Per investire con successo, la scelta dei tempi è fondamentale anche in un settore in crescita.
Comprare nel momento sbagliato può significare infatti entrare in un mercato ipercomprato, giunto in prossimità dei massimi relativi dai quali, inevitabilmente, dovrà ritracciare per compensare gli eccessi tipici delle fasi estreme, nel perenne movimento non lineare dei mercati.
In questa pagina vengono aggiornati ogni fine settimana i grafici degli ultimi 12 mesi di oro, argento, dollaro, euro e yen per confrontare l'andamento delle due materie prime selezionate dall'uomo, nei secoli, come moneta per eccellenza, rispetto alle più importanti monetine fiduciarie di oggi. L'ultimo grafico invece è dedicato ogni settimana ad un mercato diverso, ritenuto particolarmente interessante o significativo.

31 MARZO 2006

L'oro chiude la settimana con una balzo oltre la resistenza dei 580 $ e nuovi massimi. Come anticipato la scorsa settimana, in un mercato toro le sorprese vengono più facilmente al rialzo che al ribasso ed è quindi possibile che la rottura di questa settimana apra la strada verso i 600 $/oz piuttosto che proseguire la correzione verso i 500 $/oz.
La cautela però è d'obbligo. Come evidenziato in modo ancor più chiaro dal grafico triennale dell'argento, i mercati devono essere letti in modo controintuitivo al fine di evitare di acquistare ai massimi e vendere ai minimi. Il momento di maggiore debolezza è proprio in corrispondenza dell'apparente maggior forza. I nuovi massimi di questa settimana giungono dopo un prolungato periodo di salita ed un guadagno di quasi il 35% da settembre a questa parte. E' di certo possibile che l'oro continui a salire con forza nelle prossime settimane ma, a questo punto, nel breve periodo le probabilità favoriscono una correzione: è lecito aspettarsi un salutare ritracciamento da sfruttare più avanti come opportunità d'acquisto: in particolare il livello di 500 $/oz sarà interessante per le implicazioni psicologiche legate ad una cifra così tonda.
Detto questo e sottolineato il quadro ipercomprato a breve termine, è comunque bene ricordare che, nonostante l'enfasi posta dai mass media nel parlare di oro ai massimi da 25 anni, siamo ben lontani da fine corsa.
I 550 $ del 1981 (il "record" tanto celebrato dai media) equivalgono oggi, secondo stime molto prudenziali, a più di 1.250: rispetto a 25 anni fa, l'oro oggi non vale nemmeno la metà.
In un'ottica d'investimento, la distanza fra la quotazione e le medie di breve e lungo è tale, comunque, da sconsigliare al momento l'entrata sul mercato in attesa di un momento più propizio. Se invece la finalità principale è di tipo assicurativo il discorso cambia: sul lungo periodo, la necessità di proteggere almeno una parte della propria ricchezza dall'eventualità di un serio crack monetario, è di certo meno legata alle tempistiche di breve rispetto ad un investimento. In termini storici l'oro è conveniente anche a questi prezzi.



