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Questa pagina raccoglie l'Analisi Tecnica di diversi mercati fra cui, in particolare, Oro, Argento ed i cross Forex fra dollaro, euro e yen per confrontare l'andamento delle due materie prime selezionate dall'uomo, nei secoli, come moneta per eccellenza, rispetto alle principali monetine fiduciarie di oggi. Gli aggiornamenti verranno pubblicati senza scadenze fisse, in funzione di particolari condizioni di mercato. Charts courtesy of StockCharts, ProRealTime and NetDania. 30 novembre 2007 Novembre si chiude confezionando candele mensili molto preoccupanti per i metalli preziosi. In particolare l'argento, dopo i nuovi massimi assoluti, ha invertito la rotta sino a lasciare sul grafico una shooting star capace di terrorizzare molti amanti dell'analisi tecnica. A nostro avviso però tutto questo movimento è del tutto naturale vista la situazione: nulla cambia nel quadro bullish ed il risultato negativo di novembre ha bilanciato sul breve periodo l'entusiasmo esploso ad ottobre, garantendo una buona continuazione della salita nei prossimi mesi.
Nell'ottobre 2005 la situazione era molto simile per il metallo bianco ed anche in quel mese buona parte dei guadagni dei primi giorni vennero persi entro la chiusura, senza impedire al metallo bianco la corsa strepitosa conclusa a maggio 2006.
E' di questi ultimi giorni la "notizia" che "l'inflazione" ha rialzato la testa. Con inflazione i mass media intendono l'aumento dei prezzi e non quello della massa monetaria, invertendo, non a caso, causa ed effetto. Con la continua espansione della liquidità in atto da anni (a puro titolo di esempio, la BCE ha creato nuovi euro ad un ritmo pazzesco anche quest'anno), non c'è da stupirsi se negli ultimi anni le materie prime si sono mosse come testimoniano i grafici qui sotto.
Sul fronte valutine fiduciarie invece, il discorso è totalmente diverso: qui la sfida è più politica che di domanda ed offerta ed i rapporti fra dollaro, euro, yen e tutte gli attori minori del mondo del fiat money seguono logiche che nulla hanno a che vedere con quelle alla base dei movimenti di oro, petrolio e commodities in generale. In questo mondo a parte, sembra che novembre abbia segnato un punto a favore del dollaro, con un buon hammer mensile capace di alimentare almeno un rally secondario di recupero fin verso zona 80. Lo stesso vigore dello yen, conferma a nostro avviso che per il dollaro è giunto il momento di salire un po' dopo tanta discesa.
Terribile invece la candela mensile per il dollaro canadese: un bearish engulfing da manuale dopo una salita estrema e prolungata e livelli di ipercomprato mai visti prima.
Difficile anche il momento dello S&P500: i vecchi massimi nominali del 2000 sono davvero un osso duro. E' emblematico come la psicologia sia importante sui mercati: se la percezione fosse corretta, nessuno darebbe valore alla soglia posta fra 1450 e 1550. La gran battaglia fra orsi e tori che si combatte intorno al record del 2000, con volumi e volatilità in aumento è in realtà priva di motivazioni. Il valore reale dell'importante indice borsistico americano, dopo essere salito per tutti gli anni 90, con il nuovo millennio non ha fatto altro che scendere.
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