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Questa pagina raccoglie l'Analisi Tecnica di diversi mercati fra cui, in particolare, Oro, Argento ed i cross Forex fra dollaro, euro e yen per confrontare l'andamento delle due materie prime selezionate dall'uomo, nei secoli, come moneta per eccellenza, rispetto alle principali monetine fiduciarie di oggi. Gli aggiornamenti verranno pubblicati senza scadenze fisse, in funzione di particolari condizioni di mercato. Charts courtesy of StockCharts, ProRealTime and NetDania. 14 ottobre 2008, ore 08.09 La settimana si apre con un'euforia quanto mai necessaria dopo il panico delle scorse sedute: tutti gli indici accolgono il coordinamento delle banche centrali e dei governi con risultati clamorosi. Nazionalizzazioni di istituti bancari, profusione di denaro pubblico a sostegno dei settori in crisi, garanzie statali sui prestiti interbancari, miliardi e miliardi di dollari e di euro creati dal nulla per soffocare il panico, frenare la discesa e mandare un segnale chiaro ai "mercati": o si sale, o la discesa trova un limite artificiale grazie alle risorse dei contribuenti. Si festeggia ciò che in realtà è uno dei capitoli peggiori degli ultimi decenni per il libero mercato. Dopo anni di cattiva gestione, di assunzione di rischi chiaramente esagerati, di profitti privati basati non su solidi modelli di business ma su una crescita settoriale generale, favorita dall'espansione continua e sproporzionata della massa monetaria e da regolamentazioni blande, al momento di saldare il conto, proprio quando i soggetti che in un'economia di mercato avrebbero dovuto affrontare la naturale selezione, si socializzano le perdite, con grande entusiasmo del pubblico pagante. Certo, il disastro recente sui mercati internazionali ha raggiunto livelli estremi: non solo sulle borse ma anche sulle materie prime e sulle valute. Si sono visti in poche settimane movimenti che, nella storia recente, hanno richiesto anni. Interferire con la libera interazione fra domanda e offerta però (soprattutto se con denaro pubblico e cambi improvvisi nelle regole del gioco) è un placebo dannoso che può forse donare l'illusione che il peggio sia passato, a prezzo però di gravissime distorsioni. L'enorme liquidità riversata sui mercati in questi ultimi giorni si tradurrà, nei prossimi mesi, in nuove tensioni sui prezzi delle materie prime, riducendo ulteriormente il potere d'acquisto di imprese e famiglie. Creare denaro dal nulla e immetterlo sul mercato non può far altro che svalutare quello già presente: è proprio questo il concetto espresso dal termine inflazione nella sua accezione generale. Quando qualcosa è inflazionato, perde valore. Ed è questo il fine ultimo perseguito in questi giorni: sostenere i listini facendo crescere il loro valore nominale per ridare fiducia al pubblico, a scapito però del loro valore reale. Si tratta, a tutti gli effetti, di un colossale trasferimento di ricchezza operato con denaro del contriibuente a danno del contribuente stesso. Come ormai d'abitudine, ecco il calcolatore dell'"inflazione" proposto dal Bureau of Labor Statistics statunitense utile per misurare l'entità ufficiale della svalutazione del dollaro dalla nascita della Federal Reserve nel 1913 ad oggi.
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