Ancora nuovi massimi per l'argento che ha sfiorato il target di 12 $/oz già varie volte anticipato in qeste pagine, ancor prima che venisse infranta la barriera dei 10 $/oz.
Come ormai abitudine in occasione delle settimane più significative, anche oggi verranno presi in considerazione gli ultimi tre anni per fornire un quadro più ampio ed analizzare le dinamiche di questo mercato con un maggior numero di punti di riferimento. Quattro settimane fa abbiamo sostenuto che "nonostante i livelli attuali di ipercomprato, non è inverosimile aspettarsi un ultimo balzo fin verso quota 12 $/oz da cui è altrettanto probabile che il metallo bianco crolli in verticale per ribilanciare gli eccessi della corsa che, da settembre 2005 ad oggi, gli hanno permesso di guadagnare più del 50%. La particolare ristrettezza del mercato dell'argento, fa si che il metallo bianco sia da sconsigliare a chi non ha nervi molto saldi e capacità di resistere all'estrema volatilità che ne è caratteristica".
Man mano che la quotazione si spinge verso l'alto (in tre settimane si è passati dai 10 $/oz ai 12 $/oz: un incremento del 20%) il movimento si indebolisce ponendo le basi per la sua discesa proprio nelle fasi più estreme e appariscenti della sua salita. Il grafico evidenzia la similitudine fra i due rally inscritti nei rattangoli rossi.
Periodo di inizio, durata ed inclinazione sono molto simili anche se quello attuale è già "più maturo" di quello culminato ad aprile 2004. L'andamento delle medie mobili di breve e di lungo è pressoché identico così come la distanza fra di esse e fra queste e la quotazione del metallo bianco. I livelli estremi di ipercomprato evidenziati nell'MACD di lungo periodo sono giunti con la chiusura di questa settimana addirittura a superare quelli dell'ultimo rally.
I mercati, è ovvio, non si ripetono in modo preciso e nulla vieta, anche nel caso dell'argento, che questo movimento prosegua ancora verso nuovi massimi nelle prossime settimane. D'altro canto però, quanto esposto è più che sufficiente per elevare al massimo il grado di attenzione, soprattutto in un mercato così volatile e sottile da riuscire a stornare in tre settimane i guadagni di 6 mesi. Sul breve periodo è improbabile (non impossibile) che il metallo bianco avanzi ancora molto ed è assai più verosimile un repentina, decisa correzione fin verso gli 8 $/oz, dove l'acquisto sarà nuovamente consigliato: in una prospettiva di lungo periodo, i fondamentali lasciano presagire un suo - notevole - apprezzamento.



Nulla di notevole invece sul mercato delle valute con movimenti bruschi in enrambe le direzioni ma limitati ai trading range di quelle precedenti. Il testa spalle in formazione sul dollar index conferma l'outlook negativo per la valuta statunitense.
Euro e dollaro si muovono come sempre in modo speculare, a conferma della sfida in atto fra le due valute per un ruolo centrale sulla scena internazionale dei prossimi anni. Come sempre, lo yen è intervenuto anche questa settimana per arginare la debolezza del biglietto verde nei momenti di crisi... è tale l'affidabilità di questi interventi che è possibile strutturare un trading system basato su di essi per ottenere buoni risultati sul Forex.







IL GRAFICO DELLA SETTIMANA

Questa settimana il grafico è dedicato al confronto fra il DOW JONES e la DOW JONES/GOLD Ratio, strumento indispensabile per avere un'idea chiara dell'andamento del valore dell'importante indice borsistico americano e non solo della sua valutazione. Per maggiore chiarezza e significatività, è stato preso in considerazione il periodo 1996/2006 in modo da descrivere nella sua interezza il boom della borsa sino all'apice dell'anno 2000, la successiva caduta e la lenta ripresa in atto sino ad oggi, quasi giunta, a livello nominale (o espresso in dollari inflazionati) quasi ai massimi di 6 anni fa.
Il quadro rappresentato facendo attenzione al valore - e non al prezzo - del DJ è del tutto diverso da quello che si ottiene basandosi sulla sola chiusura a 11.109 punti di venerdì scorso.
Il valore dell'indice, così come quello del denaro cartaceo stampato senza freni dalla FED e dalle altre principali Banche Centrali, è in caduta libera se proporzionato a qualcosa che, da 6000 anni a questa parte, è misura costante ed affidabile del genuino valore di beni e servizi.
La salita del DJ fra il 1996 ed il 2000 è stata sana e reale: una crescita non solo in prezzo ma in valore. Non si può dire lo stesso per la reazione in atto dai primi mesi del 2003. Mentre a livello nominale l'indice arranca, pur a fatica, verso nuovi massimi, in termini reali il quadro è ben diverso ed è stata appena rotta una resistenza che apre la strada verso nuovi minimi.
Il valore del vostro denaro ha seguito, sta seguendo, lo stesso andamento.





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