In questa pagina vengono aggiornati ogni fine settimana i grafici degli ultimi 36 mesi di oro, argento, dollaro, euro e yen per confrontare l'andamento delle due materie prime selezionate dall'uomo, nei secoli, come moneta per eccellenza, rispetto alle più importanti monetine fiduciarie di oggi. L'ultimo grafico invece è dedicato ogni settimana ad un mercato diverso, ritenuto particolarmente interessante o significativo.

Charts courtesy of StockCharts.com.com and ProRealTime.com

02 marzo 2007

Da questa settimana i grafici di Dollar, Euro e Yen Index verranno soppiantati, per manifesta inferiorità, dai rispettivi cross, infinitamente più significativi.

Settimana terribile, non solo per i metalli preziosi. Dopo il celebrato "martedì nero", sono molti gli asset che hanno lasciato sul terreno pesanti perdite percentuali. Il Dow Jones ha perso il 4.22% su volumi record, il Nasdaq il 5.85%, l'HUI un imbarazzante 9.52% che chissà quante vittime ha mietuto fra i recenti oroentusiasti, lo XOI un più contenuto - ma comunque per nulla piacevole - 4.87%.

Rendimento dei T-Notes americani a 10 anni -3.48% a conferma che il safehaven percepito sono stati i buoni del tesoro al punto da farne abbassare il rendimento di quasi 3 punti e mezzo.

La volatilità misurata dal Vix a +75.90% sulla settimana precedente: sensazionale!

Impossibile non notare la relazione perfetta fra la settimana entusiasmante dello Yen e la violenza dei movimenti sugli altri mercati, a conferma - non necessaria - che grazie ai facili soldini giapponesi si finanziano diverse avventure in tanti settori diversi e che tutti i mercati si muovono in sincronie difficili da individuare ma non per questo meno reali.

Stupisce se mai la debolezza dei metalli preziosi, il bene rifugio per eccellenza che questa volta è crollato insieme alle azioni. Fingiamo di non accorgerci che l'ultima sessione è in linea con la curiosa teoria enunciata due settimane fa in questo numero della newsletter: se gli sviluppi dovessero continuare senza smentirci in modo clamoroso, saremo meno diplomatici.

A livello tecnico, il livello di 625 $ è per l'oro un'ottima barriera benché il movimento di questa settimana lasci presagire che verrà attraversata come il burro: dopo mesi che predichiamo, contro l'evidenza, che il momento non appariva il migliore per comprare, non siamo certo qui ora a sostenere che sia giunto il momento di farlo. Bisogna però riconoscere che il momento è migliore adesso rispetto ad una settimana fa e che l'ultima occasione simile c'è stata nella prima settimana di gennaio. Per ora, per noi, nessun nuovo acquisto, ma anche in un'ottica di breve c'è meno rischio adesso che nelle passate settimane.

I nostri ordini giacciono dove sono rimasti, poco sotto 550 $, con poche speranze di essere raggiunti, almeno per ora. Meno drammatica la settimana dell'argento anche se il tentativo fallito di rimanere sopra la vecchia resistenza è tutt'altro che un buon auspicio. Attenzione perché il metallo bianco anticipa ed amplifica i movimenti dell'oro e bisogna quindi aspettarsi una volatilità esasperata.





Come anticipato da questa settimana faremo riferimento ai cross fra le tre valutine cartacee più importanti del pianeta piuttosto che ai rispettivi indici pesati geometricamente.

Il re di tutti i cross, quello su cui gli scambi sono maggiori e mobilita le somme più importanti è eurusd. Dopo la recente rottura della fragile resistenza dinamica che ha contenuto la discesa dai massimi di fine 2006, l'ultima sessione non ha portato grandi novità rispetto a quella precedente, se non una conferma della delicatezza del momento.
Ci attendiamo, aspettando e sperando, un attacco alla zona posta intorno a 1.36 per valutare la fattibilità, verosimile a meno di sorprese, di uno short.

Il grande protagonista della settimana appena conclusa, nonché maggiore indiziato per il trambusto trasversale su mercati tanto diversi fra loro, è stato lo Yen.

Usdjpy, secondo cross in termini di capitali movimentati e numero di transazioni dopo eurusd, ha corretto con violenza sino a raggiungere il supporto - non così solido - intorno a 117. Lo attende più in basso una barriera migliore che passa ora per 114 e che darà maggiori garanzie di tenuta.
Siamo LONG su questo cross, per ora in rosso sangue, con un ottica di alcuni mesi a seguito del cup&handle evidenziato negli scorsi aggiornamenti. La resistenza dinamica di lungo periodo violata dalla risoluzione della figura è quella tracciata in rosso, apoggiata apparentemente sul "nulla" perché riferita a pivot fuori di questo grafico.

Riteniamo coerente con l'obiettivo di 134.90 anche una discesa sino a 114 e siamo propensi quindi ad aumentare la nostra esposizione nell'eventualità che il cross continui a scendere. Oltre quella soglia cercheremo di limitare il danno in qualche maniera.

Il meno significativo fra i tre cross è eurjpy che vive della luce riflessa dagli altri due. Può essere però importante studiarne l'andamento per avere un quadro più chiaro della forza relativa di euro e dollaro nonché un terzo paragone su cui misurare e verificare le mosse della valuta statunitense e di quella europea.

E' chiaro come l'immobilità di eurusd sia stata causata dal "furto" della scena del Forex da parte dello yen. E' evidente inoltre, come eurjpy sia in una posizione di maggiore debolezza rispetto ad usdjpy, argomentazione fondamentale a sostegno del nostro long su quest'ultimo cross.

EURUSD



USDJPY



EURJPY


IL GRAFICO DELLA SETTIMANA

Questa settimana il grafico è dedicato ancora al petrolio, fra i pochi assets insieme ai T-Notes ad aver chiuso la settimana in positivo, nonostante la situazione tecnica difficilissima.

Il canale discendente è violato, la ratio con l'oro ha messo a segno un buon recupero e l'MACD di lungo periodo è in un ottimo allineamento... incrociamo le dita.



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