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Questa pagina raccoglie l'Analisi Tecnica di diversi mercati fra cui, in particolare, Oro, Argento ed i cross Forex fra dollaro, euro e yen per confrontare l'andamento delle due materie prime selezionate dall'uomo, nei secoli, come moneta per eccellenza, rispetto alle principali monetine fiduciarie di oggi. Gli aggiornamenti verranno pubblicati senza scadenze fisse, in funzione di particolari condizioni di mercato. Charts courtesy of StockCharts, ProRealTime and NetDania. 10 novembre 2008, ore 06.32 Oggi mostriamo i grafici mensili dei diversi mercati in modo da apprezzare al meglio gli sviluppi di settembre e ottobre e la prima reazione di novembre. L'analisi cross market di lungo periodo mette in evidenza il trend principale nell'arco degli ultimi nove anni e permette di fare il punto su due questioni fondamentali: la prima è l'eccezionalità del livello cui si è giunti di recente. Su ogni grafico il mese di ottobre ha fatto segnare movimenti record. Per alcuni la discesa era già in atto da circa un anno, come per il cambio (cruciale) USDJPY, le borse in generale (SPX) o il settore bancario in particolare. Per altri la discesa violenta ha seguito un periodo di correzione meno estrema iniziato pochi mesi prima: è questo il caso dell'oro e in parte - benché con dinamiche più eclatanti - dell'argento. Su petrolio, gas naturale, acciaio e altre importanti materie prime di base, il crollo è avvenuto subito dopo un'ultima salita con nuovi massimi assoluti. Il secondo punto è che quasi ogni asset, a parte dollaro e yen, hanno subito contraccolpi eccezionali, segnalando che la crisi è proprio sistemica e che il ridimensionamento delle quotazioni ha toccato uno spettro davvero ampio ed eterogeneo di strumenti ed operatori, con una violenza "imprevedibile" usando come riferimento la sola storia recente. Possiamo verificare la "tenuta" dei diversi mercati semplicemente confrontando la quotazione di oggi e mettendola a paragone con quella degli anni passati. Di quanti mesi o anni siamo tornati indietro? L'oro è tornato alle quotazioni di circa un anno fa, l'argento di circa due, il petrolio di un anno e mezzo, l'acciaio di tre anni e lo S&P500 di circa sei: pasticciando con il livello di 850 visitato nell'ormai lontano autunno 2002, in cerca di un buon minimo per fare base e ripartire. Banche centrali e governi hanno reagito inondando i mercati di liquidità e abbassando i tassi di interesse, stimolando quindi l'espansione della massa monetaria e l'accesso al credito. Queste misure, a parte le turbolenze di breve periodo che possono aver qualunque tipo di segno ma sono anche le meno significative, sono destinate a tradursi nelle settimane, nei mesi e negli anni a venire, in prezzi più alti per la generalità dei beni e dei servizi proprio a causa della diminuzione del potere d'acquisto del denaro successiva alla creazione delle quantità supplementari immesse a forza dalle autorità. In particolare metalli preziosi e materie prime sono destinate ad apprezzarsi in quanto elementi, reali, disponibili in quantità limitate, per portare i quali sul mercato è necessario compiere un lavoro, più o meno lungo e costoso. Come ormai d'abitudine, ecco il calcolatore dell'"inflazione" proposto dal Bureau of Labor Statistics statunitense utile per misurare l'entità ufficiale della svalutazione del dollaro dalla nascita della Federal Reserve nel 1913 ad oggi.
EURUSD Monthly
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