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Questa pagina raccoglie l'Analisi Tecnica di diversi mercati fra cui, in particolare, Oro, Argento ed i cross Forex fra dollaro, euro e yen per confrontare l'andamento delle due materie prime selezionate dall'uomo, nei secoli, come moneta per eccellenza, rispetto alle principali monetine fiduciarie di oggi.

Gli aggiornamenti verranno pubblicati senza scadenze fisse, in funzione di particolari condizioni di mercato.

Charts courtesy of StockCharts, ProRealTime and NetDania.



20 settembre 2008, ore 17.22

La settimana appena conclusa passerà alla storia: per salvare i mercati finanziari sull'orlo del precipizio le banche centrali non hanno risparmiato alcuna cartuccia, arrivando persino a dichiarare fuorilegge (!) gli short su tutta una serie di titoli azionari finanziari. Un fatto di una gravità inaudita che lascia intendere quale sia il reale pericolo su questo tipo di mercati fittizi: il banco può cambiare le regole a proprio piacimento, senza esitazione e senza il minimo contraddittorio.

Non erano sufficienti le nazionalizzazioni colossali di giganti in pericolo di bancarotta, non bastavano le massiccie iniezioni di liquidità per sollevare i mercati.

A parte le considerazioni tecniche pur rilevanti (l'assenza di short renderà di fatto i mercati più nervosi e direzionali, sia in salita sia in discesa) ciò che è assolutamente essenziale capire è che il giochino finanziario è taroccato ed esposto a stravolgimenti apocalittici totalmente al di fuori delle possibilità di previsione e controllo da parte del singolo partecipante.

Il pubblico ha accolto con gioia eventi che dovrebbero in realtà seminare panico e terrore. Il fallimento di una società, pur enorme e strategica, è - dovrebbe essere - un fatto naturale, la conseguenza di anni di cattiva gestione e malinvestimenti. Non solo, la scomparsa di un soggetto economico tarato da "malformazioni" ormai troppo invasive per essere curate è il semplice risultato della selezione prodotta dalla concorrenza e libera di fatto risorse che potranno essere impiegate in modo migliore.

Impedire il fallimento di colossi mal gestiti per decenni significa insistere su un modello sbagliato, socializzando le perdite a spese di tutta la comunità. I miliardi di dollari, euro, sterline e le centinaia di miliardi di yen riversati sui mercati accelereranno la svalutazione dei nostri risparmi oltre i livelli "standard", già paradossali, sostenuti dalle banche centrali.

Eppure il pubblico applaude, le borse festeggiano e l'ottimismo regna sovrano grazie ai rialzi record alla chiusura di questa settimana storica.

Alla luce di tutto questo, il crollo estivo dei metalli preziosi può essere letto in modo diverso da quanto fatto in queste settimane: d'altro canto, gli ultimi eventi hanno cambiato completamente il quadro.

Chi era a conoscenza di cosa sarebbe accaduto a settembre e della valanga di miliardi pubblici destinati ad inondare i mercati, può aver approfittato della sottigliezza estiva per attaccare i metalli preziosi - nel momento più delicato e con il massimo delle risorse a disposizione - vendendo derivati come se non ci fosse più domani per portare le quotazioni il più in basso possibile, forzando fuori dal mercato gli investitori più deboli (e questa volta non solo i pesci piccoli, vista l'entità dei movimenti).

Sapendo che a settembre i mercati sarebbero stati invasi di liquidità (e che i prezzi di tutti i beni reali sarebbero schizzati verso l'alto insieme alle borse), abbattere le quotazioni dei metalli preziosi avrebbe permesso di farne partire la corsa da livelli molto più bassi dopo la rovinosa caduta che ne ha di sicuro minato l'immagine di beni rifugio, garantendo al contempo un ottimo guadagno sulla posizione short e livelli di entrata da saldo per l'apertura dei nuovi long (questa volta di metallo fisico) strappati agli investitori meno preparati.

Se questo scenario verosimile fosse anche veritiero, nelle prossime settimane assisteremmo ad un recupero eccezionale di oro e argento, di cui l'ottima settimana appena conclusa (+13.11% e +15.56%), sarebbe solo il timido inizio.

A questo proposito ci siamo posizionati - questa volta aiutati anche da un pizzico di fortuna - su alcune delle principali aziende a livello mondiale del settore commodities, praticamente ai prezzi minimi della sessione appena conclusa (a circa 1/2 o 1/3 dei massimi di inizio 2008.

A seguito delle stesse valutazioni abbiamo comprato dollari australiani, in particolare contro yen e dollari statunitensi, anche in questo caso quasi ai minimi dell'ultima settimana: se dev'essere iperinflazione, cerchiamo almeno di trarne dei vantaggi.

Come ormai d'abitudine, ecco il calcolatore dell'"inflazione" proposto dal Bureau of Labor Statistics statunitense utile per misurare l'entità ufficiale della svalutazione del dollaro dalla nascita della Federal Reserve nel 1913 ad oggi.





Record di volumi anche per il principale ETF legato all'oro...















L'ultima settimana ha cambiato tutto, su tutti i mercati. A meno che non sia un bluff destinato ad essere smascherato a breve, è verosimile aspettarsi quotazioni in salita per borse e materie prime.

Attenzione estrema e nervi saldi, la volatilità sarà elevatissima.

































Paradossale la candela sullo S&P500 accompagnata da volumi di quasi 40 miliardi di pezzi: record storico assoluto e livello più che doppio (!) della media dei volumi dell'ultimo anno. A nostro avviso questo è un carburante sufficiente per far riprendere la salita.









Ecco un'analisi della put/call ratio che ci aiuterà a tenere monitorata la situazione emotiva dei mercati in questa fase delicatissima.





Ed ecco la reazione delle compagnie aurifere, di quelle petrolifere e del settore bancario, principale beneficiario degli interventi sconcertanti di questa settimana.













E qui la nostra selezione particolare aggiunta in portafoglio il 16 settembre, quasi sui minimi della settimana.















Il terremoto sui T-Notes e l'immediata inversione di tendenza del carry trade.









Ovviamente il dollaro ha sofferto, e non poco, le nazionalizzazioni di questa settimana e il diluvio di contanti scatenato dalla FED. Anche le valute hanno avuto movimenti sincronizzati con il sell-off dei metalli preziosi e delle materie prime quest'estate. La reazione da questi livelli era comunque ragionevole ma le novità di questa settimana potrebbe spingere in breve il biglietto verde a nuovi minimi storici. Vedremo se la concertazione fra banche centrali riuscirà ad evitare questo epilogo e se, almeno sul FOREX, la valuta di riserva mondiale risucirà a recuperare un po' del valore perduto da fine 2001.



EURUSD Weekly




USDJPY Weekly




EURJPY Weekly




GBPUSD Weekly




EURGBP Weekly




GBPJPY Weekly


Ecco i nostri long sul dollaro australiano, valuta da sempre legata alle sorti dell'oro e con il bonus di un 7% di interesse.

AUDJPY Weekly




AUDUSD Weekly




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