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Questa pagina raccoglie l'Analisi Tecnica di diversi mercati fra cui, in particolare, Oro, Argento ed i cross Forex fra dollaro, euro e yen per confrontare l'andamento delle due materie prime selezionate dall'uomo, nei secoli, come moneta per eccellenza, rispetto alle principali monetine fiduciarie di oggi. Gli aggiornamenti verranno pubblicati senza scadenze fisse, in funzione di particolari condizioni di mercato. Charts courtesy of StockCharts, ProRealTime and NetDania. 17 febbraio 2008 Ancora nulla di fatto per l'oro, chiuso nel range fra 900 e 925 $/oz a smaltire l'ipercomprato di breve periodo accumulato nella corsa di fine 2007 e che, insieme a quelli già molto elevati di medio e di lungo, richiede un po' di tempo per essere riassorbito. L'evento più rilevante di queste ultime sessioni è il sorpasso, tanto atteso, dell'argento sull'oro. La ratio silver/gold ha toccato il suo punto più alto a fine novembre 2006 subito a ridosso della soglia di 0.022 per scendere fino ai recenti minimi intorno a 0.018: una correzione non insignificante del 20%. Fin dal BUY del 24 e 31 agosto abbiamo sottolineato come le condizioni più estreme dell'argento rispetto all'oro, la sua naturale volatilità e la tendenza a superarlo sia al ribasso sia al rialzo, lo rendessero più attraente anche se più difficile da seguire. Ora sembra che la fase finale di quest'ultima gamba rialzista sia in cantiere ed è proprio adesso che il metallo bianco dovrebbe regalare le maggiori soddisfazioni. Vedremo nelle prossime settimane se l'argento stia davvero preparando la corsa poderosa che potrebbe portarlo, a nostro avviso, intorno a 25 $/oz o se la forza relativa di queste ultime sessioni sia un falso allarme. Come ormai d'abitudine, ecco il calcolatore dell'"inflazione" proposto dal Bureau of Labor Statistics statunitense per chi volesse misurare l'entità ufficiale della svalutazione del dollaro dalla nascita della Federal Reserve nel 1913 ad oggi.
Ed ecco perché pur avendo consigliato di prendere almeno qualche beneficio sulle posizioni aperte su petrolio ed azioni correlate nei pressi dei 100 dollari al barile, abbiamo sottolineato la pericolosità di andare short su un settore del genere. L'oro nero rimane in una bull run prodigiosa e sta solo riposando, com'è naturale che sia, dopo essere quasi raddoppiato in meno di 12 mesi. Chi, ignorando i fondamentali, si è messo contro questo toro infuriato leggendo soltanto i livelli estremi degli indicatori, ha per le mani una bomba che può esplodere in qualsiasi momento, incurante di qualunque ipercomprato di breve, medio o lungo periodo. Nelle ultime due settimane il petrolio ha guadagnato quasi il 12%, nonostante tutto. Ottima anche la posizione del gas naturale, nettamente il nostro favorito fra i due idrocarburi per il 2008.
Anche questa settimana si chiude molto bene per l'alluminio. Più che la quotazione in dollari, non molto significativa se non nei rapporti fra valutine cartacee, riteniamo che la ratio con l'oro dipinga un quadro estremamente roseo per il prezioso metallo di base, così in voga in questi anni. Nonostante il balzo delle ultime settimane (un quasi +20% in un mese, davvero niente male) la nuova fase di salita è appena iniziata e culminerà, a nostro avviso, a ridosso della zona compresa fra 1.90 e 2.00 (TP ideale, 1.99): un buon margine per continuare ad accumulare posizioni al rialzo sulle migliori aziende del settore.
Timida invece la reazione dello S&P500 che prova a stemperare il terrore esploso al termine della sessione della scorsa settimana con una candelina bianca timorosa e tremolante appoggiata proprio su quel fatidico 1325 su cui mani provvidenziali hanno arrestato l'ultimo tracollo. I volumi sempre sostenuti testimoniano che i pesci grandi stanno finendo di raccogliere le posizioni aperte di recente da quelli piccoli, magari proprio sui nuovi massimi storici nominali nei pressi di 1575 toccati ad ottobre, coperti con attenzione ottimistica e baldanzose speranze dai mass media. Da lì il capitombolo è stato duro, arrivando a sfiorare il 20% nei primi quattro mesi dal nuovo record: livelli di tutto rispetto per John Smith e Mario Rossi, coinvolti loro malgrado nell'ennesima, sempre identica, ridistribuzione della ricchezza. Ora, con il saldo di inizio anno, le quotazioni sono più adatte a chi compra sui minimi e non sui massimi e d'altro canto è meglio non esagerare con certi storni che hanno il pessimo incoveniente di diffondere il malumore fra i consumatori: e di quello proprio non si può fare a meno.
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