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Questa pagina raccoglie l'Analisi Tecnica di diversi mercati fra cui, in particolare, Oro, Argento ed i cross Forex fra dollaro, euro e yen per confrontare l'andamento delle due materie prime selezionate dall'uomo, nei secoli, come moneta per eccellenza, rispetto alle principali monetine fiduciarie di oggi. Gli aggiornamenti verranno pubblicati senza scadenze fisse, in funzione di particolari condizioni di mercato. Charts courtesy of StockCharts, ProRealTime and NetDania. 09 novembre 2007 A pochi passi dal recod nominale di tutti i tempi, l'oro mette a segno un'altra crescita settimanale notevole: 3.24%. La rottura degli 850 $/oz calamiterà l'attenzione di chiunque sul prezioso metallo, portando volatilità e magari anche una correzione violenta verso l'area intorno ai 725 $. Se anche questo dovesse verificarsi, sarebbe a nostro avviso solo uno scrollone di breve periodo, indirizzato a scoraggiare i più ingenui ed impreparati fra i pesci piccoli prima di proseguire la corsa verso l'alto. L'obiettivo verosimile per la gamba iniziata a metà agosto rimane intorno a 1.100 $/oz... quotazione che dovrebbe essere raggiunta anche senza il supporto dell'indebolimento del dollaro che, da questa estate, ha contribuito in modo importante alla salita delle materie prime.
Nuovi massimi anche per l'argento questa settimana e chiusura sopra il picco di maggio 2006. Il guadagno nell'ultima sessione ha sfiorato il 6.50% surclassando il pur lusinghiero risultato dell'oro. Inoltre, mentre almeno sul breve periodo il metallo giallo può accusare un primo affaticamento, quello bianco ha appena iniziato ad uscire dai livelli di estremo ipervenduto di questa estate e ha quindi a disposizione spazi ben più ampi di crescita. La ratio silver/gold è ancora a ridosso del supporto intorno a 0.0175, l'MACD di medio ha da poco incrociato al rialzo e l'istogramma di lungo è addirittura ancora in negativo: la strada verso l'alto è lunga, larga e libera.
Alcuni fantasiosi commentatori economici mainstream hanno osato sostenere questa settimana che il "super euro" ci ha tenuto al sicuro dalla salita del prezzo del petrolio e, in senso lato, dalle pressioni "inflazionistiche". A scanso di equivoci, abbiamo deciso di rappresentare il contributo (innegabile) della forza della valuta europea al contenimento della salita del prezzo del prezioso idrocarburo. Mentre dai primi del 1999 il costo del barile in dollari è aumentato del 699.34%, in euro tale performance si è limitata ad un misero 538.49%. La sensazione di protezione che ne deriva è davvero consolante.
Lo S&P500 torna sulla SMA a 60 settimane per la quinta volta negli ultimi tre anni. I quattro episodi precedenti in cui questo si è verificato si sono dimostrati, a posteriori, ottime occasioni di acquisto. Questa volta potrebbe essere diverso, è ovvio. L'indice ha già corso parecchio e le tensioni presenti sui mercati sono maggiori rispetto agli anni recenti. Però non bisogna mai dimenticare il ruolo politico delle borse e le volontà - i capitali - enormi pronti a sostenerle nei passaggi più difficili. I livelli di bullish% e volatilità sono agli estremi, a parte il "minicrack" di ferragosto...
Carry trade in ambasce per il guizzo dello yen anche se, per ora, la situazione rimane comunque piuttosto tranquilla. Il supporto attende più in basso e solo la forza perdurante dello valuta nipponica potrebbe scardinarlo, portandosi dietro le borse e chissà cos'altro.
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