Per investire con successo, la scelta dei tempi è fondamentale anche in un settore in crescita.
Comprare nel momento sbagliato può significare infatti entrare in un mercato ipercomprato, giunto in prossimità dei massimi relativi dai quali, inevitabilmente, dovrà ritracciare per compensare gli eccessi tipici delle fasi estreme, nel perenne movimento non lineare dei mercati.
In questa pagina vengono aggiornati ogni fine settimana i grafici degli ultimi 24 mesi di oro, argento, dollaro, euro e yen per confrontare l'andamento delle due materie prime selezionate dall'uomo, nei secoli, come moneta per eccellenza, rispetto alle più importanti monetine fiduciarie di oggi. L'ultimo grafico invece è dedicato ogni settimana ad un mercato diverso, ritenuto particolarmente interessante o significativo.

12 e 19 MAGGIO 2006

La scorsa settimana non è stato possibile pubblicare il consueto aggiornamento. Per chiarezza ed a beneficio dell'archivio in fondo pagina, questa interruzione verrà evidenziata citando nel titolo sia la data in cui il commento "weekly" è saltato sia quella in cui viene regolarmente pubblicato.

Dopo le ultime nove, impressionanti, settimane consecutive di guadagno, è arrivata per l'oro la tanto attesa e decisa correzione. Nonostante i fondamentali a favore di un notevole apprezzamento del metallo giallo siano intatti, è inverosimile pensare che esso possa salire senza sosta ed anzi, è necessario accogliere le inevitabili correzioni come fatti positivi, capaci di riequilibrare il sentimento troppo euforico degli operatori, soprattutto dei ritardatari.
Speriamo quindi che questa settimana sia solo l'inizio di un periodo di discesa e che il prezioso metallo torni almeno al supporto in zona 550, liberandosi delle mani deboli prima di poter costruire nuove importanti posizioni al rialzo.

Considerando i massimi intorno a 730 come il picco di questa lunga fase di salita, possiamo calcolare ed evidenziare alcuni dei dati notevoli che l'hanno caratterizzata.
Dal minimo di 413.30 del 31 maggio 2005 al massimo di 730.20 del 12 maggio 2006 sono passate 249 sedute di contrattazione durante le quali l'oro è cresciuto del 76.67% : niente male! Delle 50 settimane che hanno separato le due date, solo 14 sono state negative: meno di un terzo del totale. La salita è stata così ampia e protratta da sconvolgere tutti i parametri precedenti relativi alla "fase 1" di questo mercato toro: quella della semplice svalutazione del dollaro come riserva di valore mondiale. Dal 2001 al 2005 infatti, la salita dell'oro è stata visibile più che altro in quella valuta grazie ad una stretta correlazione inversa: al salire dell'uno scendeva l'altra e viceversa.

Dal 31 maggio 2005 c'è stata però la tanto attesa (da pochi) svolta epocale: l'oro ha abbandonato la sua sudditanza verso gli umori del dollaro ed è salito in modo impressionante nei confronti di tutte le principali valute. Ciò che si è forse concluso con questa settimana è quindi solo "la prima gamba" di un movimento ben più ampio che potrà concludersi solo fra alcuni anni, quando tutti i Mario Rossi e John Smith del pianeta saranno esperti broker di metalli preziosi e ne avranno le tasche piene, un pò come nel 2000 erano tutti grandi speculatori di tech stocks.
Per ora questo mercato è del tutto elitario ed esclusivo, non c'è traccia di quella mania popolare che è l'ingrediente necessario e finale - se la storia insegna - per concludere al meglio la ricetta e permettere ai pochi di scaricare sui molti un bene ormai selvaggiamente sopravvalutato. D'altro canto, nonostante l'enfasi posta dai mass media nel parlare di oro ai massimi da 25 anni, siamo ben lontani da fine corsa. I 730 $ del 1980 (il "record" tanto celebrato dai media) equivalgono oggi, secondo stime MOLTO prudenziali, a più di 1.700: rispetto a 25 anni fa, l'oro oggi non vale nemmeno la metà.



Meno 12.18% per l'argento questa settimana. Come anticipato nei passati aggiornamenti, il fatidico massimo di 14.74 si è confermato un ostacolo non da poco, superato - ma non in chiusura - solo due settimane fa ed aggiornato a 15.21 giusto in tempo per crollare, gettando nel panico gli ultimi arrivati.
Anche per l'argento è possibile fare due conti e fissare alcuni dati importanti. Il minimo di questo movimento è stato a 6.63, il 30 agosto 2005 mentre Il massimo è dell'11 maggio 2006, intorno a 15.20. Una crescita del 129% in 182 sedute di contrattazione: più potente e più veloce dell'oro.
Il 50% di ritracciamento è posto intorno a 11 ed il 61.8% appena sotto i 10 che, date le specifiche di questo mercato sono un livello più verosimile. E' infatti probabile che la correzione per l'argento sia più veloce e violenta rispetto a quella del nobile cugino giallo dato che questo mercato è molto più ristretto e volatile.
La zona evidenzata in rosso, fra 8 e 9, dovrebbe essere un supporto del tutto inviolabile... un rock bottom, come si dice.
Meglio quindi aspettare qualche settimana per migliori occasioni d'acquisto: comprare oggi può avere senso solo con un orizzonte temporale di molti anni e se si è disposti a sopportare perdite ingenti sul breve periodo.



