Per investire con successo, la scelta dei tempi è fondamentale anche in un settore in crescita.
Comprare nel momento sbagliato può significare infatti entrare in un mercato ipercomprato, giunto in prossimità dei massimi relativi dai quali, inevitabilmente, dovrà ritracciare per compensare gli eccessi tipici delle fasi estreme, nel perenne movimento non lineare dei mercati.
In questa pagina vengono aggiornati ogni fine settimana i grafici degli ultimi 24 mesi di oro, argento, dollaro, euro e yen per confrontare l'andamento delle due materie prime selezionate dall'uomo, nei secoli, come moneta per eccellenza, rispetto alle più importanti monetine fiduciarie di oggi. L'ultimo grafico invece è dedicato ogni settimana ad un mercato diverso, ritenuto particolarmente interessante o significativo.

09 GIUGNO 2006

L'oro perde il 5.71% questa settimana confermando quanto previsto nello scorso aggiornamento: i supporti non hanno tenuto e chi ha anticipato il rientro sul mercato confidando in un rimbalzo è già in rosso. La salita è stata lunga e molto remunerativa per chi si è posizionato per tempo ed è improbabile che si esaurisca in nemmeno un mese... sull'MACD di lungo, la correzione non è ancora iniziata!
Detto questo, la prossima settimana potrebbe prodursi un bel rimbalzo intorno ai 575 $ su cui comunque non fare troppo affidamento: è verosimile che dopo una nuova infornata di long delusi e ritardatari, fallisca sulla strada di nuovi massimi e, all'improvviso, crolli verso un obiettivo più sensato intorno ai 525 $.

Ricordiamo come sempre che in un'ottica NON speculativa ma di lungo periodo, ai livelli attuali di prezzo l'oro rimane un ottimo affare ed è assai probabile che fra qualche anno i 638 $ della chiusura di questa settimana sembreranno un'inezia.
Per ora questo mercato è del tutto elitario ed esclusivo, non c'è traccia di quella mania popolare che è l'ingrediente necessario e finale - se la storia insegna - per concludere al meglio la ricetta e permettere ai pochi di scaricare sui molti un bene ormai selvaggiamente sopravvalutato. D'altro canto, nonostante l'enfasi posta dai mass media nel parlare di oro ai massimi da 25 anni, siamo ben lontani da fine corsa. I 730 $ del 1980 (il "record" tanto celebrato dai media) equivalgono oggi, secondo stime MOLTO prudenziali, a più di 1.700: rispetto a 25 anni fa, l'oro oggi non vale nemmeno la metà.



Situazione molto simile per l'argento che, dopo le bizze dei primi di aprile, ora segue il famoso cugino in modo disciplinato e tutto sommato non molto volatile per il metallo bianco: -8.44% questa settimana. Anche in questo caso e data la notevole forza del dollaro fino alla chiusura di venerdì (a cui i metalli hanno resistito meglio delle valute), fra 10 e 11 potrebbe partire un "dead cat bounce" i cui sviluppi è probabile non siano diversi da quelli anticipati per l'oro.

Per quanto riguarda invece il lungo periodo - in contrapposizione ad un'ottica speculativa di breve - l'argento è più sottovalutato dell'oro ed è probabile che i prezzi di oggi verrano visti nel giro di qualche anno come addirittura insensati.
Se l'obiettivo è quello di porre almeno una parte dei propri risparmi al riparo dall'inflazione monetaria che sta erodendo il potere d'acquisto del nostro denaro, il metallo bianco è oggi un ottimo affare a patto che si sia disposti a tenerlo per qualche anno senza lasciarsi impressionare dalla volatilità di breve periodo.



Come sempre, valutazioni in forte crescita attirano, fuori tempo massimo, legioni di ritardatari entusiasti che verranno matematicamente separati dai propri risparmi. Quanto segnalato dai COT ed anticpato la scorsa settimana non è rimasto senza conseguenze e, visto l'ipercomprato di breve, si è tradotto in un fortissimo recupero del dollaro. Chi ha shortato il biglietto verde intorno a 92 ha girato la posizione intorno ad 84 con gran profitto e si ritrova di nuovo dalla parte giusta del mercato, lasciando gli altri con il cerino in mano ed il rosso a crescere.

Questa reazione scontata non intacca - per ora - il trend di lungo sintetizzato dall'MACD ma è la risposta fisiologica alla pesante discesa del dollaro fra aprile e maggio. Rimaniamo quindi dell'idea che questo trend secondario non abbia speranze di andar oltre gli 88 (89 nel più estremo dei casi) sul dollar index e che presto il trend primario in discesa si riaffermerà, arrivando a nuovi minimi.

Da notare che il presidente della Federal Reserve Bernanke - affettuosamente soprannominato Helicopter Ben per un infausto discorso sulle capacità della FED di espandere la massa monetaria - ha vestito in settimana i panni del nemico giurato dell'"inflazione", sostenuto in questo dalle dichiarazioni di altri alti dirigenti del medesimo istituto, accordate sulla stessa melodia. Curioso - ed un pò isterico - come cambino i messaggi delle più importanti cariche della principale banca centrale del pianeta da una settimana all'altra.

L'euro si muove come sempre in modo speculare mentre lo yen, che ha anticipato la correzione sia nei tempi che nell'intensità in soccorso del verde bigliettone, pare abbia lasciato apposta sul grafico tanti GAP in salita: non sarebbe una sorpresa se ora li volesse chiudere tutti.







IL GRAFICO DELLA SETTIMANA

Questa settimana il grafico è dedicato alla ratio OIL/GOLD che si trova in una situazione piuttosto curiosa. E' stato utilizzato il time frame daily degli ultimi tre anni per avere un maggiore dettaglio e calibrare gli indicatori con più precisione. Nonostante la correzione delle materie prime, il petrolio - la più strategica - è rimasto ancorato a veleggeggiare sopra i massimi post Katrina segnati in agosto e confermati ai primi del 2006.
Benché di certo coinvolto nelle pesanti vendite di tutto il settore commodities, l'oro nero continua a consolidare SOPRA i massimi raggiunti all'apice dell'isteria collettiva seguita alla devastazione degli uragani estivi, nonostante la forza straordinaria mostrata dal dollaro in settimana.

Dopo un tuffo rapido verso 0.1 la ratio è schizzata in una V-bounce verso l'alto, recuperando il 20% in circa tre settimane e fermandosi proprio dove la SMA a 200 in discesa sta per incrociare quella a 500 GG. l'RSI a breve è quasi in ipercomprato. la scena del delitto sembra perfetta e questo pare proprio un ultimo saluto - da sotto - alle due importanti medie mobili che hanno così ben accompagnato il movimento negli ultimi tre anni.
Se non fosse per quella divergenza positiva sull'MACD di lungo...



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