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Questa pagina raccoglie l'Analisi Tecnica di diversi mercati fra cui, in particolare, Oro, Argento ed i cross Forex fra dollaro, euro e yen per confrontare l'andamento delle due materie prime selezionate dall'uomo, nei secoli, come moneta per eccellenza, rispetto alle principali monetine fiduciarie di oggi. Gli aggiornamenti verranno pubblicati senza scadenze fisse, in funzione di particolari condizioni di mercato. Charts courtesy of StockCharts, ProRealTime and NetDania. 08 marzo 2008 La settimana si chiude con i metalli a nuovi massimi, l'oro a ridosso dei 1000 $/oz e l'argento sopra i 20 $/oz, dopo aver svettato anche al di sopra dei 21 durante la sessione. La ratio silver/gold continua a salire e si trova ormai a poca distanza dal record di maggio 2006, a quota 0.023: ci aspettiamo che nelle prossime settimane essa continui a salire, segnando nuovi record in questa fase finale del movimento rialzista inziato ad agosto e prima dell'inevitabile correzione. Per massima chiarezza ribadiamo che l'attuale gamba rialzista è un movimento di medio periodo, individuato e cavalcato molto bene intorno a metà agosto 2007. Quando indichiamo la fine della fase in atto, lo sguardo è rivolto esclusivamente al medio periodo: il trend di lungo infatti è intatto e ben lungi dall'essere maturo. Su un grafico mensile si può apprezzare meglio l'intero sviluppo della bull run: per l'argento essa è partita nel 2001 se si fa riferimento alla quotazione in dollari e nel 2003 per i prezzi in euro. Data la rigidità tipica di un mercato come questo, i processi di correzione degli squilibri fra domanda ed offerta richiedono anni ed anni prima di poter essere riassorbiti ed è semplicemente troppo presto perché questo possa già essere avvenuto. E' possibile che alla fine dell'attuale fase di rialzo, la correzione ed il successivo consolidamento siano ancora più duri e prolungati di quanto visto nel 2006 (siamo ormai alla terza ondata di medio periodo e potrebbe essere necessaria una bella stornata) ma ribadiamo che chi ha in mente di tenere al sicuro il proprio metallo fisico per i prossimi dieci anni, non deve preoccuparsi di questo tipo di dinamiche. In questa fase, e nelle prossime settimane, si penserà solo ed esclusivamente a liquidare le porzioni speculative (carta di vario tipo: futures, ETF, azioni su aziende del settore...): la base solida, metallica, quella con funzioni anche assicurative, rimane intatta almeno fino al 2018. Come ormai d'abitudine, ecco il calcolatore dell'"inflazione" proposto dal Bureau of Labor Statistics statunitense utile per misurare l'entità ufficiale della svalutazione del dollaro dalla nascita della Federal Reserve nel 1913 ad oggi.
Com'era ragionevole aspettarsi, i 100 dollari al barile, dopo essere stati così a lungo una resistenza, ora iniziano a comportarsi da supporto e fanno rimbalzare il petrolio verso nuovi record: il West Texas Intermediate Crude ha chiuso questa settimana sopra 105... ottimo segno di vitalità nonostante i livelli estremi a cui è giunto dopo la corsa del 2007. Buona anche la performance del gas naturale che segna, per la prima volta da fine 2005 una quotazione a due cifre, anche se per pochi istanti nella sessione di venerdì. Anche l'alluminio continua la corsa in cui s'è lanciato di recente: da inizio anno il guadagno è già del 40%: ottimo!
Panico sullo S&P500 che si inabissa deciso verso gli stop loss fissati subito sotto 1275, a ridosso dei minimi di inizio gennaio: basterà far saltare quegli stop piuttosto scontati per riprendere la salita?
Anche il settore bancario, nonostante tutto l'aiuto che mamma FED è pronta ad erogare, sembra in grandissime difficoltà: non è proprio fra i nostri preferiti ma a prezzi di saldo e con grande attenzione, si può pensare a qualche long speculativo di breve o medio periodo.
Sul FOREX il principe di tutti i cross, EURUSD segna un nuovo record questa settimana, violando con decisione addirittura la trendline superiore della "forchetta" che ne ha contenuto in modo magistrale la salita per più di due anni. A nostro avviso, questo segnale di vigore prelude una correzione ad ampio raggio della valuta unica europea, non solo contro il dollaro. Il secondo protagonista mondiale del mercato delle valute, USDJPY, ha violato in settimana i minimi del 2005 e si trova ora ipervenduto ancor più d'allora. Sembra che il dollaro sia davvero allo sbando rispetto ai suoi due principali sfidanti. Ciò che rimane più difficile da capire è chi possa aprire nuovi trades al ribasso in questo momento.
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