La franata del dollar index ha già portato l'indice in ipervenduto sull'RSI di breve periodo e la reazione dell'ultima settimana era piuttosto scontata. Attenzione però, il parallelo con i medesimi livelli sull'indicatore di breve raggiunti a fine 2004 non deve trarre in inganno sulle prospettive di lungo periodo segnalate dall'MACD: mentre allora anche questo indicatore segnava un pesante ipervenduto (anticipando la reazione del 2005) oggi esso ha appena sfondato, con violenza, la soglia dello zero. Se è quindi lecito aspettarsi un rally sul breve periodo è necessario, fino a prova contraria, tenere presente che la direzione del biglietto verde è verso il basso e che è ben più probabile che nei prossimi mesi violi i minimi in zona 81 piuttosto che i massimi sopra 92.
L'euro al solito è quasi speculare alla valuta americana anche se la palma d'oro in termini di guadagni va data alla sterlina inglese che ha messo a segno un movimento impressionante nelle ultime settimane; forse il vantaggio in termini di tassi di interesse fra la valuta britannica e l'euro hanno pesato molto. Gli esuli del carry trade si stanno riposizionando in cerca di una valida alternativa al cross usdjpy per il loro sport preferito e la sterlina può avere le caratteristiche giuste senza incorporare i notevoli rischi dei più esotici dollari neozelandesi o australiani.
Lo yen ce l'ha messa tutta la scorsa settimana per fare il suo dovere ma tant'è c'è poco da fare. Già oggi è il più debole fra gli sfidanti del dollarone ed è probabile che continui ad esserlo in futuro. Massima cautela, siamo ad un punto di svolta almeno sul breve e la volatilità sarà elevata nelle prossime settimane, in entrambi i sensi.







IL GRAFICO DELLA SETTIMANA

Questa settimana il grafico è dedicato ancora alla ratio HUI/Gold cioè al rapporto fra l'indice delle Gold Bugs americane ed il loro beneamato prodotto. L'HUI raccoglie quelle imprese minerarie che ricorrono solo in minima parte al mercato dei derivati per "fissare" il prezzo futuro della propria produzione (cosa che di fatto si traduce nello stare dalla parte short del Comex, frequentata dai commercials ed in generale da chi si aspetta o desidera, un prezzo del metallo in discesa). Le aziende che rientrano in questo indice invece sono pienamente esposte, nel bene e nel male, alla fluttuazione del prezzo dell'oro e tendono quindi a guidare la salita quando esso cresce e la discesa in caso di correzione.

Nel grafico di oggi la ratio è sovrapposta al tracciato dell'HUI - tratteggiato - negli ultimi tre anni. Le righe verticali - tratteggiate rosse e verdi - sono in corrispondenza dei massimi e dei minimi di questo indice che, quasi sempre, coincidono con quelli della ratio HUI/Gold.
L'ultima salita dell'HUI è stata la più lunga degli ultimi tre anni, più che raddoppiando in durata quella del 2005. A confermare le alte probabilità di una correzione in atto per l'oro, driver principale dell'HUI in quanto prodotto a cui le aziende rappresentate da tale indice mantengono una completa esposizione, c'è la violenta correzione della ratio che in genere si muove all'unisono con l'indice.

Da notare inoltre come nell'ultima salita, la ratio e l'indice si siano mossi quasi sullo stesso livello, evidenziando un notevole ridimensionamento del famoso "effetto leva" ben visibile nella salita del 2003 e 2004. In quegli anni una ratio ben sopra l'indice segnalava che i guadagni dell'indice erano maggiori (moltiplicati) rispetto a quelli del metallo fisico e che quindi investire nelle azioni dell'HUI era più vantaggioso rispetto all'oro.

Da maggio 2005 ad oggi invece tale effetto leva si è molto ridimensionato: considerando i maggiori rischi di un'investimento azionario in confronto all'oro fisico, non è più scontato quindi che la scelta ottimale sia la prima. Vedremo durante questa discesa se l'HUI perderà più terreno rispetto al metallo, come pare segnalare la violenta correzione della ratio rispetto a quella, tutto sommato modesta, dell'indice. Ed agiremo di conseguenza.



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