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Questa pagina raccoglie l'Analisi Tecnica di diversi mercati fra cui, in particolare, Oro, Argento ed i cross Forex fra dollaro, euro e yen per confrontare l'andamento delle due materie prime selezionate dall'uomo, nei secoli, come moneta per eccellenza, rispetto alle principali monetine fiduciarie di oggi. Gli aggiornamenti verranno pubblicati senza scadenze fisse, in funzione di particolari condizioni di mercato. Charts courtesy of StockCharts, ProRealTime and NetDania. 23 febbraio 2008 La chiusura della sessione settimanale conferma il buon dato intermedio registrato mercoledì sera: oro ed argento chiudono con forza, a ridosso dei massimi, con guadagni intorno al 5%, poco più per l'argento, poco meno per l'oro. In sei mesi il nostro BUY sull'argento del 24 e 31 agosto ha raggiunto il 50% di guadagno. Ci aspettiamo ora che la corsa prosegua con maggiore volatilità infrasettimanale e porti il metallo bianco intorno ai 24 $/oz, target iniziale di tutta l'operazione, nei prossimi 3 mesi. Come ormai d'abitudine, ecco il calcolatore dell'"inflazione" proposto dal Bureau of Labor Statistics statunitense per chi volesse misurare l'entità ufficiale della svalutazione del dollaro dalla nascita della Federal Reserve nel 1913 ad oggi.
Il petrolio chiude la settimana di nuovo in prossimità dei 100 dollari al barile: è la quarta volta dallo scorso novembre. Ben lungi dall'idea di shortare un settore così promettente, abbiamo colto l'occasione in settimana per alleggerire ulteriormente il portafoglio idrocarburi costruito e sponsorizzato nei nostri aggiornamenti fra fine 2006 ed i primi dle 2007, portando a casa qualche profitto dalle aziende del settore sulla forza dell'oro nero. A nostro avviso il 2008 non sarà l'anno del petrolio e, benché di certo il trend di lungo periodo sia ben solido e destinato a continuare, a medio ed ancor più a breve, altri settori possono essere più remunerativi. Rimanendo fra gli idrocarburi, il gas naturale ha compiuto in settimana un passo storico: da due anni non chiudeva sopra i 9 dollari... se confermato nelle prossime settimane, questo potrebbe essere il tanto atteso "primo passo" di una di quelle formidabili corse tipiche del gas naturale.
Lo S&P500, ancora sotto shock per i recenti movimenti, chiude la settimana quasi invariato, con i volumi più bassi da un mese e mezzo a questa parte. Rispetto a quanto avvenuto in quasi tutti gli altri settori, il +0.23% di guadagno dell'azionario generico statunitense è non solo mediocre ma davvero preoccupante.
Ci spiegano (a dire il vero in modo non molto convincente) che la nostra spesa è sempre più cara perché il potere d'acquisto del nostro denaro è sempre più basso ma sulle cause di tutto questo si mantengono il riserbo e la confusione più assoluti. Eppure la sensazione del cittadino è chiara: i vari panieri statistici utilizzati per misurare "l'inflazione" dipingono una realtà ben più rosea di quella che si avverte sulla pelle. Guardate qui sotto.
Per quanto riguarda l'acciaio, giunto ai livelli cruciali intorno ai massimi del 2007, apriamo una piccola parentesi. Questo mercato sta per essere rivoluzionato da un'innovazione epocale: dal 28 aprile sarà negoziabile al London Metal Exchange (LME) il future "forward" sull'acciao, facilitando enormemente gli scambi di un prodotto standardizzato (ne esistono moltissimi tipi) ad un prezzo trasparente, su una piazza importante come quella londinese. Proprio in vista di questo evento e delle pressioni enormi - anche speculative - che si riverseranno su un settore così strategico, gli amici di GM Consulenza hanno lavorato a lungo ad un "Report Acciaio" redatto con i soliti crismi della giovane società di analisi lombarda. Quindi, concetti chiari, obiettivi precisi, strategie e indicazioni operative supportate da ricerca, dati fondamentali e molto, molto studio del mercato.
Fra tutti quelli esposti, solo il settore bancario e quello degli Homebuilders hanno subito gravi perdite nel 2007 e si trovano oggi ben più in basso di dove hanno iniziato l'anno. Persino l'asfittico S&P500 è poco distante dai 1415 di gennaio 2007. L'inflazione della massa monetaria, sia essa rappresentata da dollari o da euro, da sterline o yen, spinge in alto i prezzi di tutti i beni tangibili e reali, siano essi pomodori, acciaio, oro o argento. Non tutti i prezzi di tutti gli assets crescono alla stessa maniera e contemporaneamente ma è ovvio che se aumenta il denaro circolante nel sistema agli attuali, vertiginosi, ritmi, quello già presente si svaluta ed i prezzi, di conseguenza, sono forzati a salire. Ciò che non sale in un contesto simile, sta in realtà crollando anche se rimane fermo; ad esempio, il 99% delle buste paga.
A proposito di costanti perdite di valore... il dollaro avrà smesso di scendere almeno contro le valutine cartacee sfidanti, almeno per qualte tempo ?!
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