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Questa pagina raccoglie l'Analisi Tecnica di diversi mercati fra cui, in particolare, Oro, Argento ed i cross Forex fra dollaro, euro e yen per confrontare l'andamento delle due materie prime selezionate dall'uomo, nei secoli, come moneta per eccellenza, rispetto alle principali monetine fiduciarie di oggi.

Gli aggiornamenti verranno pubblicati senza scadenze fisse, in funzione di particolari condizioni di mercato.

Charts courtesy of StockCharts, ProRealTime and NetDania.



13 settembre 2008, ore 14.27

Un altra chiusura settimanale in rosso per i metalli preziosi: l'oro chiude perdendo quasi il 5% mentre l'argento sprofonda fino a sfiorare un imbarazzante -12.5%, sprofondando sotto i livelli dell'estate 2007 da cui era partita l'ultima gamba rialzista.

La forza del dollaro ha innescato una serie di movimenti eccezionali in tutti i mercati, dalle materie prime alle valute, alle borse. L'avversione al rischio ha fatto strage fra le posizioni lunghe dei carry trade, dove ormai il biglietto verde occupa il lato corto, insieme allo yen e al franco svizzero.

Nonostante il vero e proprio crack, riteniamo che il trend di lungo periodo per oro e argento sia ancora intatto e che le motivazioni fondamentali alla base del loro apprezzamento nei prossimi anni sia ancora valide. La violenza della correzione ha allontanato da questo mercato non solo gli ultimi arrivati ma anche alcuni fra gli investitori più seri, preparati e consapevoli, travolti da quotazioni che si credevano relegate ormai superate per sempre, almeno in questa bull run.

Venerdì, alla chiusura della sessione settimanale, le azioni delle compagnie aurifere hanno reagito molto bene nonostante il minimo recupero dei metalli, evidenziando un ritorno massiccio dei compratori su questo settore. E' ancora troppo presto per stabilire se si tratti di un'inversione di tendenza o di una semplice reazione da ipervenduto tecnico di breve periodo: le quotazioni raggiunte negli ultimi giorni da indici come HUI e XAU non si vedevano da fine 2005 e possono aver innescato sia speculazioni veloci sia l'inizio dell'accumulazione di posizioni più ampie, da tenere per i prossimi anni.

Terremo monitorata la situazione per cercare di capire al più presto se quanto accaduto venerdì sia attribuibile agli speculatori o ad investitori con un orizzonte temporale più ampio.

Come ormai d'abitudine, ecco il calcolatore dell'"inflazione" proposto dal Bureau of Labor Statistics statunitense utile per misurare l'entità ufficiale della svalutazione del dollaro dalla nascita della Federal Reserve nel 1913 ad oggi.













Come anticipato negli scorsi aggiornamenti, il supporto dinamico che ha sostenuto il petrolio per 18 mesi non è riuscito questa volta ad arginare la discesa delle quotazioni all aprova dei 115 dollari al barile.

Le quotazioni sono ormai all'importantissima soglia psicologica dei 100 dollari, nei pressi della quale hanno vagato per alcuni mesi fra fine 2007 ed i primi del 2008, creando una zona di congestione che ora potrebbe fare da supporto. Nonostante questo però, la corsa del petrolio è stata così formdabile che l'oro nero è tutt'altro che ipervenduto e a nostro avviso è ancora troppo presto per poter considerare adeguate dal punto di vista del rapporto rischio/rendimento posizioni al rialzo.

Questo non intacca ovviamente le aspettative per il lungo periodo, ma per il breve o il medio riteniamo ci siano settori migliori in cui investire.













Allumino, acciaio e rame in recupero alla chiusura della sessione settimanale: la fine del mercato toro per le commodities in generale strombazzato dai media sembra essersi concentrato più che altro sui metalli preziosi, in concomitanza con la tanto attesa correzione - salutare e fisiologica - del petrolio.

Le dinamiche sottostanti continuano ad essere immutate e sono del tutto indipendenti dalle variazioni di breve e medio periodo: domanda crescente, decenni di scarsi investimenti produttivi, offerta rigida o calante, inflazione monetaria sono alla base della crescita eccezionale dei prezzi delle materie prime negli ultimi sei o sette anni. Questo non può implicare un moto rettilineo verso l'alto ma assicura, dopo il ribilanciamento emotivo causato dalle forti perdite recenti, la ripresa del trend principale.













Ancora ottima le tenuta dei prodotti agricoli.





Un'altra settimana di volumi eccezionali per lo S&P500 che riesce a chiudere la sessione con il segno positivo. Sembra che lo sbarramento intorno a 1200 sia davvero efficace.







Ecco la reazione delle compagnie aurifere sul finire della settimana: a livello tecnico la candela settimanale ha implicazioni particolarmente positive... attenzione però visti i movimenti recenti è troppo presto per capire se si tratti di un movimento di breve periodo o di qualcosa di più consistente.









Tassi dei T-Notes a due anni ancora in stallo, poco sopra il 2% fissato dalla FED. La prossima seduta è fissata al 16 settembre e, visto il recente recupero del dollaro, potrebbe riservare alcune sorprese.

Carry trade ai minimi termini, affossato dall'improvvisa forza dello yen e del dollaro, le principali valute utilizzate per finanziare il lato corto delle operazioni sul differenziale dei tassi.









Euro ancora in grande difficoltà, non solo contro il dollaro e lo yen ma anche nei confronti della sterlina: aspettiamo con molta curiosità la decisione della FED del 16 settembre per capire se l'eccezionale turbolenza sui mercati valutari nelle ultime settimane ha anticipato qualcosa di grosso o è stata semplicimente alimentata dalla sottigliezza dei mercati estivi.



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