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Questa pagina raccoglie l'Analisi Tecnica di diversi mercati fra cui, in particolare, Oro, Argento ed i cross Forex fra dollaro, euro e yen per confrontare l'andamento delle due materie prime selezionate dall'uomo, nei secoli, come moneta per eccellenza, rispetto alle principali monetine fiduciarie di oggi. Gli aggiornamenti verranno pubblicati senza scadenze fisse, in funzione di particolari condizioni di mercato. Charts courtesy of StockCharts, ProRealTime and NetDania. 23 novembre 2007 Con un guadagno di quasi il 5%, l'oro recupera in questa sessione buona parte di quanto perso la scorsa settimana, nonostante il notevole livello di ipercomprato di breve periodo e quello, non trascurabile, di medio. A nostro avviso, l'obbiettivo finale di questa fase rialzista rimane intorno a 1.100$: l'importanza della soglia degli 850$ è drasticamente sopravvalutata ed avrà solo implicazioni emotive. Gli 850$ del 1980 corrispondono a più di 2.155$ di oggi ed il record storico - nominale - non ha alcun valore reale.
L'argento è più in difficoltà di quanto ci aspettassimo e mette a segno un recupero piuttosto timido nonostante la forza del metallo giallo. Questa incertezza atipica durante le fasi di crescita delle quotazioni, può segnalare una vera e propria novità in questa bull run o, al contrario, anticipare un'esplosione verso l'alto di eccezionale violenza. L'analisi della ratio silver/gold lascia aperti entrambi gli scenari. Dovendo scegliere troveremmo più verosimile la seconda: l'argento, più ancora dell'oro, è stato Moneta nella storia dell'umanità. Mentre il prezioso cugino era riservato ad elites ristrette, il metallo bianco è passato nelle mani dei popoli nel corso dei secoli per le spese legate alla vita quotidiana. La pretesa di una sua completa demonetizzazione quindi, a seguito anche degli importanti impieghi industriali, ci sembra del tutto inconsistente. All'apice della corsa dei bull market nei metalli preziosi, la ratio gold/silver (non la sua reciproca silver/gold monitorata in questi aggiornamenti) tende a tornare al suo "naturale livello" di 15, quando un'oncia d'oro ne vale 15 d'argento. Nei momenti peggiori dei bear market invece, la ratio può salire fino a sfiorare i 100. Oggi siamo appena sotto 56: la strada che l'argento deve recuperare contro l'oro è ancora molta.
La forza dei metalli preziosi non è imputabile solo all'inflazione della massa monetaria ed alla conseguente diminuzione del potere d'acquisto del nostro denaro. Confrontando l'andamento delle materie prime in generale o dei metalli di base con l'oro, la forza di quest'ultimo da quest'estate appare evidente. Rame, acciaio ed alluminio, pur con andamenti differenti, si sono arresi alla prepotenza dell'oro da luglio a questa parte.
Diverso invece il discorso per quanto riguarda il petrolio che in tutto il 2007 è riuscito a surclassare la pur ottima performance del metallo giallo, portando la ratio wtic/gold da meno di 0.085 nei primi giorni dell'anno fin quasi a 0.120 delle ultime sessioni. Proprio in seguito a questa crescita eccezionale, in un'ottica di breve e medio periodo, l'ottimo rapporto rischio/rendimento offerto dall'intero settore idrocarburi è ormai svanito. Lo XOI, l'indice delle aziende petrolifere americane, dopo aver resistito ottimamente al crollo dell'oro nero nella seconda metà del 2006, non è riuscito a mettere a segno nuovi massimi sulle recenti quotazioni record del proprio driver principale, confermando la bontà della strategia di vendere la forza e comprare la debolezza. Solo il gas naturale sembra conservare le potenzialità per una delle sue tipiche, violentissime salite.
Il dollaro frana sui massimi dell'euro, o viceversa. La recente forza dello yen, oltre a terrorizzare i mercati a 360°, segnala però, a nostro avviso, che questo senso di marcia è giunto quasi al termine, quantomeno ad un pivot di medio periodo: una correzione sembra davvero necessaria per riequilibrare gli eccessi.
In quest'ottica, il dollaro canadese sta anticipando la prossima ripresa del cugino statunitense, non riuscendo a confermare la forza del petrolio con nuovi massimi. Anzi, i livelli di ipercomprato sono ancora così alti che la marcia di avvicinamento alla SMA a 60 periodi è verosimilmente appena iniziata.
Ad alimentare la debolezza della valuta statunitense, le previsioni sui tassi di interesse che scontano oggi un taglio di 150 punti base nelle prossime sedute della FED. L'attuale livello dei funds rate al 4.50% è evidenziato in verde nei tre grafici successivi che rappresentano i rendimenti a 2, 5 e 10 anni. Questo crollo drammatico preannuncia tassi in discesa negli Stati Uniti e quindi nuove difficoltà per il dollaro sui mercati valutari che però, è doveroso notare, sono già incorporate nelle attuali quotazioni del biglietto verde.
Carry trade in difficoltà sul supporto strategico: se lo yen non inverte rapidamente la marcia, DBV non potrà evitare nuovi minimi nelle prossime sedute.
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