fenomeno potrebbe essere appena agli inizi e sarebbe quindi destinato a durare ben più di qualche settimana.
Uno sguardo alla sterlina che, nonostante i tassi al 5.25%, non riesce a prendere fiato nemmeno contro lo yen; addirittura imbarazzante il movimento su GBPCHF.
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