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Questa pagina raccoglie l'Analisi Tecnica di diversi mercati fra cui, in particolare, Oro, Argento ed i cross Forex fra dollaro, euro e yen per confrontare l'andamento delle due materie prime selezionate dall'uomo, nei secoli, come moneta per eccellenza, rispetto alle principali monetine fiduciarie di oggi.

Gli aggiornamenti verranno pubblicati senza scadenze fisse, in funzione di particolari condizioni di mercato.

Charts courtesy of StockCharts, ProRealTime and NetDania.



15 marzo 2008

I metalli preziosi chiudono bene la settimana, aiutati anche dalla debolezza del dollaro e dal nervosismo generale dei mercati azionari e valutari. Sono passate 29 settimane dal BUY del 24 e del 31 agosto ed ormai la gamba rialzista è più vicina alla fine che all'inizio. Affiniamo quindi gli strumenti di indagine per monitorare la situazione con maggiore attenzione ed essere pronti ad uscire dalle posizioni speculative nel modo migliore, né troppo tardi né troppo presto.

Nonostante il recente recupero, l'argento è ancora indietro rispetto all'oro, fatto che depone a favore della necessità di un'ultima fiammata per completare il movimento cominciato quest'estate, esaurendo sul breve e sul medio termine la spinta verso l'alto.

Attenzione poi a distinguere la debolezza del dollaro dalla forza dei metalli: l'entità - sia spaziale sia temporale - della débâcle della valuta statunitense è tale da condizionare pesantemente la misurazione delle dinamiche dei mercati che usano il biglietto verde come metro. Ecco perché aggiungiamo ai soliti grafici di oro ed argento, le rispettive performance settimanali (negli ultimi tre anni) e giornaliere (dal nostro BUY) espresse sia in dollari sia in euro.

Come ormai d'abitudine, ecco il calcolatore dell'"inflazione" proposto dal Bureau of Labor Statistics statunitense utile per misurare l'entità ufficiale della svalutazione del dollaro dalla nascita della Federal Reserve nel 1913 ad oggi.





















Nel settore idrocarburi continua la corsa del petrolio, seguito più timidamente dal gas naturale che comunque chiude la sessione settimanale con un guadagno dignitoso di quasi il 2%.

L'analisi delle ratio fra gas naturale e petrolio e fra quest'ultimo e l'oro segnala come vincente nei prossimi mesi il gas, lasciando l'ultimo posto per l'oro. Benché la corsa del petrolio sia stata formidabile (dai primi del 2007 ad oggi è più che raddoppiato) è stata preceduta da sei mesi durissimi in cui il prezzo del prezioso idrocarburo è crollato da 80 a poco più di 50 dollari al barile. Se è vero che l'oro rappresenta La Moneta per eccellenza, è altrettanto inconfutabile che oggi, la materia prima più cruciale che essa può comprare è proprio il petrolio. Non solo, mentre l'andamento dell'oro nero è relativamente più regolare, quello del metallo giallo evolve per lunghe fasi di consolidamento e salite rapide e ripide, fino alla verticalizzaione ed all'inevitabile violenta correzione.

Il messaggio delle ratio può quindi essere proprio questo: anche l'ultima, meravigliosa, fase di salita dei metalli preziosi si avvicina al termine; nei prossimi mesi la relativa stabilità del petrolio avvantaggerà questo settore rispetto alla volatilità di quello aurifero.

















Anche le altre materie prime insistono sui massimi di sempre: dalla BCE fanno sapere però che ancorare le retribuzioni al caro prezzi «innescherebbe una spirale devastante»... meglio evitare!













Borse ancora in agitazione: l'ultima clamorosa mazzata sul morale degli investitori è stata l'annuncio della crisi di liquidità della prestigiosa banca Bear Stearns, un'icona del sistema finanziario a stelle e strisce.

Con il VIX ai massimi da 5 anni, volumi record, una percentuale di bull sul NYSE sotto il 30% e pochi punti dal fantomatico pivot a 1275, luogo scontato in cui saranno ammassati chissà quanti stop loss pronti a saltare nelle prime ore della prossima settimana, riteniamo che il passaggio di proprietà fra mani deboli terrorizzate e mani forti ben consapevoli ed ancor meglio informate sia ormai giunto alla fine.

A nostro avviso la nuova gamba al rialzo dello S&P500 - nominale - sta per partire.





Inevitabile il tragico impatto della vicenda Bear Stearns sul settore bancario che perde in pochi istanti quasi tutto il terreno recuperato con fatica in settimana.





Anche per i tassi di interesse a breve chiusura all'inferno dopo una settimana di tentativi di rimonta: per la prima da 5 anni a questa parte il 2 years Treasury yield termina la sessione sotto l'1.50%: mai, in questo lasso di tempo, il sostegno dei tassi di interesse al dollaro è stato così basso.

Dopo 75 mesi di discesa, l'accelerazione che nelle ultime tre settimane ha portato il dollar index da 76 a 72 ne sa tanto di panic selling e, a nostro avviso, ha esaurito (o sta esaurendo), almeno a medio termine, il trend discendente.

Non siamo a favore del dollaro a priori, basta leggere le pagine della sezione "Perché" di questo sito, scritte a fine 2005 o le analisi settimanali sul FOREX dei primi mesi del 2006 per verificarlo. Da allora però il dollar index è sceso da 92 a 72: una perdita del 21.7% in poco più di due anni, enorme sul mercato delle valute ed impressionante se riferita alla valuta di riserva mondiale.













Così come con qualunque altro asset, cerchiamo di comprare basso e vendere alto. Non sempre ci riusciamo e questi aggiornamenti possono testimoniare sia i nostri successi sia tutte le volte che abbiamo scelto la parte sbagliata di un mercato. Il razionale dietro le nostre scelte rimane però sempre lo stesso: comprare solo asset che ne vengono da una seria correzione, se non da un vero e proprio crollo, e cercare di venderli al punto massimo di un periodo di recupero.

Vendere la forza e comprare la debolezza: nulla di particolarmente originale.

Che sia petrolio, alluminio, azioni aurifere, argento il concetto è sempre lo stesso: si compra solo a condizione che il mercato in questione sia reduce o da un tracollo (come il petrolio ai primi del 2007 o più modestamente e di recente l'argento ad agosto) o, almeno, da una noiosa ed estenuante fase laterale, capace di allontanare tutti i pesci piccoli in compagnia dei quali è impossibile fare buone operazioni.

Operando da anni anche sul FOREX, non possiamo non verificare come le condizioni migliori per l'apertura di posizioni al rialzo siano espresse, in questo momento, dal dollaro. Sull'altro lato della bilancia, euro e franco svizzero offrono il quadro peggiore.

Ecco di seguito la rappresentazione di tutti i maggiori cross del mercato dei cambi insieme ad un nutrito gruppo di incroci secondari: l'analisi weekly di così tante variabili riassume in un quadro piuttosto articolato le fortune delle più importanti valute mondiali negli ultimi tre anni. Come sempre, compreremo quelle che sono scese di più.



















































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