Per investire con successo, la scelta dei tempi è fondamentale anche in un settore in crescita.
Comprare nel momento sbagliato può significare infatti entrare in un mercato ipercomprato, giunto in prossimità dei massimi relativi dai quali, inevitabilmente, dovrà ritracciare per compensare gli eccessi tipici delle fasi estreme, nel perenne movimento non lineare dei mercati.
In questa pagina vengono aggiornati ogni fine settimana i grafici degli ultimi 24 mesi di oro, argento, dollaro, euro e yen per confrontare l'andamento delle due materie prime selezionate dall'uomo, nei secoli, come moneta per eccellenza, rispetto alle più importanti monetine fiduciarie di oggi. L'ultimo grafico invece è dedicato ogni settimana ad un mercato diverso, ritenuto particolarmente interessante o significativo.

26 MAGGIO 2006

Dopo la decisa correzione della scorsa settimana, l'oro è rimasto sospeso nella massima indecisione. Sul comex l'open interest è in picchiata segnalando la diminuzione degli eccessi speculativi raggiunti negli ultimi mesi. I ritardatari entrati sul mercato dei derivati sopra i 700 $ staranno sudando sangue. Purtroppo per loro, nonostante la correzione, il metallo giallo è ancora decisamente ipercomprato e, benché il trend di lungo periodo sia ancora intatto e lasci presagire futuri apprezzamenti, la probabilità a breve termine favorisce un ritorno delle quotazioni sui ritracciamenti evidenziati in rosso, magari dopo un ultimo tentativo di violare i massimi appena segnati.

Riportiamo di seguito quanto scritto la scorsa settimana per riassumere gli importanti sviluppi avvenuti negli ultimi 12 mesi in questo mercato.

Considerando i massimi intorno a 730 come il picco di questa lunga fase di salita, possiamo calcolare ed evidenziare alcuni dei dati notevoli che l'hanno caratterizzata.
Dal minimo di 413.30 del 31 maggio 2005 al massimo di 730.20 del 12 maggio 2006 sono passate 249 sedute di contrattazione durante le quali l'oro è cresciuto del 76.67% : niente male! Delle 50 settimane che hanno separato le due date, solo 14 sono state negative: meno di un terzo del totale. La salita è stata così ampia e protratta da sconvolgere tutti i parametri precedenti relativi alla "fase 1" di questo mercato toro: quella della semplice svalutazione del dollaro come riserva di valore mondiale. Dal 2001 al 2005 infatti, la salita dell'oro è stata visibile più che altro in quella valuta grazie ad una stretta correlazione inversa: al salire dell'uno scendeva l'altra e viceversa.

Dal 31 maggio 2005 c'è stata però la tanto attesa (da pochi) svolta epocale: l'oro ha abbandonato la sua sudditanza verso gli umori del dollaro ed è salito in modo impressionante nei confronti di tutte le principali valute. Ciò che si è forse concluso con questa settimana è quindi solo "la prima gamba" di un movimento ben più ampio che potrà concludersi solo fra alcuni anni, quando tutti i Mario Rossi e John Smith del pianeta saranno esperti broker di metalli preziosi e ne avranno le tasche piene, un pò come nel 2000 erano tutti grandi speculatori di tech stocks.
Per ora questo mercato è del tutto elitario ed esclusivo, non c'è traccia di quella mania popolare che è l'ingrediente necessario e finale - se la storia insegna - per concludere al meglio la ricetta e permettere ai pochi di scaricare sui molti un bene ormai selvaggiamente sopravvalutato. D'altro canto, nonostante l'enfasi posta dai mass media nel parlare di oro ai massimi da 25 anni, siamo ben lontani da fine corsa. I 730 $ del 1980 (il "record" tanto celebrato dai media) equivalgono oggi, secondo stime MOLTO prudenziali, a più di 1.700: rispetto a 25 anni fa, l'oro oggi non vale nemmeno la metà.



Settimana di massima indecisione anche per l'argento nonostante qualche piccolo vantaggio dal punto di vista grafico (nessuna divergenza sugli indicatori, mentre l'oro evidenzia un rallentamento del trend sul ADX). Anche per il metallo bianco quindi potrebbe essere in cantiere un ultimo balzo verso i massimi recenti ma date le condizioni attuali è difficile credere che possa essere sostenibile sul lungo periodo prima di una salutare correzione.

Riprendiamo quanto detto la scorsa settimana per descrivere la corsa del prezioso metallo negli ultimi mesi.
Anche per l'argento è possibile fare due conti e fissare alcuni dati importanti. Il minimo di questo movimento è stato a 6.63, il 30 agosto 2005 mentre Il massimo è dell'11 maggio 2006, intorno a 15.20. Una crescita del 129% in 182 sedute di contrattazione: più potente e più veloce dell'oro.
Il 50% di ritracciamento è posto intorno a 11 ed il 61.8% appena sotto i 10 che, date le specifiche di questo mercato sono un livello più verosimile. E' infatti probabile che la correzione per l'argento sia più veloce e violenta rispetto a quella del nobile cugino giallo dato che questo mercato è molto più ristretto e volatile.
La zona evidenzata in rosso, fra 8 e 9, dovrebbe essere un supporto del tutto inviolabile... un rock bottom, come si dice.
Meglio quindi aspettare qualche settimana per migliori occasioni d'acquisto: comprare oggi può avere senso solo con un orizzonte temporale di molti anni e se si è disposti a sopportare perdite ingenti sul breve periodo.



L'indecisione sui metalli preziosi è stata condivisa anche dalle valute. Dollaro, euro e yen sono rimasti intrappolati in uno stretto trading range con gli indicatori di breve a segnalare già livelli estremi e l'MACD ad indicare inesorabile che un nuovo trend di lungo periodo è appena iniziato. E' possibile che il dollaro nelle prossime settimane riesca a recuperare qualcosa, magari aiutato dalla fase correttiva dell'oro, ma sul lungo periodo, è ben più probabile che violi i minimi in zona 81 piuttosto che i massimi sopra 92.
Come già detto, massima cautela, siamo ad un punto di svolta e la volatilità sarà elevata nelle prossime settimane, in entrambi i sensi.







IL GRAFICO DELLA SETTIMANA

Questa settimana il grafico è dedicato al Natural Gas, sintetizzato dal contratto scambiato sul NYMEX. Dopo le grandi delusioni e sofferenze regalate ai soliti ritardatari entrati sul mercato ad agosto 2005 dopo Katrina&C., pare proprio che il prezioso ed ormai dimenticato combustibile fossile stia caricando la molla per un'altra delle sue celebri sparate.
A parte i fondamentali a suo netto favore, gli ingredienti tecnici ci sono tutti. Siamo vicini al rock bottom di 5$, è ipervenduto sugli indicatori con i quali evidenzia divergenze positive, è ormai lontano dai riflettori da più di sei mesi ed ha ritracciato quasi tutto il violentissimo movimento che fra il settembre 2004 ed il novembre 2005 ne ha più che triplicato il prezzo.
Non ci sarebbe nulla di sorprendente nel trovarlo sopra i 15$ fra un annetto.



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