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Questa pagina raccoglie l'Analisi Tecnica di diversi mercati fra cui, in particolare, Oro, Argento ed i cross Forex fra dollaro, euro e yen per confrontare l'andamento delle due materie prime selezionate dall'uomo, nei secoli, come moneta per eccellenza, rispetto alle principali monetine fiduciarie di oggi.

Gli aggiornamenti verranno pubblicati senza scadenze fisse, in funzione di particolari condizioni di mercato.

Charts courtesy of StockCharts, ProRealTime and NetDania.



14 giugno 2008, ore 15.32

Ancora difficoltà per i metalli preziosi, messi alla prova dalla recente forza del dollaro. Nonostante tutto però, il movimento al ribasso di oro ed argento avvenuto nelle ultime due sessioni s'è sviluppato senza intaccare i livelli di supporto più vicini.

La salita inarrestabile della media mobile di lungo periodo viene in favore delle quotazioni che fra non molto troveranno l'appoggio di questa trend line dinamica cruciale. Le aree di supporto indicate intorno a 850 $/oz per l'oro e 16 oz/$ per l'argento, possono essere ampliate proprio grazie all'arrivo provvidenziale della media, ora nelle zone degli 800 e dei 15 $/oz.

Ribadiamo che, a nostro avviso, la prospettiva di medio periodo più verosimile è quella di una prosecuzione della salita verso nuovi massimi nelle settimane a venire, al termine della quale potrà considerarsi davvero concluso il movimento inizato l'estate scorsa. Seconda la nostra interpretazione, dopo l'attuale fase di consolidamento destinata a terminare a breve, partirà il movimento direzionale deciso e potente in grado di portare le quotazioni sopra i recenti record.

Certo, da questi livelli, la salita non potrebbe essere tranquilla e lineare come all'epoca del BUY sul settore del 24 e del 31 agosto ma questo non significa che con una buona gestione del rischio non si possa tentare di approfittarne: sono ormai mesi che i metalli preziosi hanno cominciato a soffrire dopo aver lasciato sui grafici massimi di una certa importanza... l'ottimismo eccessivo è stato spazzato via insieme agli ultimi arrivati, condizioni essenziali per riprendere la salita.

In questo contesto confermiamo ancora il possibile verificarsi di uno scenario insolito, dove il dollaro ed i metalli preziosi si rafforzino contemporaneamente, almeno fino alla tanto attesa sezione conclusiva della fase di salita di oro ed argento inziata ad agosto 2007. Dopodiché, la nota relazione potrebbe ritrovare vigore, amplificando, grazie al recupero del biglietto verde, la correzione dei metalli da livelli di ipercomprato ben più significativi degli attuali.

Come ormai d'abitudine, ecco il calcolatore dell'"inflazione" proposto dal Bureau of Labor Statistics statunitense utile per misurare l'entità ufficiale della svalutazione del dollaro dalla nascita della Federal Reserve nel 1913 ad oggi.

















Idrocarburi in leggera perdita, l'ennesima piccola pausa di una salita strepitosa. Soprattutto il petrolio inizia ad essere davvero tirato e, benché sia di certo azzardato shortare questo mercato alla luce delle dinamiche fondamentali che ne alimentano la salita, sembra opportuno scaricare buona parte delle posizioni long in attesa che scemino i livelli di ipercomprato.

Chi ci segue da alcuni anni ricorderà l'enfasi posta nel segnalare l'ottimo affare rappresentato dal petrolio fra fine 2006 ed i primi del 2007, quando le quotazioni agonizzavano fra i 50 ed i 60 dollari. Ora, intorno a 140 dopo più di un anno di salita, non è certo ragionevole comprare.

Il gas naturale sta sottoperformando il petrolio da quasi tre anni: crediamo che il momento del sorpasso stia per arrivare. Anche la ratio wtic/gold è esplosa verso l'alto, confermando la bontà della corsa dell'oro nero - la più importante fra tutte le materie prime - ed il fatto che non tutti i mercati si stanno comportando come quelli azionari se paragonati al metallo giallo.

