In questa pagina vengono aggiornati ogni fine settimana i grafici degli ultimi 36 mesi di oro, argento, dollaro, euro e yen per confrontare l'andamento delle due materie prime selezionate dall'uomo, nei secoli, come moneta per eccellenza, rispetto alle più importanti monetine fiduciarie di oggi. L'ultimo grafico invece è dedicato ogni settimana ad un mercato diverso, ritenuto particolarmente interessante o significativo.

2 febbraio 2007

Settimana di massima indecisione per i metalli preziosi: dopo aver recuperato il brutto scivolone della prima sessione dell'anno, oro ed argento hanno raggiunto livelli sensibili sui quali si sono fermati ad indugiare. A parte quanto è possibile dedurre da questa pausa, il quadro tecnico rimane invariato rispetto alla settimana scorsa.

Bulls&Bears si sfidano in vista di nuovi massimi o nuovi minimi benché dall'aggiornamento mensile appena pubblicato emerga una terza ipotesi, in genere poco considerata: data la potenza della salita conclusa a maggio, la fase di consolidamento in atto potrebbe essere ancora "giovane".

Benché sia più facile ed emozionante immaginare forti trend direzionali, non bisogna dimenticare che le fasi orizzontali possono essere anche molto prolungate ed hanno lo scopo di abituare il mercato ai nuovi livelli di prezzo. In generale, le mani deboli si stancano di aspettare e chiudono le posizioni in perdita o con un guadagno limitato mentre gli operatori più smaliziati attendono ed aumentano - o diminuiscono - le proprie posizioni alla base o al limite superiore dei range di consolidamento.

Emblematico in questo senso il comportamento dell'argento fra gennaio e settembre 2005: in quell'occasione, il metallo bianco si mosse fra 6.5 e 7.5 per 9 lunghissimi mesi, 8 dei quali in un range ancora più stretto. Prima di esplodere verso l'alto, chiuse la penultima settimana di agosto al di sotto del canale orizzontale minore, scaricando l'ultimo manipolo di incerti ormai convinti che quella rottura fosse un chiaro segnale di vendita.

I movimenti degli ultimi mesi sul mercato dell'argento hanno completamente ridimensionato (anche sulla scala logaritmica) le dinamiche degli scorsi anni ma chi le ha vissute in diretta ricorderà di certo il timore suscitato da soglie di prezzo come quelle fra 8 ed 8.5 così come la spossante indecifrabilità dell'infinito trading range del 2005: meglio non escludere a priori la possibilità che un simile andamento si ripresenti e rischiare di "dar per morto" un toro selvaggio che sta solo riprendendo fiato.





Il dollaro è ancora a testare l'ex supporto. La ratio con l'oro ha tolto parte del sostegno accordato al biglietto verde nell'ultimo rally: il nuovo minimo segnato questa settimana è da interpretare in modo opposto rispetto alla divergenza positiva che ha anticipato la reazione del dollaro dai minimi di novembre.

Euro sul lato superiore del trading range forzato a fine anno... la ratio con l'oro però racconta tutt'altra storia.

Lo yen fa scempio di qualche daytrader convinto che ormai, dopo la rottura del supporto di pastafrolla, la discesa fosse rettilinea.






IL GRAFICO DELLA SETTIMANA

Questa settimana il grafico è dedicato al Gas Naturale, in particolare alla sua ratio con il petrolio. Dal 1995 il rapporto fra i due preziosi idrocarburi (almeno in senso lato succedanei benché utilizzati in processi diversi) si è mosso quasi esclusivamente fra 0.08 e 0.18, con brevi escursioni fino alla zona fra 0.21 e 0.24, a parte lo spike abnorme a 0.35.

Per ridurne la volatilità e semplificare la lettura, sul grafico è rappresenta con una linea nera la SMA a 3 settimane della ratio (scala a dx) mentre in giallo è evidenziato l'andamento del gas natuale in dollari (scala a sx).

L'estrema semplificazione dello zig zag sulla quotazione in dollari sottolinea che, al di là delle drammatiche oscillazioni del prezzo del Gas, nel 1999 è iniziato un mercato toro che, fino a prova contraria (cioè un minimo sotto quello del 2001), è ancora in corsa.

L'osservazione della ratio invece evidenzia che fra 0.08 e 0.09 il rapporto fra i due idrocarburi raggiunge un minimo oltre il quale chi può utilizzarli entrambi nel proprio processo produttivo, inizia a sostituire il costoso petrolio con il più conveniente gas naturale. Ogni volta che questo indicatore è sceso in quella zona dal 1995 ad oggi, il gas ha iniziato una più o meno violenta salita: la più misera, quella del 1995, l'ha visto crescere in meno di un anno da meno di 1.5 $ a quasi 3 mentre la ratio saliva da 0.08 a circa 0.14.

Vedremo fra non molto se l'ultimo test del granitico supporto si tradurrà, come i precedenti, nella corsa selvaggia e violenta che solo il gas naturale è in grado di compiere.



26 GENNAIO 2007
19 GENNAIO 2007
12 GENNAIO 2007
05 GENNAIO 2007
29 DICEMBRE 2006
22 DICEMBRE 2006
15 DICEMBRE 2006
08 DICEMBRE 2006
01 DICEMBRE 2006
24 NOVEMBRE 2006
17 NOVEMBRE 2006
10 NOVEMBRE 2006
03 NOVEMBRE 2006
27 OTTOBRE 2006
20 OTTOBRE 2006
13 OTTOBRE 2006
06 OTTOBRE 2006
29 SETTEMBRE 2006
22 SETTEMBRE 2006
15 SETTEMBRE 2006
08 SETTEMBRE 2006
01 SETTEMBRE 2006
25 AGOSTO 2006
18 AGOSTO 2006
11 AGOSTO 2006
04 AGOSTO 2006
28 LUGLIO 2006
21 LUGLIO 2006
14 LUGLIO 2006
07 LUGLIO 2006
30 GIUGNO 2006
23 GIUGNO 2006
16 GIUGNO 2006
09 GIUGNO 2006
02 GIUGNO 2006
26 MAGGIO 2006
12 e 19 MAGGIO 2006
05 MAGGIO 2006
28 APRILE 2006
21 APRILE 2006
14 APRILE 2006
07 APRILE 2006
31 MARZO 2006
24 MARZO 2006
17 MARZO 2006
10 MARZO 2006
03 MARZO 2006
24 FEBBRAIO 2006
17 FEBBRAIO 2006
10 FEBBRAIO 2006
03 FEBBRAIO 2006
27 GENNAIO 2006
20 GENNAIO 2006
13 GENNAIO 2006
06 GENNAIO 2006