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Questa pagina raccoglie l'Analisi Tecnica di diversi mercati fra cui, in particolare, Oro, Argento ed i cross Forex fra dollaro, euro e yen per confrontare l'andamento delle due materie prime selezionate dall'uomo, nei secoli, come moneta per eccellenza, rispetto alle principali monetine fiduciarie di oggi. Gli aggiornamenti verranno pubblicati senza scadenze fisse, in funzione di particolari condizioni di mercato. Charts courtesy of StockCharts, ProRealTime and NetDania. 21 settembre 2007 Un'altra settimana da ricordare, con l'oro che chiude a nuovi massimi (nominali) dopo aver speso circa 15 mesi nel consolidamento successivo alla salita del 2005/2006. Attenzione però: una parte non trascurabile di quest'ultimo balzo è da attribuire alla caduta del dollaro e non alla sola forza dei metalli. La quotazione in euro rimane ancora sotto i massimi del maggio 2006 anche se al di sopra della fatidica soglia dei 500 €/oz.
Le particolari condizioni verificatesi in agosto ci hanno fatto preferire l'esposizione sul solo argento per sfruttare la fase di rialzo dei metalli, verosimilmente appena iniziata. Nessuna nuova apertura sull'oro e massima dedizione al metallo bianco che garantirà a nostro avviso ritorni maggiori anche se a costo di una più forte volatilità. Nei due grafici il dettaglio dell'ultima settimana con il triplo BUY pubblicato il 24 ed il 31 agosto ed una visione di più lungo periodo che si spinge fino all'inizio della salita del metallo bianco contro il dollaro nel 2001, a 4 $/oz. E' facile notare come il bottom contro oro ed euro sia stato toccato circa 18 mesi dopo, a 0.0125 per la ratio silver/gold e, curiosamente, di nuovo a 4 €/oz. Il primo anno e mezzo di corsa contro il biglietto verde è da attribuire alla svalutazione di quest'ultimo e non alla forza del metallo.
Il dollaro frana ancora, raggiungendo addirittura la parità con il dollaro canadese, per la prima volta dopo il 1975. A nostro avviso, sono troppe le voci che si alzano a descrivere la marea di problemi e squilibri che pesano sulla valuta statunitense; troppo lo spazio dato su tutti i media generalisti al crollo del verde coriandolo. Sembra proprio il clima ideale per aprire posizioni long di breve e medio periodo sul dollaro così come lo erano i primi dell'anno per le azioni petrolifere.
Carry trade non è solo usdjpy: il taglio di 50 punti base da parte della FED ha solo reso il "gioco" meno appetibile sui cross USD ma rimangono pur sempre NZD a 8.25%, AUD a 6.50% e GBP a 5.75% e, sull'altro lato, CHF a 2.50% e, soprattutto, JPY a 0.50%. Il livello critico per il DBV, il nostro indice del carry trade, è intorno a 28.25, dove si incontrano la resistenza del canale ascendente e la SMA a 60gg.
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