I livelli estremi raggiunti sulla ratio avvalorano l'ipotesi che a breve il petrolio debba fermarsi per riequilibrare gli eccessi. Nessun mercato può continuare in modo rettilineo per lungo tempo per motivi noti ed assolutamente ovvi: anche per il petrolio arriverà la correzione di medio periodo pur nel contesto più generale di un trend crescente di lungo.

















Anche questa settimana i metalli di base giocano la parte meno vivace ed attraente fra i diversi mercati seguiti in questo aggiornamento: praticamente nulla di fatto per nessuno di essi, nessuna variazione notevole rispetto alle ultime sessioni, eccezion fatta per il rame che conferma per la seconda settimana di seguito la bontà del supporto subito a ridosso di 360... sarà pronto per sfruttarlo al rialzo?













Seconda settimana consecutiva di forti rincari per i prodotti agricoli che chiudono la sessione con un guadagno di quasi l'11% rispetto a quella precedente, a conferma della serietà delle tensioni fra domanda ed offerta in un settore così delicato e dell'efficacia del supporto dinamico di lungo periodo. In due sole settimane le quotazioni si sono riportate a ridosso dei livelli dai quali a marzo è iniziato il travagliato processo correttivo, durato ormai più di tre mesi.

La ratio gkx/gold conferma la bontà della recente esplosione, anticipando i nuovi massimi che potremmo vedere abreve nelle quotazioni in dollari.





Lo S&P500 cerca di chiudere la settimana con almeno un modesto guadagno, senza riuscirci. Il recupero è stato piuttosto marcato ma non sufficiente a raggiungere il terreno positivo dopo il pessimo inizio di settimana. La situazione sembra sempre più critica e nemmeno i noti supporti sembrano in grado di resistere all'ondata ribassista che appare sempre più prossima...

Nonostante tutto però, almeno per ora, la nostra visione non cambia a causa della fin troppo ovvia reazione fra 1400 e 1450, dove la coincidenza della resistenza dinamica discendente e dell'ex supporto statico ha attirato un gran numero di ordini di vendita. Continuiamo ad aspettarci una ripresa del movimento a salire nelle prossime settimane e nuovi massimi nei mesi a venire. Siamo però pronti a ricrederci in caso di chiusure durature al di sotto dei 1250 punti su un grafico weekly.





La soglia dei 75 ha ceduto invece in modo clamoroso, smentendo le nostre previsioni di tenuta e di una semplice pulizia agli stop prima della risalita. Ora l'indice dei bancari sembra davvero in difficoltà benché la divergenza ancora presente sull'MACD indichi in modo chiaro che la forza del movimento discendente si sta attenuando.

















Esplode verso l'alto il rendimento dei T-Notes a due anni, portandosi in zona 3% dopo mesi e mesi di terribile discesa: il 25 di giugno vedremo se il mercato stia anticipando in modo corretto le mosse della FED.





Carry trade ad un punto critico in corrispondenza della media a 60 gg, crescente. Nonostante i recenti smobilizzi e le voragini da essi create sui grafici dei più noti cross valutari, il carry trade rimane un'attività piuttosto semplice e lucrosa, se condotta con un minimo di raziocinio. Dopo anni di andamento in un'unica direzione era divenuto troppo noto e scontato ma la correzione è stata dura, prolungata per quasi un anno e i livelli sono ora ben più ghiotti di quanto fossero 12 mesi fa: i tempi sembrano maturi per riprendere il giochino.





La settimana migliore per il biglietto verde da anni a questa parte: dopo tanti annunci è iniziata la ripresa?

Non siamo a favore del dollaro a priori, basta leggere le pagine della sezione "Perché" di questo sito, scritte a fine 2005 o le analisi settimanali sul FOREX dei primi mesi del 2006 per verificarlo. Da allora però il dollar index è sceso da 92 a 71: una perdita del 22.8% in poco più di due anni, enorme sul mercato delle valute ed impressionante se riferita alla valuta di riserva mondiale.























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