Per investire con successo, la scelta dei tempi è fondamentale anche in un settore in crescita.
Comprare nel momento sbagliato può significare infatti entrare in un mercato ipercomprato, giunto in prossimità dei massimi relativi dai quali, inevitabilmente, dovrà ritracciare per compensare gli eccessi tipici delle fasi estreme, nel perenne movimento non lineare dei mercati.
In questa pagina vengono aggiornati ogni fine settimana i grafici degli ultimi 24 mesi di oro, argento, dollaro, euro e yen per confrontare l'andamento delle due materie prime selezionate dall'uomo, nei secoli, come moneta per eccellenza, rispetto alle più importanti monetine fiduciarie di oggi. L'ultimo grafico invece è dedicato ogni settimana ad un mercato diverso, ritenuto particolarmente interessante o significativo.

05 MAGGIO 2006

Da questo aggiornamento vengono introdotte due novità. La prima riguarda l'intervallo temporale che passa da 12 a 24 mesi per fare riferimento ad un periodo di tempo maggiore. La seconda è relativa agli indicatori usati, o meglio i loro settaggi, anch'essi allungati rispetto alle analisi precedenti per ridurre il rumore di breve periodo.

Ancora nuovi massimi per l'oro che mette a segno un +4.38% rispetto alla chiusura della settimana precedente.
Nel grafico è evidenziato il forte supporto fra 525 e 575 circa, subito sopra la fatidica soglia dei 500 che però è ormai così distante che è quasi improbabile venga ritoccata anche nel caso di una violenta e protratta correzione.
Non bisogna dimenticare infatti che sul lato short di questo mercato non ci sono stupidi o incapaci ma professionisti seri dotati di capitali immensi, con tutto ciò che ne consegue. Se sul lungo periodo l'oro potrà raggiungere e superare i 2500 $/oz, è impossibile che prosegua dritto da qui fino a quei livelli senza salutari controtrend lungo il suo cammino. Data la forza del movimento in atto, è verosimile che i "commercials" si siano ritirati su posizioni più confortevoli ed estreme da dove sferrare un attacco micidiale con maggiori probabilità di riuscita, per raccogliere da un numero più alto di "mani deboli" i frutti del loro ingresso speculativo - e tardivo - su questo mercato. Il momento di maggiore debolezza è proprio in corrispondenza dell'apparente maggior forza.
Detto questo e sottolineato il quadro ipercomprato a breve termine, è comunque bene ricordare che, nonostante l'enfasi posta dai mass media nel parlare di oro ai massimi da 25 anni, siamo ben lontani da fine corsa. I 650 $ del 1981 (il "record" tanto celebrato dai media) equivalgono oggi, secondo stime molto prudenziali, a più di 1.500: rispetto a 25 anni fa, l'oro oggi non vale nemmeno la metà.
Il 6 gennaio, giorno della prima pubblicazione di questo aggiornamento settimanale, l'oro aveva chiuso sotto i 540 $/oz. Fin da allora abbiamo consigliato prudenza sul breve ma segnalato l'incredibile sottovalutazione del metallo e la sua convenienza in un'ottica di lungo periodo, caldeggiandone l'acquisto. A 5 mesi ed un +26% di distanza speriamo che la delusione degli speculatori per l'eventuale mancato guadagno sia inferiore alla soddisfazione degli investitori per l'ottimo livello di entrata, ormai quasi al sicuro da eventuali correzioni.



Seconda settimana per l'argento a macinare sotto il fatidico massimo di 14.74 che si conferma un ostacolo non da poco. Sul comex l'open interest è ancora in discesa. Large spec e commercials riducono le loro posizioni, gli small, paralizzati e attoniti, rimangono più o meno dov'erano una settimana fa dando l'idea di un gatto fermo in mezzo alla strada a guardare l'auto che gli si fa incontro a gran velocità.
Anche per l'argento, e a maggior ragione, vale quanto detto per l'oro. Troppo rischioso per una speculazione sul breve, In una prospettiva di lungo periodo rimane molto sottovalutato ed è legittimo presagire un suo - notevole - apprezzamento.
Comprare oggi può avere senso solo con un orizzonte temporale di molti anni e se si è disposti a sopportare perdite ingenti sul breve periodo.



Il dollar index brutalizza i minimi del settembre 2005, intorno al valore di 86 e chiude a 85 precisi, raggiungendo in un lampo livelli di ipervenduto non visti da fine dicembre 2004. E' lecito aspettarsi un rally controtrend data la rovinosa e rapida caduta delle ultime tre settimane e la zona di forte supporto in cui si trova. L'euro, il principale sfidante, è come al solito speculare e, sul breve periodo, può essere pronto per una pausa.
Lo yen ha sfondato l'importante soglia di 88 sullo yen index, anche se con poca convinzione e solo nelle ultime ore della settimana dopo il dato deludente sull'NFP americano. Fra tutte le valute è quella che ha approfittato meno della debolezza del dollaro, com'è d'altro canto nelle sue principali prerogative. Volente o nolente, ha dovuto abbandonare i livelli estremi raggiunti per difendere il dollaro ma di certo riprenderà il suo lavoro preferito da una situazione più sostenibile.







IL GRAFICO DELLA SETTIMANA

Questa settimana il grafico è dedicato alla ratio HUI/Gold cioè al rapporto fra l'indice delle Gold Bugs americane ed il loro beneamato prodotto. L'HUI raccoglie quelle imprese minerarie che ricorrono solo in minima parte al mercato dei derivati per "fissare" il prezzo futuro della propria produzione (cosa che di fatto si traduce nello stare dalla parte short del Comex, frequentata dai commercials ed in generale da chi si aspetta o desidera, un prezzo del metallo in discesa). Le aziende che rientrano in questo indice invece sono pienamente esposte, nel bene e nel male, alla fluttuazione del prezzo dell'oro e tendono quindi a guidare la salita quando esso cresce e la discesa in caso di correzione.
Si nota con facilità che, rispetto ai massimi del 2004, la ratio è molto indietro rispetto alla corsa dell'indice che da allora è passato dai 250 ai 380 di venerdì a fronte dell'incapacità del rapporto HUI/Gold di sfondare i 0.62, ancora intatti da due anni. Vedremo presto se la rottura del canale discendente avvenuta a fine 2005 continuerà con nuovi massimi o se la probabile correzione del metallo a breve termine trascinerà l'HUI in una caduta tanto vistosa da spingere la ratio al ribasso.



28 APRILE 2005
21 APRILE 2005
14 APRILE 2005
07 APRILE 2005
31 MARZO 2005
24 MARZO 2005
17 MARZO 2005
10 MARZO 2005
03 MARZO 2005
24 FEBBRAIO 2005
17 FEBBRAIO 2005
10 FEBBRAIO 2005
03 FEBBRAIO 2005
27 GENNAIO 2005
20 GENNAIO 2005
13 GENNAIO 2005
06 GENNAIO 2005

















































































Disclaimer
Il servizio fornito da ITGOLD.it ha carattere esclusivamente informativo. Non deve in alcun modo essere inteso come un invito ad acquistare o a vendere titoli mobiliari o beni di altra natura. Non è rivolto in alcun modo alla sollecitazione del pubblico risparmio. Qualunque decisione di investimento basata sui contenuti forniti deve considerarsi pertanto di esclusiva responsabilità degli utenti. Raccomandiamo a tal fine la consultazione di un professionista abilitato.