Per investire con successo, la scelta dei tempi è fondamentale anche in un settore in crescita.
Comprare nel momento sbagliato può significare infatti entrare in un mercato ipercomprato, giunto in prossimità dei massimi relativi dai quali, inevitabilmente, dovrà ritracciare per compensare gli eccessi tipici delle fasi estreme, nel perenne movimento non lineare dei mercati.
In questa pagina vengono aggiornati ogni fine settimana i grafici degli ultimi 12 mesi di oro, argento, dollaro, euro e yen per confrontare l'andamento delle due materie prime selezionate dall'uomo, nei secoli, come moneta per eccellenza, rispetto alle più importanti monetine fiduciarie di oggi. L'ultimo grafico invece è dedicato ogni settimana ad un mercato diverso, ritenuto particolarmente interessante o significativo.

17 MARZO 2006

Reazione dell'oro al contatto con la media di breve periodo, sopra la quale è rimasto per tutta la durata del rally che da settembre l'ha portato ad un guadagno del 32% contro il dollaro. Il quadro tecnico favorisce ancora la probabilità di una correzione, soprattutto data la grande debolezza del biglietto verde e la contemporanea forza dell'argento, di cui il metallo giallo non è riuscito ad approfittare se non in parte. A questi livelli è lecito aspettarsi un salutare ritracciamento da sfruttare più avanti come opportunità d'acquisto: in particolare il livello di 500 $/oz sarà interessante per le implicazioni psicologiche legate ad una cifra così tonda.
Nulla vieta che lunedì il metallo giallo si getti in un solo balzo verso nuovi massimi ma, benché tutto sia possibile nei mercati finanziari, l'investitore prudente deve essere sempre attento ad operare con il favore delle probabilità e, data la situazione, è più facile che l'oro nelle prossime settimane corregga versa il basso piuttosto che salga ancora molto.
E' bene ricordare però che, nonostante l'enfasi posta dai mass media nel parlare di oro ai massimi da 25 anni, siamo ben lontani da fine corsa ma si tratta, nella peggiore delle ipotesi, di un'inevitabile correzione di breve periodo.
I 550 $ del 1981 (il "record" tanto celebrato dai media) equivalgono oggi, secondo stime molto prudenziali, a più di 1.250: rispetto a 25 anni fa, l'oro oggi non vale nemmeno la metà.
In un'ottica d'investimento, la distanza fra la quotazione e le medie di breve e lungo è tale, comunque, da sconsigliare al momento l'entrata sul mercato in attesa di un momento più propizio. Se invece la finalità principale è di tipo assicurativo il discorso cambia: sul lungo periodo, la necessità di proteggere almeno una parte della propria ricchezza dall'eventualità di un serio crack monetario, è di certo meno legata alle tempistiche di breve rispetto ad un investimento. In termini storici l'oro è conveniente anche a questi prezzi.



Nuovi massimi per l'argento questa settimana, nonostante l'oro stia correggendo da più di un mese: come previsto, la storica rottura della soglia dei 10 $/oz ha attirato nuovo interesse e nuovi capitali verso il metallo bianco.
Come evidenziato nel grafico a tre anni di due settimane fa, nonostante i livelli attuali di ipercomprato, non è inverosimile aspettarsi un ultimo balzo fin verso quota 12 $/oz da cui è altrettanto probabile che il metallo bianco crolli in verticale per ribilanciare gli eccessi della corsa che, da settembre 2005 ad oggi, gli hanno permesso di guadagnare più del 50%. La particolare ristrettezza del mercato dell'argento, fa si che il metallo bianco sia da sconsigliare a chi non ha nervi molto saldi e capacità di resistere all'estrema volatilità che ne è caratteristica.
Rimane però valido quanto scritto per l'oro: se l'ottica con cui si acquista è orientata all'investimento, allora il momento migliore è già passato e la prudenza - soggettiva - consiglia di aspettarne uno più propizio (almeno intorno agli 8.25 $/oz). Se il fine invece è di tipo assicurativo e si intende destinare almeno una piccola parte dei propri averi ad asset diversi dalla cartaccia, a livello storico l'argento è ancora sottovalutato e, in una prospettiva di lungo periodo, i fondamentali indicano come probabile un suo - notevole - apprezzamento.



Dopo lo scrollone della scorsa settimana utile ad eliminare i piccoli speculatori dal mercato, ecco l'accelerazione del dollaro verso nuovi minimi in linea con la rottura del supporto avvenuta a gennaio, confermata dal test evidenziato con la freccia rossa 5 settimane fa.
Come di consueto i media dovranno trovare spiegazioni di breve periodo per decifrare i movimenti delle valute ed a poco a poco verranno rispolverate tutte le argomentazioni così in voga a fine 2004, proprio quando il declino del dollaro si interruppe ed iniziò il rally contro trend che con sempre maggiore evidenza sembra essersi esaurito ad inizio 2006.
In realtà le dinamiche macroeconomiche sottostanti la svalutazione di lungo periodo del dollaro non sono cambiate negli ultimi due anni ed il movimento del 2005 risulta più che motivato dal punto di vista tecnico, dopo il forte ridimensionamento subito dal biglietto verde fra il 2002 ed il 2004.
Di pari passo, come sempre, la settimana appena conclusa ha visto guadagni record per l'euro ed anche lo yen ha dovuto allentare il ruolo istituzionale di difensore della valuta statunitense, reso insostenibile dalla sua eccessiva debolezza : non c'è dubbio che sarà pronto a riprenderlo a livelli più difendibili.







IL GRAFICO DELLA SETTIMANA

Questa settimana il grafico è dedicato a General Motors per via di un detto molto comune fino a pochi anni nella borsa statunitense: come va GM così va l'economia americana.
No comment.



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