In questa pagina vengono aggiornati ogni fine settimana i grafici degli ultimi 36 mesi di oro, argento, dollaro, euro e yen per confrontare l'andamento delle due materie prime selezionate dall'uomo, nei secoli, come moneta per eccellenza, rispetto alle più importanti monetine fiduciarie di oggi. L'ultimo grafico invece è dedicato ogni settimana ad un mercato diverso, ritenuto particolarmente interessante o significativo.

Charts courtesy of StockCharts.com.com and ProRealTime.com

16 marzo 2007

L'oro macina ancora dopo la violenta correzione di due settimane fa. La ratio contro il petrolio evidenzia che la forza del metallo giallo negli ultimi 15 giorni è stata reale e, fatto non trascurabile, a differenza della sessione precedente anche indu:gold conferma questa analisi.

Il livello chiave continua a rimanere fra 600 e 625: il supporto dinamico è a pochi dollari di distanza e, benché a nostro avviso sia verosimile che venga violato, le attuali quotazioni sono attraenti, in un ottica di lungo periodo. Iniziare a costruire la prima parte di una posizione pluriennale intorno a 650, per raddoppiarla a 600 e raddoppiarla un'ultima volta fra 575 e 550 (se mai l'oro dovesse scendere tanto) darebbe un ottimo prezzo medio di carico per un orizzonte temporale fra i 5 ed i 10 anni.

Dividere l'apertura di una posizione in più parti permette di ottenere un prezzo medio frutto di più operazioni diluite in un arco di tempo più o meno ampio, vista la difficoltà di prendere, con un colpo solo, il miglior punto di vendita.

Discorso diverso è mediare in perdita su un'apertura sbagliata: non a torto viene descritto come il sistema migliore per perdere tutti i propri soldini andando cocciutamente contro il trend. E' anche vero però che usando questa tecnica con giudizio, pre-meditazione e disciplina, è possibile trasformare un trade giusto ma in rosso perché troppo anticipato in un forte guadagno.

Argento ancora in difficoltà nel territorio ambiguo segnato dal supporto, apparentemente violato. A nostro avviso non ha molto senso considerare supporti e resistenze in modo millimetrico ed è quindi prematuro affermare che quello segnato in verde sia stato violato. Anzi, vista l'attenzione dedicata alle linee più "banali" da parte di un numero sempre maggiore di persone, una simile rottura potrebbe essere un ottimo segnale di acquisto anziché di vendita. Una trappola come tante altre.

Detto questo, le significative divergenze negative sugli indicatori e sulla ratio silver/gold e gli altri elementi evidenziati nello scorso aggiornamento, ci lasciano piuttosto scettici sulle potenzialità dell'argento sul BREVE periodo.





EURUSD risolve la lunga melina con un'esplosione potente verso l'alto, ingannando molti, compreso chi scrive. Anche i COT dopo il "segnale di vendita" della scorsa settimana, hanno invertito la rotta, riprendendo il trend precedente benché da livelli già estremi.

Attenzione però, su un grafico weekly come questo, IL vero segnale long è stato dato a fine 2005 dalle potenti divergenze segnate dall'MACD e dall'RSI, in forte ipervenduto. I più bravi hanno raccolto almeno il successivo invito a posizionarsi per la salita ai primi del 2006, dopo il testa spalle rovesciato e l'incredibile turbolenza bidirezionale che ne ha accompagnato la formazione. Fra i più bravi, i ritardatari hanno approfittato dell'ultima chiamata a fine ottobre, in corrispondenza della base del trading range plurimensile seguito alla vigorosa salita da 1.18 a 1.28.
Entrare ora è troppo rischioso. Intorno a 1.36 ci posizioneremo short, senza esitazione: a nostro avviso questo trend a salire è più vicino alla sua fine che all'inizio.

Cattivi asupici per USDJPY il cui MACD viola con decisione il supporto, aumentando il rosso del nostro long e lasciando subodorare l'intenzione di proseguire la discesa fino alla soglia, piuttosto resistente, di 114 dove scatterrà il raddoppio della nostra intera posizione.
In evidenza, verso l'alto, il livello di 118.95, metà del morubotzu, la gigantesca candela tutta nera di tre settimane fa: in generale il punto medio fra apertura e chiusura di simili sessioni ha una notevole rilevanza ed intorno ad esso si giocano i destini di infinite legioni di bulls&bears, grandi e piccoli.

EURJPY resiste alla gravità mettendono a segno un'altra sessione dalla lunga ombra inferiore... qui il livello chiave è 156.75: meglio prestargli attenzione.

EURUSD



USDJPY



EURJPY


IL GRAFICO DELLA SETTIMANA

Questa settimana il grafico è dedicato alla relazione pericolosa fra il NIKKEI e la ratio Dollar Index/Yen Index.

Gli eventi delle ultime settimane rendono superfluo evidenziare la stretta relazione fra lo Yen e la Borsa Giapponese, nonché quasi tutti gli assets sensibili ai fiumi di liquidità prodotti ad un costo vicino allo zero nel paese del sol levante.

Ad ogni modo può essere utile sottolineare come la ratio preceda di alcuni mesi il Nikkei e possa quindi essere utilizzata come vero e proprio indicatore da chi voglia operare sul mercato giapponese.
In particolare, il bottom della ratio di fine 2004 ha anticipato di circa sei mesi quello della borsa nipponica esattamente come il top dell'anno successivo. La divergenza negativa a cavallo fra 2005 e 2006 è costata al Nikkei una correzione del 20% mentre quella in atto s'è fermata, per ora, ad un più contenuto 8.30%.

C'è anche una divergenza negativa di più lungo periodo fra l'indice borsistico e la sua ratio contro l'oro, evidenziata dalla linea tratteggiata... pessime "nuove" per il reale valore del potente rally delle azioni con gli occhi a mandorla. D'altro canto la ratio yen/gold parla chiaro: da 0.225 a 0.125 è quasi un 50% di svalutazione.



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