Per investire con successo, la scelta dei tempi è fondamentale anche in un settore in crescita.
Comprare nel momento sbagliato può significare infatti entrare in un mercato ipercomprato, giunto in prossimità dei massimi relativi dai quali, inevitabilmente, dovrà ritracciare per compensare gli eccessi tipici delle fasi estreme, nel perenne movimento non lineare dei mercati.
In questa pagina vengono aggiornati ogni fine settimana i grafici degli ultimi 12 mesi di oro, argento, dollaro, euro e yen per confrontare l'andamento delle due materie prime selezionate dall'uomo, nei secoli, come moneta per eccellenza, rispetto alle più importanti monetine fiduciarie di oggi. L'ultimo grafico invece è dedicato ogni settimana ad un mercato diverso, ritenuto particolarmente interessante o significativo.

21 APRILE 2006

Settimana di forza straordinaria per l'oro, nonostante la turbolenza eccezionale dell'argento. Nonostante la rottura della trendline ribassista sull'RSI di breve, dati i livelli attuali di ipercomprato la situazione rimane di estrema criticità e riteniamo che una correzione sia lo scenario più probabile a breve termine.
Come già detto altre volte, la salita diviene sempre più difficoltosa man mano che avanza e la cautela è d'obbligo. In ogni mercato il momento di maggiore debolezza è proprio in corrispondenza dell'apparente maggior forza.
I nuovi massimi di questa settimana giungono dopo un prolungato periodo di salita ed un guadagno che ormai supera il 50% da luglio a questa parte. Sono evidenziate in rosso le due zone di maggior supporto verso le quali ci aspettiamo che il metallo giallo possa correggere nelle prossime settimane. Quella fra 480 e 500 è di gran lunga la più resistente ed è lì, se mai verrà ritoccata, che sarà opportuno aprire nuove posizioni al rialzo.
Detto questo e sottolineato il quadro ipercomprato a breve termine, è comunque bene ricordare che, nonostante l'enfasi posta dai mass media nel parlare di oro ai massimi da 25 anni, siamo ben lontani da fine corsa.
I 650 $ del 1981 (il "record" tanto celebrato dai media) equivalgono oggi, secondo stime molto prudenziali, a più di 1.500: rispetto a 25 anni fa, l'oro oggi non vale nemmeno la metà.
In un'ottica d'investimento, la distanza fra la quotazione e le medie di breve e lungo è tale, comunque, da sconsigliare al momento l'entrata sul mercato in attesa di un momento più propizio. Se invece la finalità principale è di tipo assicurativo il discorso cambia: sul lungo periodo, la necessità di proteggere almeno una parte della propria ricchezza dall'eventualità di un serio crack monetario, è di certo meno legata alle tempistiche di breve rispetto ad un investimento. In termini storici l'oro è conveniente anche a questi prezzi.



Settimana eccezionale sotto vari punti di vista per l'argento. La distanza fra il max ed il min di questa candela è di 3.11 punti, pari al 38% di tutta la salita posta in essere dai 6.64 di fine agosto 14.74 toccati mercoledì: chi ha acquistato a 14.74 - per forza qualcuno c'è - magari usando prodotti derivati, starà già sudando sangue. Dal punto di vista tecnico si tratta di un doji perfetto, massima espressione dell'incertezza e, dopo una salita così imponente (+120% in 8 mesi), pattern di inversione di una sola candela.
La scorsa settimana abbiamo scritto: "sembra di assistere alle ultime fiammate che esauriscono una forte salita" e "la correzione sta per arrivare ed è probabile che sia veloce e violenta".
I mercati, è ovvio, non si ripetono in modo preciso e nulla vieta, anche nel caso dell'argento, che questo movimento prosegua ancora verso nuovi massimi nelle prossime settimane. D'altro canto però, quanto esposto è più che sufficiente per elevare al massimo il grado di attenzione, soprattutto in un mercato così volatile e sottile da riuscire a stornare in tre settimane i guadagni di 6 mesi. Sul breve periodo è improbabile (non impossibile) che il metallo bianco avanzi ancora ed è assai più verosimile un repentina, decisa correzione fin verso la zona comprese fra i 9 ed i 10 $/oz, dove l'acquisto sarà nuovamente consigliato: in una prospettiva di lungo periodo, i fondamentali lasciano presagire un suo - notevole - apprezzamento.



Questa settimana l'analisi sulle valute sarà molto più dettagliata e, data la grande debolezza del dollaro (forza dell'euro) a conferma del movimento iniziato nel 2002 e corretto nel 2005, abbraccierà gli ultimi quattro anni e sarà effettuata sui singoli cross fra le due valute principali, dollaro ed euro, e le tre copratogoniste sulla scena mondiale: yen, sterlina e franco svizzero.
Verranno prima proposti i cross dell'euro, and iniziare da eurusd, e quindi quelli del dollaro. Su ogni grafico sono evidenziati gli elementi più importanti dal 2002 ad oggi. Risulta evidente che, non appena l'euro ha iniziato a circolare come moneta reale, la sua forza è andata crescendo verso tutte le altre valute, sfidando il ruolo egemone del dollaro come riserva di valore mondiale.
E' opportuno comunque sottolineare che si tratta pur sempre di monetine fiduciarie senza reale valore se non quello che il popolo gli attribuisce grazie alla propaganda di governi e banche centrali e che, in caso di movimenti estremi, la possibilità di manipolare i cambi è ben più ampia rispetto a quella offerta dal mercato delle materie prime: un crack del dollaro nuocerebbe a tutti, non solo agli stati uniti e questo verrà evitato ad ogni costo.















IL GRAFICO DELLA SETTIMANA

Questa settimana il grafico è dedicato alla ratio petrolio/oro alla luce dell'importante rottura del massimo raggiunto ad agosto a seguito della devastazione di Katrina & C. e del movimento dei metalli registrato in settimana.
Il rapporto fra le due principali commodities del pianeta sta rimbalzando in corrispondenza di un'importante area di supporto proprio nel momento in cui il petrolio mostra grande forza e l'oro è reduce da una corsa impressionante che in meno di un anno gli ha fatto guadagnare il 50%.
E' lecito aspettarsi che i prossimi mesi vedranno la ratio oil/gold sfidare la resistenza posta fra 0.130 e 0.135 e tentare magari di stabilire nuovi massimi, sopra 0.150.



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