Per investire con successo, la scelta dei tempi è fondamentale anche in un settore in crescita.
Comprare nel momento sbagliato può significare infatti entrare in un mercato ipercomprato, giunto in prossimità dei massimi relativi dai quali, inevitabilmente, dovrà ritracciare per compensare gli eccessi tipici delle fasi estreme, nel perenne movimento non lineare dei mercati.
In questa pagina vengono aggiornati ogni fine settimana i grafici degli ultimi 24 mesi di oro, argento, dollaro, euro e yen per confrontare l'andamento delle due materie prime selezionate dall'uomo, nei secoli, come moneta per eccellenza, rispetto alle più importanti monetine fiduciarie di oggi. L'ultimo grafico invece è dedicato ogni settimana ad un mercato diverso, ritenuto particolarmente interessante o significativo.

02 GIUGNO 2006

L'oro continua la sua correzione per la terza settimana di seguito raggiungendo importanti livelli di supporto. In particolare il primo ritracciamento di fibonacci e, a livello dinamico, la media mobile a 15 settimane sopra la quale è rimasto per quasi tutta la salita degli ultimi 12 mesi. Potrebbe sembrare un ottimo punto per rientrare sul mercato dopo la pulitura degli eccessi più speculativi eppure, l'analisi di diversi segnali favorisce l'ipotesi che la parte più dura della discesa debba ancora venire e che un obiettivo più verosimile possa essere intorno ai 525 $. Vedremo comunque a breve se da qui il metallo giallo rimbalzerà per sfidare i massimi recenti o, dopo qualche turbolenza, si inabisserà verso la SMA a 65.

Ricordiamo comunque che in un'ottica NON speculativa ma di lungo periodo, ai livelli attuali di prezzo l'oro rimane un ottimo affare ed è assai probabile che fra qualche anno i 638 $ della chiusura di questa settimana sembreranno un'inezia.
Per ora questo mercato è del tutto elitario ed esclusivo, non c'è traccia di quella mania popolare che è l'ingrediente necessario e finale - se la storia insegna - per concludere al meglio la ricetta e permettere ai pochi di scaricare sui molti un bene ormai selvaggiamente sopravvalutato. D'altro canto, nonostante l'enfasi posta dai mass media nel parlare di oro ai massimi da 25 anni, siamo ben lontani da fine corsa. I 730 $ del 1980 (il "record" tanto celebrato dai media) equivalgono oggi, secondo stime MOLTO prudenziali, a più di 1.700: rispetto a 25 anni fa, l'oro oggi non vale nemmeno la metà.



Anche l'argento si appoggia sul primo ritracciamento e sulla SMA a 15 periodi ed anche per l'argento vale quanto detto per l'oro. La correzione dura da sole tre settimane, dopo quasi un anno di salita... è probabile che debba fare ancora della strada per riavvinarsi alla SMA a 65.

Per quanto riguarda invece il lungo periodo - in contrapposizione ad un'ottica speculativa di breve - l'argento è più sottovalutato dell'oro ed è probabile che i prezzi di oggi verrano visti nel giro di qualche anno come addirittura insensati.
Se l'obiettivo è quello di porre almeno una parte dei propri risparmi al riparo dall'inflazione monetaria che sta erodendo il potere d'acquisto del nostro denaro, il metallo bianco è oggi un ottimo affare a patto, che si sia disposti a tenerlo per qualche anno senza lasciarsi impressionare dalla volatilità di breve periodo.



Ancora debolezza per il dollaro questa settimana dopo la recente pausa. Il livello di 81 sul dollar index esercita un'attrazione fortissima anche se sul breve periodo gli indicatori sono a livelli già estremi. Il sentimento generale pende un pò troppo a sfavore del biglietto verde e i COT lo riportano in modo chiaro. E' possibile che si raggiungano in modo rapido i minimi di fine 2004 ma ciò che avverrà a quel livello decisivo è tutt'altro che scontato.







IL GRAFICO DELLA SETTIMANA

Questa settimana il grafico è dedicato al HUI. Anch'esso come l'oro e l'argento è giunto in prossimità di importanti supporti ma anche in questo caso riteniamo più probabile che essi vengano violati, cogliendo di sorpresa quanti sono già rientrati sul mercarto pensando che la correzione sia ormai finita. In fondo è ben poca cosa rispetto alla salita che negli ultimi 12 mesi ha portato l'indice delle gold bugs americane da un minimo di 164 ad un massimo di 400. Come indicato dall'MACD di lungo, il movimento s'è indebolito molto nelle ultime settimane ma solo ORA inizia la discesa.
Dulcis in fundo, è appena stato sfornato un nuovo ETF sulle aziende minerarie - tal GDX - e, così come per il neonato SLV sull'argento, in genere questi prodotti nascono proprio nel momento sbagliato, sull'onda della domanda isterica crescente da parte di investitori poco accorti.
E di solito questi ultimi vengono separati dai loro soldini senza alcuna pietà.



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