Per investire con successo, la scelta dei tempi è fondamentale anche in un settore in crescita.
Comprare nel momento sbagliato può significare infatti entrare in un mercato ipercomprato, giunto in prossimità dei massimi relativi dai quali, inevitabilmente, dovrà ritracciare per compensare gli eccessi tipici delle fasi estreme, nel perenne movimento non lineare dei mercati.
In questa pagina vengono aggiornati ogni fine settimana i grafici degli ultimi 12 mesi di oro, argento, dollaro, euro e yen per confrontare l'andamento delle due materie prime selezionate dall'uomo, nei secoli, come moneta per eccellenza, rispetto alle più importanti monetine fiduciarie di oggi. L'ultimo grafico invece è dedicato ogni settimana ad un mercato diverso, ritenuto particolarmente interessante o significativo.

28 APRILE 2006

Ancora nuovi massimi per l'oro dopo il terremoto della scorsa settimana sull'argento, a conferma che le sorprese in un mercato toro avvengono sempre al rialzo.
I ritracciamenti di fibonacci, evidenziati in rosso, segnalano che, nel caso giunga una salutare correzione, i livelli probabili si trovano ormai sopra i 500 $/oz, livello raggiunto a dicembre con gran clamore.
Come già detto altre volte però , la salita diviene sempre più difficoltosa man mano che avanza e la cautela è d'obbligo. In ogni mercato il momento di maggiore debolezza è proprio in corrispondenza dell'apparente maggior forza.
Detto questo e sottolineato il quadro ipercomprato a breve termine, è comunque bene ricordare che, nonostante l'enfasi posta dai mass media nel parlare di oro ai massimi da 25 anni, siamo ben lontani da fine corsa.
I 650 $ del 1981 (il "record" tanto celebrato dai media) equivalgono oggi, secondo stime molto prudenziali, a più di 1.500: rispetto a 25 anni fa, l'oro oggi non vale nemmeno la metà.
In un'ottica d'investimento, la distanza fra la quotazione e le medie di breve e lungo è tale, comunque, da sconsigliare al momento l'entrata sul mercato in attesa di un momento più propizio. Se invece la finalità principale è di tipo assicurativo il discorso cambia: sul lungo periodo, la necessità di proteggere almeno una parte della propria ricchezza dall'eventualità di un serio crack monetario, è di certo meno legata alle tempistiche di breve rispetto ad un investimento. In termini storici l'oro è conveniente anche a questi prezzi.



Dopo la volatilità eccezionale della scorsa settimana, l'argento prova a riprendere la salita anche se i 14.74 saranno un ostacolo veramente duro. Sul comex l'open interest è in picchiata ed ormai anche gli small speculators stanno riducendo i net longs, unendosi al trend iniziato dai large ai primi di aprile.
Nulla vieta che dopo la violenta correzione della settimana scorsa il metallo bianco riprenda la sua corsa verso nuovi massimi anche se, sul breve, rimane più verosimile un repentina, decisa correzione fin verso la zona compresa fra i 9 ed i 10 $/oz. In una prospettiva di lungo periodo invece, i fondamentali lasciano presagire un suo - notevole - apprezzamento.



Annunciata come eventualità da verificare nel primo post dell'anno e via via confermata dall'andamento, pur molto volatile, delle principali vlute mondiali, la caduta del dollaro è giunta questa settimana ad un punto importante. Siamo infatti sul dollar index ai minimi del settembre 2005, intorno al valore di 86. L'euro, il principale sfidante, è riuscito ad approfittare meglio delle altre valute europee di tale debolezza e, sul breve periodo, può essere quasi pronto per una pausa... vedremo presto se le tensioni crescenti intorno all'Iran e la performance di metalli preziosi e materie prime, spingeranno ancor più al ribasso il biglietto verde e se, almeno sul breve, sarà ancora l'euro il principale beneficiario.
E' probabile però che sterlina e franco svizzero siano scelte migliori nelle prossime settimane dato che la valuta europea ha corso molto anche cotnro di esse negli ultimi mesi ed ha appena iniziato a correggere.
Lo yen, volente o nolente, ha dovuto abbandonare i livelli ormai estremi raggiunti per difendere il dollaro... di certo riprenderà il suo lavoro preferito da una situazione più sostenibile.







IL GRAFICO DELLA SETTIMANA

Questa settimana il grafico è dedicato al confronto fra la ratio metalli industriali/oro e dow jones/oro. I maliziosi potrebbero sostenere che sia ovvio vedere scendere il rapporto dow jones/oro durante un mercato toro del metallo giallo. Tale affermazione non regge però l'evidenza dipinta dalla ratio gyx/gold, che mette in relazione l'oro con l'indice Industrial Metals americano proprio come quella Dow Jones/gold fa con l'importante indice borsistico.
Il denominatore di questi rapporti è sempre lo stesso ma il loro andamento è opposto: ogni commento è superfluo.





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