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Questa pagina raccoglie l'Analisi Tecnica di diversi mercati fra cui, in particolare, Oro, Argento ed i cross Forex fra dollaro, euro e yen per confrontare l'andamento delle due materie prime selezionate dall'uomo, nei secoli, come moneta per eccellenza, rispetto alle principali monetine fiduciarie di oggi. Gli aggiornamenti verranno pubblicati senza scadenze fisse, in funzione di particolari condizioni di mercato. Charts courtesy of StockCharts, ProRealTime and NetDania. 25 maggio 2008, ore 21.08 Terza chiusura positiva di seguito per l'oro, ormai alle prese con l'area di resistenza fra 950 e 925. Settimana molto positiva per l'argento che con un 7.84% di guadagno torna a chiudere sopra quota 18 $/oz per la prima volta da metà febbraio. L'accelerazione improvvisa e potente del metallo bianco è ben visibile anche sulla ratio silver/gold. A nostro avviso le quotazioni possono avere la spinta sufficiente per superare i massimi di marzo e completare l'intero movimento in salita iniziato ad agosto 2007. Ragionevoli obiettivi finali possono essere considerati 1.200 $/oz per l'oro e 24 $/oz per l'argento, benché la volatilità di quest'ultimo mercato possa riservare sorprese notevoli, in entrambe le direzioni. Come ormai d'abitudine, ecco il calcolatore dell'"inflazione" proposto dal Bureau of Labor Statistics statunitense utile per misurare l'entità ufficiale della svalutazione del dollaro dalla nascita della Federal Reserve nel 1913 ad oggi.
Idrocarburi inarrestabili. L'aumento di costi conseguente all'attuale fase di salita non si è ancora scaricato sull'intero ciclo produttivo ma queste quotazioni si tradurranno, nei prossimi mesi e anni, in ulteriori aumenti per la spesa energetica di imprese e famiglie.
Dopo la rottura della resistenza statica la ratio oil/gold ha continuato la salita fino a giungere a ridosso dei massimi del 2005.
Anche per questa settimana il mondo dei metalli di base è stato animato solo dall'acciaio, di nuovo a ridosso dei 525 ma dopo una sessione negativa.
La correzione per i prodotti agricoli è giunta ormai al 20%, in linea con il risalto che hanno avuto sui media le questioni relative all'emergenza alimentare mondiale, ai limiti all'esportazione per i cereali ed ai rischi collegati con l'esplosione dei prezzi in un settore tanto vitale. Il trend di lungo periodo rimane intatto e intorno ai 360 è attestata un'importante area di supporto.
Settimana disastrosa per lo S&P500 che viene respinto con violenza al primo tentativo di approccio con la media mobile di lungo periodo, ottimo supporto alla salita ma dura resistenza quando la si affronta dal basso. Il noto indice borsistico statunitense viene dato ormai per spacciato e la configurazione tecnica non spinge certo all'ottimismo. Allargando però il quadro ad un orizzonte temporale maggiore, è possibile considerare una maggiore quantità di dati nel tentativo di capire cosa è possibile che faccia questo indice nei prossimi mesi. La situazione attuale è molto simile, dal punto di vista delle quotazioni e del loro andamento recente, a quella dello scoppio della mania azionaria collettiva del 2000. Dopo aver sfiorato i massimi a 1550, le quotazioni erano scese rapidamente fino a 1250, scivolando sotto la media a 27 mesi, indice eccellente del trend di lungo periodo. Da lì i prezzi avevano recuperato un centinaio di punti ma da qutoa 1350 era partito il movimento terribile che in due anni li aveva portati intorno agli 800, molto, molto più in basso. Il parallelismo sui grafici è praticamente perfetto e vale più di molte parole. C'è però anche una forte asimmetria sul grafico e riguarda i volumi. Rispetto ad allora essi si sono quasi triplicati, coagulando una massa enorme di capitale a ridosso della soglia dei 1550, all'epoca invalicabile. La ratio con l'oro non ha mancato di segnalare la performance reale dello S&P dal 2003 ad oggi ma tant'è, i livelli nominali hanno la loro notevole importanza ed è lì che stanno oggi le quotazioni più seguite e valutate. Il punto è cruciale: continuare la salita interrotta o proseguire nella discesa hanno tipi di impatto molto diversi sulla percezione del benessere da parte del pubblico.
Settimana durissima per i bancari che crollano fino alla resistenza statica intorno a 75. Terribile anche la sessione per gli homebuilders che lasciano sul terreno quasi il 15%, rompendo fragorosamente anche il supporto dinamico di breve periodo.
Petroliferi a nuovi massimi ma con una seduta settimanale di grande debolezza mentre gli auriferi proseguono il rimbalzo per la terza settimana di seguito, com l'oro.
Il mercato continua ad aspettarsi un rialzo dei tassi da parte della FED.
DBV in stallo in un'area di forte resistenza dinamica. Il momento è delicatissimo anche per il carry trade. La propensione generale al rischio così influenzata dalle sorti del mercato azionario è essenziale anche sul mercato delle valute. Se la fiducia crescesse il carry trade potrebbe superare gli attuali livelli critici, spingendo nuovamente al rialzo le valute sorrette da tassi di interesse maggiori a scapito di quelle low yielding.
E' già finito il recupero del dollaro o le quotazioni stanno tornando indietro per l'opportuna pulita agli stops sotto i minimi recenti?
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