In questa pagina vengono aggiornati ogni fine settimana i grafici degli ultimi 36 mesi di oro, argento, dollaro, euro e yen per confrontare l'andamento delle due materie prime selezionate dall'uomo, nei secoli, come moneta per eccellenza, rispetto alle più importanti monetine fiduciarie di oggi. L'ultimo grafico invece è dedicato ogni settimana ad un mercato diverso, ritenuto particolarmente interessante o significativo.

16 febbraio 2007

Settimana ambigua per l'oro proprio in corrispondenza di una resistenza orizzontale di pastafrolla. Nonostante il piccolo capitombolo del dollaro, il metallo giallo non è riuscito ad approfittare della situazione e ha chiuso praticamente invariato.

La ratio con il petrolio è rimasta immobile al livello della settimana precedente, non aggiungendo nulla all'analisi dell'oro contro il biglietto verde.

Diversa invece, per certi versi, la settimana dell'argento. Nonostante la chiusura quasi invariata ed il fatto che anche il metallo bianco non sia riuscito a farsi valere contro il dollaro, la ratio silver/gold ha proseguito, tremolante, la propria salita.

A differenza della resistenza statica che deve fronteggiare l'oro, l'argento è in prossimità di un avversario più solido benché non eccezionale, sempre a ridosso dei massimi di maggio, già di loro in grado di esercitare una pressione notevole sulle quotazioni, in entrambe le direzioni.

Tutto sommato i metalli continuano a non darci l'impressione di essere il settore migliore su cui investire in un ottica di breve o medio periodo.





La rottura del supporto sulla ratio dollar/gold della settimana scorsa non è stata di buon auspicio per il bilgietto verde che mette a segno la peggiore delle sessioni dall'inizio dell'anno, con il dollar index che chiude con un perdita vicina all'1%, non poco sul Forex. Il fragile supporto dinamico su cui s'è arrestato non offre alcuna garanzia di tenuta, tanto più se confrontato con la solidità della resistenza che finora ha respinto il biglietto verde.

Gli indicatori in territorio neutrale sono compatibili con entrambe le direzioni anche se lasciano più spazio alla salita. Dopo il dribbling di inizio anno, i tempi sembrano ormai maturi per qualche movimento deciso e vedremo presto se il 2007 segnerà la disfatta del dollaro - con la violazione del rock bottom intorno ad 80 - o se a sorpresa riprenderà la strada verso i 100.

L'euro speculare non dice nulla di diverso dal solito, limitandosi in buona parte a muoversi in controtendenza al biglietto verde. Alcuni movimenti sui COT fanno pensare che la violazione al rialzo dell'ultima settimana sia l'inizio di una nuova salita della valuta europea. Se questo fosse il caso, riteniamo comunque che prima i massimi di fine 2004 e quindi la soglia intorno a 140 siano ottime occasioni per shortare l'euro.

Lo yen, dopo aver giocato intorno ai minimi di dicembre 2005, ha messo a segno la migliore seduta da quasi un anno a questa parte.
Quanti sono entrati per la semplice rottura di un, pur importante, supporto statico hanno già iniziato a scoprire quanto può essere duro cercare di intercettare la discesa della valuta nipponica, soprattutto nei momenti dove appare più scontata.

Detto questo però, nulla per ora lascia pensare che la direzione sia stata invertita. La settimana appena conclusa è compatibile con il grafico di usdjpy postato nell'analisi mensile, con la differenza che la solidità dei segnali deducibili da un grafico a così ampio raggio è ben maggiore di quella ottenibile da un timeframe settimanale. Riteniamo verosimile quindi che, dopo qualche bello scrollone in entrambe le direzioni, lo yen riprenda la discesa in direzione del cambio di 135 contro il dollaro.






IL GRAFICO DELLA SETTIMANA

Questa settimana il grafico è dedicato al Dow Jones ed alle relazioni pericolose che possono essere evidenziate dall'analisi comparata del venerabile indice borsistico, dell'oro e del loro rapporto.

Dopo la rottura del supporto a settembre 2005, la ratio è precipitata dalla zona intorno a 24 fino a 16 in pochi mesi benché il Dow Jones e l'oro abbiano proceduto tutto sommato appaiati - pur ovviamente a diversi ordini di grandezza - salendo all'unisono da ottobre 2005 sino ai massimi di aprile e scendendo insieme fino all'estate scorsa.

A quel punto, la divergenza positiva a favore dell'indice borsistico, anticipata dalla violazione al ribasso e quindi al rialzo del canale della ratio (un segno di completamento del trend a medio termine), ha portato alla rottura definitiva del trend discendente, ad agosto. Il rimbalzo della ratio s'è tradotto fin'ora in un Dow Jones in crescita con l'oro in volatile consolidamento.

Ora che le divergenze sono negative e che la ratio preannuncia la fine della reazione del DJ, sorge un sospetto.

La violentissima salita dei metalli, sincronizzata per molti mesi al movimento della borsa e quindi alimentata dagli stessi fattori, potrebbe essere stata "pompata" ad arte da chi, ormai conscio di non poter combattere un toro imbattibile, avesse voluto esagerarne i movimenti sorprendendo anche i fans più accaniti, per portarlo a livelli - a breve - insostenibili.

Al momento della correzione poi, con il solito ottimo profitto, gli stessi soggetti sarebbero potuti uscire dai metalli intorno ai massimi per lavorare al rally del Dow Jones mentre quelli correggevano i recenti eccessi. Una volta esaurito il carburante per l'indice borsistico, con oro ed argento pronti a riprendere la salita, una correzione generale di tutti gli assets sarebbe un'ottima argomentazione contro i timori di inflazione che da più parti ormai si levano.

La famosa deflazione, del tutto inverosimile ma da molti teorizzata nonostante i fiumi di liquidità che hanno invaso i mercati. Attenzione alla ratio quindi: i prezzi non hanno molto valore in fiatmoneyland.





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