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"The abandonment of the gold standard made it possible for the welfare statists to use the banking system as a means to an unlimited expansion of credit. In the absence of the gold standard, there is no way to protect savings from confiscation through inflation. There is no safe store of value. Deficit spending is simply a scheme for the 'hidden' confiscation of wealth. Gold stands in the way of this insidious process. It stands as a protector of property rights. If one grasps this, one has no difficulty in understanding the statists' antagonism toward the gold standard."

Da "Gold and Economic Freedom" - Alan Greenspan, 1967 - L'articolo completo

INTRODUZIONE

La Legge 17 Gennaio 2000, n. 7 ha liberalizzato il mercato italiano dell'oro, abolendo l'IVA e consentendo ai privati l'acquisto di lingotti da investimento, fino a quel momento preclusi al grande pubblico.
Con eccezionale tempismo, nel silenzio generale dei mass media, proprio quando le Borse mondiali si avvicinavano a quelli che ancora oggi sono i loro massimi assoluti, il Parlamento italiano, recepiva la direttiva CE 98/80 del 12 ottobre 1998, rivoluzionando un mercato reduce da un sonno ventennale.

Da allora, di certo non solo a causa di questo avvenimento, il prezzo dell'oro in dollari è più che raddoppiato, passando da 252 $/oz agli oltre 540 $/oz di inizio dicembre 2005 ed è cresciuto del 65% contro l'euro nello stesso periodo.
Mentre le Borse mondiali precipitavano per poi arrancare in modo faticoso lungo un sentiero irto di pericoli ed incertezze, l'oro, ignorato dai più, macinava un record dopo l'altro.



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