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Questa pagina raccoglie l'Analisi Tecnica di diversi mercati fra cui, in particolare, Oro, Argento ed i cross Forex fra dollaro, euro e yen per confrontare l'andamento delle due materie prime selezionate dall'uomo, nei secoli, come moneta per eccellenza, rispetto alle principali monetine fiduciarie di oggi. Gli aggiornamenti verranno pubblicati senza scadenze fisse, in funzione di particolari condizioni di mercato. Charts courtesy of StockCharts, ProRealTime and NetDania. 15 dicembre 2008, ore 07.29 Al primo segnale di debolezza del dollaro dopo mesi di corsa inverosimile, l'oro esplode verso l'alto con inaudita violenza, mettendo a segno un guadagno del 9.08% contro il biglietto verde nella sessione settimanale appena conclusa e strapazzando l'euro - il vincitore della settimana nel taroccato universo delle valutine cartacee - di un non banale 3.92%. I livelli di ipervenduto raggiunti dal metallo giallo contro le principali valute sono estremi, nonostante la distanza dai massimi storici nominali assoluti sia tutto sommato contenuta, con gli ovvi distinguo a seconda della divisa presa in considerazione. Mentre aggredire il settore delle commodities ad agosto, approfittando dell'assenza relativa di operatori sui mercati per la pausa estiva e della recente corsa al rialzo delle quotazioni, è stato un "giochetto" relativamente facile, tenere bassi i prezzi oggi da questi livelli, dopo tutto ciò che è successo negli ultimi mesi, dopo i fiumi di liquidità forzati nel sistema dalle autorità, dopo le coperture obbligate dei tanti long stoppati in perdita dal crollo apocalittico dei prezzi - alimentando ulteriormente la discesa - è tutt'altro paio di maniche. I maggiori produttori mondiali hanno tagliato la produzione per il semplice fatto che, a questi prezzi, non hanno interesse a vendere. L'inevitabile rallentamento dell'economia reale a cui assisteremo nel 2009 riguarda più che altro l'occidente: certo, anche i giganti asiatici tireranno un po' il fiato ma questo si tradurrà nel passaggio da tassi di crescita a due cifre a dinamiche di sviluppo più contenute ma pur sempre eccezionali se confrontate alle asfittiche prestazioni europee o statunitensi, ormai in declino strutturale. Dare un'auto, un televisore e un cellulare a miliardi di aspiranti consumatori asiatici e ancor prima riempir loro per bene la pancia, fargli mettere su qualche robusta riserva adiposa, sarà un lavoro lungo e metterà sotto pressione l'intero settore delle commodities, nonostante il declino del consumo occidentale. Questo, unito all'inarrestabile produzione di denaro da parte delle banche centrali, spingerà i prezzi delle materie prime verso l'alto ben più di quanto la riduzione del tenore di vita in europa e stati uniti sarà capace di tirarlo verso il basso. Questa settimana il petrolio ha guadagnato più del 20% contro il dollaro. Dopo la discesa rovinosa dai massimi intorno a 150 dollari al barile, siamo oggi a meno di un terzo, sotto 50. La differenza sostanziale fra il prezioso idrocarburo e le valutine cartacee che dominano i nostri consumi è che il primo dev'essere estratto faticosamente dalle profondità della terra, spesso in zone difficoltose, con costi altissimi sia in termini di tempo, sia in termini di denaro; inoltre si tratta di un bene finito in quantità, a cui l'umanità attinge a ritmi sempre maggiori dall'epoca della rivoluzione industriale, riducendone di anno in anno la disponibilità futura. Le seconde vengono create con pochi click di un mouse, a costo zero, e l'unico limite a cui sono soggette è quello posto dalla fiducia di chi le utilizza: se il loro volume aumentasse "troppo" rapidamente sarebbe deleterio. Ci attendono mesi, forse anni, di prezzi in salita e ricavi/salari in diminuzione: sarà interessante vedere come verrà gestita l'inevitabile tensione generata da uno scenario di questo tipo. Come ormai d'abitudine, ecco il calcolatore dell'"inflazione" proposto dal Bureau of Labor Statistics statunitense utile per misurare l'entità ufficiale della svalutazione del dollaro dalla nascita della Federal Reserve nel 1913 ad oggi.
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