Per investire con successo, la scelta dei tempi è fondamentale anche in un settore in crescita.
Comprare nel momento sbagliato può significare infatti entrare in un mercato ipercomprato, giunto in prossimità dei massimi relativi dai quali, inevitabilmente, dovrà ritracciare per compensare gli eccessi tipici delle fasi estreme, nel perenne movimento non lineare dei mercati.
In questa pagina vengono aggiornati ogni fine settimana i grafici degli ultimi 36 mesi di oro, argento, dollaro, euro e yen per confrontare l'andamento delle due materie prime selezionate dall'uomo, nei secoli, come moneta per eccellenza, rispetto alle più importanti monetine fiduciarie di oggi. L'ultimo grafico invece è dedicato ogni settimana ad un mercato diverso, ritenuto particolarmente interessante o significativo.

29 dicembre 2006

Fine dicembre, è tempo di bilanci. Dopo un anno di aggiornamenti settimanali è possibile rileggere le analisi passate per valutarne a posteriori la bontà ed il valore.

ITGOLD.IT è stato registrato il 22 dicembre 2005, con l'oro appena tornato sotto la fatidica soglia dei 500 $/oz dopo aver messo a segno un guadagno del 25% in soli tre mesi, toccando i 540 $ nella prima settimana di dicembre.

Ad un anno di distanza rileviamo come le nostre previsioni di breve siano state piuttosto timide e inadeguate rispetto alla potenza prepotente della bull run in atto nei metalli preziosi anche se, per fortuna, questo non ha compromesso la coerenza della visione di lungo periodo: da quel 22 dicembre 2005 l'oro ha superato i 725 $, mettendo a segno un guadagno massimo del 46% ed ha chiuso l'ultima sessione a 638 $, pur sempre il 28.8 % più in alto rispetto alla data di pubblicazione di questo sito.

L'argento, ovviamente, è stato ancor più generoso: in meno di sei mesi ha raggiunto un guadagno massimo del 76% ed ha chiuso l'ultima settimana a 12.94 $ con un incremento rispetto agli esordi di ITGOLD.IT del 52.2%... niente male per due strumenti così "old economy" e fuori moda.

Speriamo quindi che l'esperienza pubblica di questi ultimi dodici mesi sia servita per conoscere meglio le potenzialità di questo mercato toro ed interpretarne con maggiore precisione i prossimi movimenti. Siamo convinti infatti che questo sia solo l'inizio e che la violenta salita del 2006 non sia altro che la prima fase di un movimento rialzista destinato a durare ancora per anni e che vedrà i metalli preziosi guadagnare non solo verso il dollaro (come avvenuto sino a maggio 2005) ma contro tutte le valute.

La recente forza di oro ed argento non è più il semplice riflesso della debolezza del dollaro bensì il prodotto genuino di uno squilibrio fra domanda ed offerta destinato a durare per anni. Così come per molte altre commodities, dopo vent'anni di prezzi calanti, scarsi investimenti e consumo delle scorte all'inizio del nuovo millennio il trend si è invertito.
Estrarre oro, argento, rame o petrolio dalle profondità della terra richiede enormi capitali e lunghi orizzonti temporali; fra quando si progetta una miniera e l'estrazione della prima oncia possono passare anche dieci anni: questo rende l'offerta del tutto inelastica e solo prezzi più alti possono colmare il divario con una domanda in crescita.

L'oro chiude il 2006 con un piccolo guadagno a ridosso dell'esile trend a salire che l'ha accompagnato sin dai minimi di ottobre.
Nulla di notevole a dire il vero benché la forza del metallo giallo sia evidenziata questa settimana anche dalla ratio con il petrolio.

Rimangono comunque movimenti di fine anno, con scarsa liquidità e pochi grandi attori. Dalla prossima settimana si dovrebbero chiarire molte delle questioni lasciate aperte da questo 2006, proprio ad iniziare dalla forza reale di breve periodo dei metalli preziosi.

Com'è noto a chi ha seguito questa pagina negli ultimi mesi, abbiamo perso l'occasione di aumentare le nostre posizioni di breve periodo per pochi dollari visto che gli ordini erano - e sono tuttora - posti fra 540 e 525 $. Per il nostro modo di operare è quindi ormai troppo tardi per aprire nuove posizioni speculative mentre rimane intatta - solidamente in guadagno - quella di lungo periodo.

