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Questa pagina raccoglie l'Analisi Tecnica di diversi mercati fra cui, in particolare, Oro, Argento ed i cross Forex fra dollaro, euro e yen per confrontare l'andamento delle due materie prime selezionate dall'uomo, nei secoli, come moneta per eccellenza, rispetto alle principali monetine fiduciarie di oggi. Gli aggiornamenti verranno pubblicati senza scadenze fisse, in funzione di particolari condizioni di mercato. Charts courtesy of StockCharts, ProRealTime and NetDania. Ci scusiamo per il ritardo e le diffcoltà con cui sono stati pubblicati gli aggiornamenti nelle ultime quattro settimane: finalmente i problemi tecnici sono stati risolti ed ITGOLD può riprendere la normale attività. 08 gennaio 2008 Ottimo inizio d'anno per l'oro che si porta avanti con i compitini delle vacanze e si fa ritrovare alla prima vera settimana di trading ben più in alto di dove l'avevamo lasciato a fine dicembre. Da notare che la parte recente del movimento di metalli preziosi ed idrocarburi (all'incirca da fine novembre ad oggi), non è da attribuire alla cronica debolezza del dollaro ma ad una forza genuina delle commodities. Non a caso, il metallo giallo è giunto a sfiorare quota 600 €/oz, un livello ritenuto dai più inverosimile solo poche settimane fa. Addirittura strepitosa l'ultima sessione dell'argento che con un guadagno di quasi il 3.5% si allontana con decisione dai 15 $/oz: come ribadito altre volte, è solo questione di tempo prima che i massimi recenti vengano violati ed il metallo bianco tenti la sfida ai 20$/oz. E' sempre opportuno ricordare che i record recenti sono solo nominali: gli 850$ del 1980 corrispondono a più di 2.155$ di oggi ed il record storico - nominale - appena infranto non ha alcun valore reale. E' lo stesso Bureau of Labor Statistics statunitense a mettere a disposizione questi dati... secondo alcune stime la realtà è ben più estrema e per avere l'oro a nuovi massimi REALI dovremmo vederlo sopra i 3.000 $/oz.
Anche petrolio e gas naturale sono alle prese con livelli importanti e sensibili ma anche in questo caso, benché con dinamiche differenti sul breve periodo, le attuali resistenze sono destinate ad essere violate e divenire supporti. In particolare riteniamo che il petrolio, dopo essere stato il nostro trade migliore nel corso dell'anno appena concluso, debba pagare dazio nel 2008, spendendo buona parte dell'anno fra correzione e consolidamento. Rimane però perdente tentare di shortare un mercato toro di simile potenza: i fondamentali continuano a favorire la salita, così come l'analisi delle dinamiche degli aggregati monetari; la stessa analisi tecnica, ben lungi da segnalare un long come a fine 2006, non è ai livelli da suggerire il lato corto del mercato.
Ottima uscita del rame dal weak trend di dicembre: una sessione giornaliera da +5% è sempre qualcosa di notevole. A nostro avviso, complice anche la divergenza e la generale forza delle commodities, nelle prossime settimane riusciremo ad assistere a nuovi massimi assoluti per l'importante metallo di base.
Carry trade in altalena, indeciso fra il lato corto e quello lungo del mercato dopo la drammatica rottura del trend al rialzo di quest'estate, quando sul FOREX tutti i cross yen hanno perduto in pochi giorni quanto accumulato in mesi e mesi di lenta, costante scalata. A nostro avviso c'è chi, su tutti i minimi, continua ad accumulare posizioni long che, favorite dallo scorrere del tempo, potranno venir utili più avanti, quando i trend saranno più definiti. La chiusura delle posizioni di carry trade, sbandierata sulla stampa specializzata, non ci convince appieno: cambiano gli attori, usdjpy è ormai molto meno redditizio di gbpjpy, ma il differenziale fra le diverse valute e - in particolare - lo yen continuerà ad alimentare questo fenomeno finché la BOJ non cambierà rotta in modo convincente.
Scivolone dello S&P500 che celebra il nuovo anno con nuovi minimi. Continuiamo a pensare che tutte queste scivolate siano solo drammatiche finte volte a spazzar via qualche pesce piccolo dal mercato prima che il venerabile indice borsistico americano voli verso nuovi massimi nominali. E' ovvio che la vera storia del suo andamento è dipinta nel grafico dalla linea tratteggiata rossa, la ratio spx/gold. Implacabile ed impietosa, essa continua la propria discesa, aggiornando di mese in mese i record, REALI e negativi, della borsa statunitense.
Infine, visto che questo è il primo aggiornamento del 2008 ed è tempo di bilanci, ecco un confronto fra l'andamento, nell'ultimo anno, del Mibtel, del Lehman Bond Composite Global Index (ottimo proxi per riassumere le fortune dei titoli a reddito fisso a livello mondiale)e quello dell'oro. Il piccolo indice borsistico italiano ha chiuso il 2007 con una perdita - nominale - dell'7.81%. Fingiamo di non essere al corrente dell'espansione della massa monetaria nella zona euro superiore, nello stesso periodo, al 10% ed evitiamo quindi di computare la perdita REALE di chi ha scelto le azioni generiche italiane per investire i propri risparmi 12 mesi fa. La recente contrazione dei tassi di interesse ha spinto il reddito fisso verso l'alto nella seconda parte dell'anno: dopo una prima metà molto piatta quindi, dall'estate in avanti e grazie alle urgenti necessità indotte dalla crisi dei subprime, chi ha scelto titoli di stato ed obbligazioni ha visto lievitare il prezzo di tali strumenti di circa un 7%, poco più della metà della crescita di M3 certificata dalla BCE. L'oro ha chiuso il 2007 con un guadagno nominale del 32%, reale di circa il 20%: anche quest'anno un ottimo veicolo per preservare il potere d'acquisto dei propri risparmi.
Chi gradisse una prospettiva più ampia, trova qui lo stesso confronto sugli ultimi tre anni.
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