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Questa pagina raccoglie l'Analisi Tecnica di diversi mercati fra cui, in particolare, Oro, Argento ed i cross Forex fra dollaro, euro e yen per confrontare l'andamento delle due materie prime selezionate dall'uomo, nei secoli, come moneta per eccellenza, rispetto alle principali monetine fiduciarie di oggi. Gli aggiornamenti verranno pubblicati senza scadenze fisse, in funzione di particolari condizioni di mercato. Charts courtesy of StockCharts, ProRealTime and NetDania. 28 settembre 2007 I nuovi massimi dell'oro contro il dollaro non sono confermati dalle altre valute principali contro le quali infatti il metallo rimane saldamente intrappolato, più o meno in profondità, negli ampi trading range segnati dai massimi di maggio ed i minimi di giugno 2006. Benché a nostro avviso sia solo questione di tempo prima che la forza dell'oro si esprima anche contro i concorrenti cartacei del biglietto verde, non è possibile trascurare l'evidenza: questi nuovi massimi sono da attribuire più che altro, benché non esclusivamente, alla debolezza del dollaro. Il grafico qui sotto mostra le quotazioni dell'oro nelle principali valute (in ordine, USD, EUR, CAD, GBP e CHF): solo quella in franchi svizzeri è a ridosso dei massimi del maggio 2006. Questa divergenza da un lato mette in dubbio la reale sostanza del rally in atto nei metalli preziosi ma dall'altro permette agli investitori al di fuori degli Stati Uniti di usufruire di quotazioni più vantaggiose per l'apertura di posizioni al rialzo.
Osserviamo su grafici mensili questo "settembre nero" per il biglietto verde. Tutti i cross principali, a parte USDJPY che tenta di resistere e USDCHF che lievita grazie al carry trade, dipingono un quadro univoco: il dollaro crolla senza sosta ed apparente speranza. In particolare il dollaro canadese e l'euro, già ai livelli estremi che ci hanno spinto a consigliare buy prematuri e per ora perdenti, umiliano la valuta statunitense con una candela mensile sfacciata, raggiungendo livelli di vero e proprio panico. A nostro avviso comunque la sfida fra valutine fiduciarie è più politica che fondamentale: non sono applicabili al Forex le normali leggi di domanda ed offerta valide per l'argento, il petrolio o il grano; il mercato dei cambi è pesantemente condizionato dalle banche centrali e la distruzione del dollaro non conviene a nessuno. Per questo, benché a lungo termine (anni) il declino del dollaro sia inevitabile, a medio (mesi) e breve (settimane) gli attuali livelli sono compatibili con un intervento concertato a favore della valuta statunitense che ne inverta, almeno per un po', il declino.
Un breve cenno al mercato immobiliare americano già provato dai rialzi consecutivi della FED prima della recente, tragicomica, inversione di tendenza e gettato nel panico dalla crisi dei subprime: si levano voci di crolli del 50% ormai imminenti nel valore delle abitazioni in alcune aree, dopo anni di ascesa speculativa. Le quotazioni dei costruttori di case si sono allineate a questi scenari estremi, sempre abbondanti dov'è concentrata l'attenzione dei media: se le nostre previsioni sul recupero del dollaro venissero deluse, magari fra qualche anno potremmo consolarci con un attico a Manhattan...
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