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Questa pagina raccoglie l'Analisi Tecnica di diversi mercati fra cui, in particolare, Oro, Argento ed i cross Forex fra dollaro, euro e yen per confrontare l'andamento delle due materie prime selezionate dall'uomo, nei secoli, come moneta per eccellenza, rispetto alle principali monetine fiduciarie di oggi. Gli aggiornamenti verranno pubblicati senza scadenze fisse, in funzione di particolari condizioni di mercato. Charts courtesy of StockCharts, ProRealTime and NetDania. 26 ottobre 2008, ore 11.58 L'oro segna nuovi minimi contro il dollaro questa settimana. Le quotazioni contro l'euro invece, le più importanti per i lettori di queste pagine, tengono bene e, dopo i massimi assoluti dei primi di ottobre, chiudono la sessione con una perdita modesta, subito a ridosso dei 580 €/oz. E' indispensabile al riguardo sottolineare che queste sono le quotazioni del mercato dei futures: sul mercato del fisico la situazione è diversa e da molte fonti vengono segnalate difficoltà a reperire monete, soprattutto in Germania. Certo, i prezzi sui mercati dei derivati sono cruciali e vengono coperti dai media con un'attenzione infinitamente maggiore rispetto alle quotazioni dei negozi di numismatica o dei banchi metalli: è ragionevole che sia così ma sarebbe superficiale non considerare che, con una semplice ricerca presso i principali fornitori di monete italiani, il prezzo medio sia sopra i 630 €/oz... un 10% più alto della quotazione ufficiale del futures. In realtà, dovrebbe essere il contrario visto che comprare e vendere monete è di certo un mezzo meno efficiente per operare sul mercato dell'oro! Nonostante questo gap notevole, il cittadino europeo, in particolare italiano, che esattamente un anno fa avesse diviso il proprio capitale in due parti, dedicando una metà all'acquisto di oro (non fisico!) e l'altra alle azioni del mibtel, otterrebbe oggi un guadagno del 5.78% sul proprio metallo contro una perdita del 50.43% sul portafoglio azionario! Nonostante tutto stia crollando a velocità mai viste prima, non tutti gli strumenti conservano il proprio valore alla stessa maniera. Ancora oggi, dopo il meltdown finanziario degli ultimi mesi, chi avesse comprato oro in euro 36 mesi fa, a fine ottobre conserverebbe un guadagno del 47.24%: davvero niente male di questi tempi. E' essenziale quindi non confondere la forza del dollaro con la debolezza dell'oro. Ciò a cui abbiamo assistito di recente è infatti proprio la tanto attesa reazione del biglietto verde, più volte anticipata anche su queste pagine. Dopo quasi sette anni di discesa ininterrota - a parte la pur significativa pausa del 2005 - era sempre più probabile un'inversione di tendenza. Non per chissà quali motivazioni fondamentali, comunque influenti su questi time farmes, ma perché nessun mercato si muove in una singola direzione per sempre. Man mano che un asset procede lungo il trend, questo si fa via via più instabile sino a raggiungere livelli di tale squilibrio e delicatezza che le pressioni cui viene sottoposto dall'interazione di compratori e venditori ne invertono la rotta, innescando tutta una serie di processi che alimentano il nuovo corso. Maggiore è stata la durata del trend in atto, maggiore sarà la durata della correzione. Più ampio il divario fra il livello di partenza e quello di arrivo, più ampio il movimento controtrend. La rinnovata forza di dollaro e yen ha approfittato del panico scatenato sui mercati dai fallimenti di importanti società del settore finanziario in una sorta di circolo vizioso (o virtuoso, a seconda del proprio posizionamento sul mercato) che ha portato condizioni estreme ed eventi eccezionali ad alimentare insieme il terrore e la necessità di liquidazione di asset per far fronte ai propri impegni finanziari immediati: Doug Noland l'ha definita, non a caso, History's Biggest Margin Call nel suo ultimo articolo. Tutto questo non deve distogliere l'attenzione dall'alluvione di liquidità rovesciata sui mercati dalle banche centrali e gli interventi governativi volti a "salvare" con denaro pubblico i colossi in via d'estinzione, a spese dei contribuenti. Passato il panico, soddisfatta la necessità di rispondere con denaro fresco alle richieste dei propri creditori, questa nuova massa monetaria creata dal nulla e riversata su un insieme finito di prodotti e servizi non potrà che far sentire il proprio effetto, spingendo al rialzo ogni asset nella misura in cui nel sistema sono stati introdotti nuovi liquidi. Semplificando in modo estremo, se prima della crisi il totale dei liquidi in circolazione fosse stato pari a 100 e durante l'emergenza ne fosse stato stampato un 10% in più per tentare di arginarla, ci ritroveremmo ora con una quantità di liquido di 110 senza una crescita significativa dell'insieme dei beni e dei servizi offerti. Sul totale finito e costante di beni e servizi reali insisterebbe quindi oggi una quantità maggioreb di denaro e questo non può che tradursi in una svalutazione proporzionale del denaro rispetto a ciò che esso può comperare. Il crollo senza precedenti in quasi tutti i mercati mondiali ha portato le quotazioni nominali a livelli bassissimi ma, il contemporaneo allagamento forzato di denaro fresco ha abbassato anche il loro valore, amplificando l'effetto del crollo. Le quotazioni di oggi sono quindi ai prezzi reali più vantaggiosi degli ultimi anni, colpite con estrema violenza sia dal crollo nominale sia dall'espansione violentissima della massa monetaria (destinata ad arginare e ridurre la caduta dei valori nominali ed in assenza della quale avremmo visto borse e materie prime a livelli ancora più bassi). Benché sia di certo difficile prendere il punto minimo prima dell'inizio di una salita, a maggior ragione in situazioni tanto estreme da non avere precedenti storici, l'armageddon degli ultimi mesi e le banche centrali stanno offrendo prezzi da saldo che a nostro avviso non si vedranno per molti anni a venire. Chi è in grado di mantenere la calma e selezionare gli strumenti più adatti, ha a disposzione oggi un'occasione pressoché unica per garantirsi ritorni eccezionali nei prossimi anni. Questa capitolazione dei prezzi non deve ingannare: il contesto è iperinflattivo e la cura è nelle mani di chi ha interesse a perpetuarlo piuttosto che invertire la rotta. I prezzi risaliranno. E a nostro avviso rapidamente. Come ormai d'abitudine, ecco il calcolatore dell'"inflazione" proposto dal Bureau of Labor Statistics statunitense utile per misurare l'entità ufficiale della svalutazione del dollaro dalla nascita della Federal Reserve nel 1913 ad oggi.
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