Questo mercato rimane ancora del tutto elitario ed esclusivo, non c'è traccia di quella mania popolare che è l'ingrediente necessario e finale - se la storia insegna - per concludere al meglio la ricetta e permettere ai pochi di scaricare sui molti un bene ormai selvaggiamente sopravvalutato. D'altro canto, nonostante l'enfasi posta dai mass media nel parlare di oro ai massimi da 25 anni, siamo ben lontani da fine corsa. I 730 $ del 1980 (il "record" tanto celebrato dai media) equivalgono oggi, secondo stime MOLTO prudenziali, a più di 1.700: rispetto a 25 anni fa, l'oro oggi non vale nemmeno la metà.



Molto simile la settimana dell'argento che chiude però l'anno in una posizione decisamente migliore rispetto all'oro. Le argomentazioni a favore del metallo bianco sono state ribadite numerose volte in queste righe e per questo non ci torneremo più. Basti ricordare però che a prezzo di una maggiore volatilità, le potenzialità di crescita dell'argento sono di gran lunga superiori a quelle del più prestigioso cugino ed è assai verosimile che, nei prossimi anni, premieranno gli investitori più pazienti e fedeli con ritorni eccezionali.

La corsa del metallo bianco, così come confermato anche di recente dalla ratio silver/gold, non si corre soltanto contro avversari modesti come le inflazionate monetine di carta dei nostri giorni ma contro sfidanti ben più blasonati e solidi, come l'oro o il petrolio.

L'argento quindi rappresenta oggi un ottimo veicolo per porre almeno una parte dei propri risparmi al riparo dall'inflazione monetaria che ne sta erodendo il potere d'acquisto.





Nulla di notevole sul FOREX nell'ultima settimana del 2006: dollaro, euro e yen chiudono in prossimità dei livelli di apertura, rimandando la sfida al prossimo anno. Vedremo se il dollaro continuerà la discesa intrapresa fin dai primi giorni dello scroso gennaio o se, a sorpresa, dopo qualche mossa elusiva, sorprenderà gli ormai numerosi pessimisti con un'inaspettata salita.







IL GRAFICO DELLA SETTIMANA

Questa settimana il grafico è dedicato al Gas Naturale. Così come l'eccessiva cautela riguardo alla forza di breve periodo di oro ed argento è il rammarico principale per questi ultimi mesi di aggiornamenti weekly, il BUY contenuto nella pubblicazione del 15 settembre è forse il nostro fiore all'occhiello.

Come evidenziato nel grafico di allora, la soglia di 4.5 $ veniva indicata come il "solido supporto" che, insieme ad altre circostanze, rendeva il prezioso idrocarburo un'ottima occasione di acquisto.

Il 27 ottobre tornavamo sull'argomento, segnalando come, in un'ottica speculativa, un guadagno di oltre il 50% in 6 settimane fosse già degno di qualche presa di beneficio.Nonostante gli ottimi fondamentali di lungo periodo infatti, i livelli raggiunti erano molto delicati e si sarebbero tradotti in una notevole volatilità.

Torniamo a parlare di Gas Naturale in quest'ultimo aggiornamento, verificando con piacere che non solo il BUY del 15 settembre ma anche le analisi successive sono state in grado di anticipare con una certa accuratezza il movimento del combustibile.

La stagione fredda è ormai iniziata e gli eccessi della violenta salita fra settembre e novembre sembrano ormai dissolti. I ritardatari entrati per la rottura della resistenza intorno ad 8 sono ormai stremati ed il Gas Naturale è ora vicino al ritracciamento del 50%, dopo aver sfiorato il 61.8. Gli indicatori di breve e di lungo sono ben lontani dall'ipercomprato e lasciano presagire una nuova salita, se non subito nemmeno fra molto.

I massimi post Katrina intorno a 15 sono lì per essere sfidati e verosimilmente battuti nei mesi a venire... chissà che il 2007 non testimoni proprio un evento che la correzione di dicembre ha reso ai più del tutto inverosimile.



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