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Questa pagina raccoglie l'Analisi Tecnica di diversi mercati fra cui, in particolare, Oro, Argento ed i cross Forex fra dollaro, euro e yen per confrontare l'andamento delle due materie prime selezionate dall'uomo, nei secoli, come moneta per eccellenza, rispetto alle principali monetine fiduciarie di oggi. Gli aggiornamenti verranno pubblicati senza scadenze fisse, in funzione di particolari condizioni di mercato. Charts courtesy of StockCharts, ProRealTime and NetDania. 13 ottobre 2008, ore 01.06 La settimana appena conclusa ha esasperato un clima già estremo portando a risultati quasi impensabili: il Dow Jones ha perso più del 18%, il Mibtel più del 21%, il petrolio quasi il 17% e l'acciao quasi il 23%, toccando durante la sessione l'assurdo - fino a poco tempo fa - livello di 150: poco più di un quarto dei 550 intorno cui ha sostato per buona parte dell'estate. In questo contesto i metalli preziosi hanno avuto un comportamento eterogeneo: l'argento ha chiuso la settimana con una perdita del 6% circa contro il dollaro (solo il -3.69% contro l'euro e comunque contenuta rispetto al disastro di tutti gli altri mercati) mentre l'oro è riuscito a tenere, finendo in terreno positivo nonostante la forza del biglietto verde. Il fatto più eclatante è però , a nostro avviso, il nuovo record storico del metallo giallo contro l'euro. A questo proposito postiamo infatti, dopo il consueto grafico dell'oro quotato in dollari, quello espresso in euro: con un massimo di 699 €/oz, il metallo giallo mette a segno il valore più alto MAI registrato contro la valuta europea. Accomunare euro e oro nella loro presunta funzione di alternative al biglietto verde è un errore grossolano. La moneta unica è uno sfidante, più politico che reale, della valuta statunitense mentre l'oro, la Moneta per eccellenza, non ha nulla a che spartire con le valutine cartacee fiduciarie dei giorni nostri ed è quindi una solida alternativa reale rispetto ad esse. Il crollo incrociato di borse, valute e materie prime, riflette una situazione estrema di eccezionale gravità che non farà altro che concedere a banche centrali, governi e autorità il nulla osta per implementare tutta una serie di misure (eccezionali anch'esse, s'intende) per salvaguardare il "bene comune" a spese dei contribuenti. E' di queste ore l'accordo fra i leader europei per sostenere il settore bancario e garantire, con denaro pubblico, i prestiti che altrimenti le banche (che ben si conoscono fra loro) si rifiuterebbero di erogare. Il fiume di liquidità che ha travolto i mercati non potrà che tradursi in un aumento generalizzato dei prezzi, nonostante gli eventi di queste ultime, terribili settimane testimonino l'esatto opposto. Il movimento dei mercati è stato controintuitivo: nel momento in cui ci si poteva aspettare un recupero delle borse ed un'esplosione dei prezzi delle materie prime grazie all'eccezionale iniezione di liquidità, è avvenuto l'esatto opposto. Almeno sul breve periodo. C'è però un fatto preciso che lascia pendere la bilancia a favore di scenari futuri iperinflattivi: i maggiori debitori sono gli stati ed è quindi ragionevole aspettarsi da essi politiche volte a deprezzare il valore dei propri debiti nel tempo, piuttosto che il contrario. La valanga di denaro che ha travolto il pianeta nelle ultime settimane ha esattamente questo valore: basterà aspettare che si diradi il polverone causato dai recenti movimenti eccezionali per constatare che ancora una volta, tutto si è risolto con un "semplice" trasferimento di ricchezza di proporzioni colossali, un passaggio di potere d'acquisto dalle mani tremanti di un pubblico terrorizzato a quelle solide, calme e precise di un elite consapevole e motivata. Alleghiamo di nuovo, un poco più in basso, il confronto fra Mibtel, Oro e obbligazioni negli ultimi 12 mesi. Come ormai d'abitudine, ecco il calcolatore dell'"inflazione" proposto dal Bureau of Labor Statistics statunitense utile per misurare l'entità ufficiale della svalutazione del dollaro dalla nascita della Federal Reserve nel 1913 ad oggi.
EURUSD Weekly
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