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Questa pagina raccoglie l'Analisi Tecnica di diversi mercati fra cui, in particolare, Oro, Argento ed i cross Forex fra dollaro, euro e yen per confrontare l'andamento delle due materie prime selezionate dall'uomo, nei secoli, come moneta per eccellenza, rispetto alle principali monetine fiduciarie di oggi. Gli aggiornamenti verranno pubblicati senza scadenze fisse, in funzione di particolari condizioni di mercato. Charts courtesy of StockCharts, ProRealTime and NetDania. 08 dicembre 2008, ore 08.49 Questa settimana pubblichiamo i grafici mensili degli assets principali per apprezzare al meglio il movimento di novembre e la reazione della prima chiusura settimanale di dicembre. Il market mover più importante della sessione appena conclusa è stato forse l'ultimo dato sulla disoccupazione USA di venerdì, seguito dall'istantaneo cedimento delle borse e dal loro inaspettato quanto significativo recupero. Questo tipo di reazione ad uno dei dati peggiori degli ultimi decenni potrebbe essere un ottimo segnale per anticipare la fine della discesa che ha portato di recente lo S&P500 a violare i minimi del 2002/2003, soprattutto dopo il crollo quasi verticale ben evidenziato dal grafico mensile e a maggior ragione se concentrata nelle ultime, delicatissime, ore del venerdì. In settimana la riduzione dei tassi da parte della BCE e della BOE non ha sortito lo stesso tipo di "effetto sorpresa" perché già anticipata da diversi operatori, nonostante la generosa sforbiciata delle banche centrali. Lo stimolo delle autorità, oltre a manifestarsi nei salvataggi a suon di miliardi pubblici dei settori in crisi, si traduce anche nell'imposizione di tassi artificialmente bassi, per agevolare l'accesso al credito in un momento dove chi ha liquidità si guarda bene dal cederla a terzi. In buona sostanza si tratta del solito tipo di intervento, concentrato sul lato del tasso ufficiale imposto dall'esterno piuttosto che sull'aumento diretto della liquidità nel sistema: due leve diverse su cui agire per ottenere lo stesso risultato. Tassi così bassi non possono che allontanare gli operatori dal risparmio, la sola base sana per garantire futuri investimenti produttivi, mentre l'avversione al rischio convoglia le enormi quantità di capitale in fuga da ogni settore verso i titoli del debito pubblico. Lo stato riesce così a farsi finanziare dai propri cittadini in modo ancor più deciso, proprio nel momento in cui dilapida il denaro dei contribuenti per aiutare (i proprietari dei) giganti malgestiti negli utlimi anni, siano essi banche, compagnie di assicurazione o produttori di automobili: in questo senso, l'esordio del neo presidente americano rimane in linea con la filosofia di socializzare le perdite dopo anni e anni di cattiva gestione e utili privati. I nuovi massimi fatti segnare dai titoli di stato un po' ovunque, sono perfettamente in linea con le recenti riduzioni dei tassi di interesse, ormai giunti a livelli da "tasso reale negativo": si assiste al paradosso prodotto dal panico di questi mesi in cui, i creditori si affannano a rovesciare su debitori tutt'altro che affidabili (e di fatto responsabili dell'attuale marasma) enormi quantità di denaro per ottenere un ritorno inferiore allo zero. Cioè per perdere, magari pochino, nella speranza che il rosso contenuto sia una sorta di premio assicurativo da pagare per evitare tracolli maggiori. Il "flight to safety" in atto è un capolavoro: l'impennata della domanda di titoli di stato ne aumenta il prezzo spingendo al ribasso il rendimento, porta risorse fresche nelle casse dello stato in virtù del panico dilagante e della ricerca di un porto sicuro in cui parcheggiare i propri averi. O quanto di essi è sopravvissuto al recente armageddon. Nulla di più distorto. Gli operatori si stanno affannando per consegnare i propri risparmi ai responsabili di questa crisi, in una grottesca asta al ribasso dove si è pronti ad accettare ritorni sempre più bassi per assicurarsi la fantomatica protezione offerta dai titoli del debito pubblico, tutta da verificare. Bene così in fondo. Il momento migliore per comprare è quando il sangue scorre per le strade. Come ormai d'abitudine, ecco il calcolatore dell'"inflazione" proposto dal Bureau of Labor Statistics statunitense utile per misurare l'entità ufficiale della svalutazione del dollaro dalla nascita della Federal Reserve nel 1913 ad oggi.
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