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Questa pagina raccoglie l'Analisi Tecnica di diversi mercati fra cui, in particolare, Oro, Argento ed i cross Forex fra dollaro, euro e yen per confrontare l'andamento delle due materie prime selezionate dall'uomo, nei secoli, come moneta per eccellenza, rispetto alle principali monetine fiduciarie di oggi.

Gli aggiornamenti verranno pubblicati senza scadenze fisse, in funzione di particolari condizioni di mercato.

Charts courtesy of StockCharts, ProRealTime and NetDania.



05 ottobre 2007

I metalli chiudono la settimana con una discreta tenuta, nonostante l'accenno di recupero del dollaro.

Il -3% dell'argento non deve stupire vista la strada notevole messa a segno da metà agosto e la maggiore volatilità tipica di un mercato così ristretto. La ratio silver/gold non smentisce, per ora, la situazione di relativo vantaggio del metallo bianco sul più blasonato cugino.

A parte la volatilità di breve, a nostro avviso siamo appena agli inizi della nuova gamba: un parallello, del tutto orientativo, con la salita precedente può far corrispondere il momento attuale con l'ottobre 2005.

Volendo proprio osare un target price, a nostro avviso è verosimile vedere l'argento fra i 24 ed i 29 $/oz nel giro di circa un anno.









L'analisi daily dei futures evidenzia per l'oro un andamento curioso dei volumi in agosto e settembre degli ultimi due anni: per due mesi esatti calano drasticamente, oltre quanto ci si potrebbe aspettare per via della minor partecipazione al trading estivo.

Altri contratti (ad esempio argento, gas naturale, petrolio, valute...) non mostrano nulla di simile.





In maggior dettaglio la recente rottura della resistenza di breve periodo dell'argento: il test è già stato effettuato.



A parte la corsa favolosa del petrolio nel 2007 e l'attuale consolidamento sopra i massimi appena violati, il dato più significativo del grafico riguarda i volumi. La partecipazione di massa del 2006, quando i media erano ben concentrati sulla situazione critica dell'oro nero, le tensioni con l'Iran, il peak oil e l'ormai scontato obiettivo dei 100$ al barile, è evidente nell'avanzata irresistibile dei contratti scambiati: arrivati quasi a 150.000 contro i circa 13.000 medi di quest'anno.

In condizioni simili era proprio impossibile continuare a salire...





Il gas naturale è a ridosso di una resistenza formidabile dopo la fuga esplosiva dai minimi di fine agosto; anche su questo mercato i volumi sono calati drasticamente rispetto al 2006: vedremo presto se il disinteresse del grande pubblico permetterà finalmente al prezioso idrocarburo, complice anche la stagione fredda, di sfidare l'area cruciale intorno ai 10 $.



Il cambio euro/dollaro evidenzia una curiosa costante nei movimenti impulsivi al rialzo degli ultimi due anni: più o meno lo stesso avanzamento in circa sette settimane. A questo punto è verosimile, almeno, che EURUSD riposi fino a ritrovare il contatto con il supporto di medio periodo.



Il dollaro canadese, del tutto insensibile alle nostre previsioni riguardo una sua correzione, continua a macinare un record dopo l'altro, raggiungendo di settimana in settimana quotazioni sempre più alte.

Mentre il rosso della nostra posizione diventa sempre più profondo, cerchiamo di approfondire con il numero maggiore di elementi l'inarrestabile ascesa di questa valuta.
Nel grafico, il CDW (canadian dollar index, in pratica nient'altro che il poco consueto cross CADUSD) è messo in relazione con l'oro ed il petrolio.

Uno dei motivi canonici per spiegare la forza del dollaro canadese è il peso della produzione di oro nero e giallo sull'economia del paese: non a caso le ratio languono nell'angolo in basso a destra, nonostante la salita del CAD.

Dopo la "trappola per orsi" di fine 2006 (chissà quanti ci sono rimasti!), l'improvvisa inversione di marcia di quest'anno e, più di recente, la violentissima evoluzione delle ultime 4 settimane, può essere collegata ai massimi di oro e petrolio.

Il dollaro canadese è ipercomprato come MAI dal 1980 ad oggi: benché di certo il rosso imbarazzante del nostro short favorisca la ricerca di spiegazioni consolatorie, ci sembra verosimile che, anche in caso di forte salita di metalli preziosi ed idrocarburi, il momento di riposare un poco sia sempre più vicino.







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