Per investire con successo, la scelta dei tempi è fondamentale anche in un settore in crescita.
Comprare nel momento sbagliato può significare infatti entrare in un mercato ipercomprato, giunto in prossimità dei massimi relativi dai quali, inevitabilmente, dovrà ritracciare per compensare gli eccessi tipici delle fasi estreme, nel perenne movimento non lineare dei mercati.
In questa pagina vengono aggiornati ogni fine settimana i grafici degli ultimi 12 mesi di oro, argento, dollaro, euro e yen per confrontare l'andamento delle due materie prime selezionate dall'uomo, nei secoli, come moneta per eccellenza, rispetto alle più importanti monetine fiduciarie di oggi. L'ultimo grafico invece è dedicato ogni settimana ad un mercato diverso, ritenuto particolarmente interessante o significativo.

24 MARZO 2006

Dopo la reazione della scorsa settimana al contatto con la media di breve periodo, l'oro ha chiuso sopra i 560 $/oz , nonostante la buona performance del dollaro contro le principali valute. E' possibile che la forza dell'argento aiuti il metallo giallo a sostenere il consolidamento in atto da alcune settimane anche se, dopo il rally che da settembre l'ha portato ad un guadagno del 32% contro il dollaro, il quadro tecnico favorisce ancora la probabilità di una correzione. Nonostante che in un mercato toro le sorprese siano sempre più facili al rialzo che al ribasso, a questi livelli è lecito aspettarsi un salutare ritracciamento da sfruttare più avanti come opportunità d'acquisto: in particolare il livello di 500 $/oz sarà interessante per le implicazioni psicologiche legate ad una cifra così tonda.
Nulla vieta che lunedì il metallo giallo si getti in un solo balzo verso nuovi massimi ma, benché tutto sia possibile nei mercati finanziari, l'investitore prudente deve essere sempre attento ad operare con il favore delle probabilità e, data la situazione, è più facile che l'oro nelle prossime settimane corregga versa il basso piuttosto che salga ancora molto.
E' bene ricordare però che, nonostante l'enfasi posta dai mass media nel parlare di oro ai massimi da 25 anni, siamo ben lontani da fine corsa ma si tratta, nella peggiore delle ipotesi, di un'inevitabile correzione di breve periodo.
I 550 $ del 1981 (il "record" tanto celebrato dai media) equivalgono oggi, secondo stime molto prudenziali, a più di 1.250: rispetto a 25 anni fa, l'oro oggi non vale nemmeno la metà.
In un'ottica d'investimento, la distanza fra la quotazione e le medie di breve e lungo è tale, comunque, da sconsigliare al momento l'entrata sul mercato in attesa di un momento più propizio. Se invece la finalità principale è di tipo assicurativo il discorso cambia: sul lungo periodo, la necessità di proteggere almeno una parte della propria ricchezza dall'eventualità di un serio crack monetario, è di certo meno legata alle tempistiche di breve rispetto ad un investimento. In termini storici l'oro è conveniente anche a questi prezzi.



Ancora nuovi massimi per l'argento questa settimana, nonostante l'oro stia consolidando da più di un mese: come previsto, la storica rottura della soglia dei 10 $/oz ha attirato nuovo interesse e nuovi capitali verso il metallo bianco.
Come evidenziato nel grafico a tre anni di tre settimane fa, nonostante i livelli attuali di ipercomprato, non è inverosimile aspettarsi un ultimo balzo fin verso quota 12 $/oz da cui è altrettanto probabile che il metallo bianco crolli in verticale per ribilanciare gli eccessi della corsa che, da settembre 2005 ad oggi, gli hanno permesso di guadagnare più del 50%. La particolare ristrettezza del mercato dell'argento, fa si che il metallo bianco sia da sconsigliare a chi non ha nervi molto saldi e capacità di resistere all'estrema volatilità che ne è caratteristica.
Rimane però valido quanto scritto per l'oro: se l'ottica con cui si acquista è orientata all'investimento, allora il momento migliore è già passato e la prudenza - soggettiva - consiglia di aspettarne uno più propizio (almeno intorno agli 8.25 $/oz). Se il fine invece è di tipo assicurativo e si intende destinare almeno una piccola parte dei propri averi ad asset diversi dalla cartaccia, a livello storico l'argento è ancora sottovalutato e, in una prospettiva di lungo periodo, i fondamentali indicano come probabile un suo - notevole - apprezzamento.



Settimane di grande volatilità e movimenti contrastanti sul mercato delle valute. Andamenti simili sono piuttosto rari e confermano la posizione delicatissima in cui si trovano le tre valute principali ed i rispettivi cross. Da segnalare la debolezza prolungata del franco svizzero, giunta a tali estremi che è probabile sia oggetto di un buon recupero nel brevissimo periodo.
Euro e dollaro si muovono come sempre in modo speculare, a conferma della sfida in atto fra le due valute per un ruolo centrale sulla scena internazionale dei prossimi anni. Come sempre, lo yen è intervenuto anche questa settimana per arginare la debolezza del biglietto verde nei momenti di crisi... è tale l'affidabilità di questi interventi che è possibile strutturare un trading system basato su di essi per ottenere buoni risultati sul Forex.







IL GRAFICO DELLA SETTIMANA

Questa settimana il grafico è dedicato al rame. Nuovi massimi dopo una salita che fa impallidire quella dei metalli preziosi: è bene tenere presente che un bull market molto deciso può sopportare a lungo livelli di ipercomprato insostenibili in un mercato laterale. Occorre quindi parametrare i propri strumenti di indagine in modo che siano adeguati a tale realtà onde evitare di perdere preziose occasioni e soprattutto evitare inutili rischi.



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