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Questa pagina raccoglie l'Analisi Tecnica di diversi mercati fra cui, in particolare, Oro, Argento ed i cross Forex fra dollaro, euro e yen per confrontare l'andamento delle due materie prime selezionate dall'uomo, nei secoli, come moneta per eccellenza, rispetto alle principali monetine fiduciarie di oggi. Gli aggiornamenti verranno pubblicati senza scadenze fisse, in funzione di particolari condizioni di mercato. Charts courtesy of StockCharts, ProRealTime and NetDania. 23 gennaio 2008 L'ultima mossa della FED, anticipata correttamente dal crollo dei rendimenti sui T-Notes, ribadisce che l'appoggio della banca centrale statunitense ai mercati azionari ed ai consumi, proseguirà immutato, nonostante le pressioni inflazionistiche alimentate dalle politiche monetarie accomodanti siano già ben oltre i livelli di guardia. La riduzione del Funds Rate di 75 punti base - un passo "eclatante" dopo la serie ormai lunga di baby steps a cui la FED aveva abituato i mercati - abbassa tassi già storicamente ai minimi livelli. Basta allargare la prospettiva infatti per vedere come, nonostante la percezione comune di tassi elevati causata dagli aumenti degli ultimi anni, ci si trovi ancora ai minimi dal 1954 ad oggi. Lo spike del 1980 con i Funds Rate quasi al 20%, corrisponde al picco storico dell'oro, i famosi 850 $ del 1980, pari a più di 2.138 $ di oggi, secondo i calcoli accomodanti del Bureau of Labor Statistics statunitense.
Dinamiche simili non possono che essere gradite ai metalli preziosi ed in generale a qualunque asset limitato in quantità, non riproducibile con pochi click di un mouse come le valute fiduciarie del giorno d'oggi. Oro ed argento quindi recuperano rapidamente il terreno che stavano perdendo nelle sessioni del 22 gennaio e trovano la linfa necessaria per proseguire l'attacco alle divergenze negative che, sul breve periodo, ne stanno frenando l'avanzata. A nostro avviso questa pausa di riflessione, dopo mesi e mesi di salita, è giunta al termine e le prossime sessioni porteranno l'MACD dei grafici daily a nuovi massimi assoluti.
Ciò che ha spinto la FED ad abbassare in modo deciso i Funds Rate, e l'effetto che questa mossa ha ottenuto, è chiaramente rappresentato nel prossimo grafico. Il crollo dello S&P500 iniziava a divenire preoccupante e l'ansia non è un ospite gradito nei mercati finanziari fiduciari: dopo i patimenti indotti dalla crisi dei subprime, dopo le sempre maggiori difficoltà con cui i consumatori riescono a star dietro alle rate del mutuo e della carta di credito, dopo che - ma come! - il mercato immobiliare ha addirittura rallentato, un crollo della borsa sarebbe stato davvero troppo. E così si abbassano i tassi, come se non bastasse l'innondazione di liquidità prodotta dalle banche centrali. A confermare che la cura è quella giusta, il paziente ha subito reagito in modo positivo. E con meno del 20% di %bullish, sembra davvero inesorabile che da questi livelli inizi un rimbalzo che, con le necessarie tempistiche, porti gli indici borsistici a nuovi massimi assoluti.
Il dollaro dal canto suo, già provato da anni di discesa, non ha accusato il colpo. Una corposa riduzione dei tassi avrebbe dovuto minarne l'appetibilità sul mercato delle valute ma, sia perché questa mossa era già scontata da tempo, sia per i notevoli livelli di ipervenduto raggiunti dalla valuta statunitense, il biglietto verde ha reagito più che bene. In questo momento la FED ha a disposizione un'arma speciale: partendo da tassi più alti rispetto ai principali sfidanti e vista la caduta terribile degli ultimi due anni, ora il dollaro può godere di una relativa "insensibilità" alle variazioni del Funds Rate, che può quindi essere sfruttato appieno per sostenere i consumi e la borsa, così cruciali per la serenità del consumatore.
Ed ecco l'aggiornamento promesso per la sterlina inglese contro i tre attori principali del FOREX: sembra che, almeno a breve termine, la valuta britannica possa beneficiare di un po' di respiro. Sul lungo periodo invece è ancora presto per poter affermare di aver smaltito la corsa eccezionale degli ultimi anni.
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