Per investire con successo, la scelta dei tempi è fondamentale anche in un settore in crescita.
Comprare nel momento sbagliato può significare infatti entrare in un mercato ipercomprato, giunto in prossimità dei massimi relativi dai quali, inevitabilmente, dovrà ritracciare per compensare gli eccessi tipici delle fasi estreme, nel perenne movimento non lineare dei mercati.
In questa pagina vengono aggiornati ogni fine settimana i grafici degli ultimi 24 mesi di oro, argento, dollaro, euro e yen per confrontare l'andamento delle due materie prime selezionate dall'uomo, nei secoli, come moneta per eccellenza, rispetto alle più importanti monetine fiduciarie di oggi. L'ultimo grafico invece è dedicato ogni settimana ad un mercato diverso, ritenuto particolarmente interessante o significativo.

30 GIUGNO 2006

Dopo il rimbalzo seguito alla rovinosa caduta di maggio e giugno, l'oro, complice la debolezza del dollaro, mette a segno la migliore settimana degli ultimi mesi, con un guadagno del 5.52 % contro il biglietto verde, l'usuale unità di misura. Il rimbalzo anticipato in queste righe da due settimane si sta materializzando: attenzione però, la correzione in atto è ancora molto giovane ed è improbabile - non impossibile - che l'attuale movimento si traduca in nuovi massimi. Se non si è in possesso degli strumenti necessari, tutti compresi, per maneggiare il breve periodo è meglio aspettare quotazioni più favorevoli o essere disposti a soffrire nelle prossime settimane: non sarebbe sorprendente se il rally in atto fallisse e il metallo giallo, all'improvviso, crollasse verso un obiettivo più sensato fra i 525/500 $.

Ricordiamo come sempre che in un'ottica NON speculativa ma di lungo periodo, ai livelli attuali di prezzo l'oro rimane un ottimo affare ed è assai probabile che fra qualche anno i 580 $ della chiusura di questa settimana sembreranno un'inezia.
Per ora questo mercato è del tutto elitario ed esclusivo, non c'è traccia di quella mania popolare che è l'ingrediente necessario e finale - se la storia insegna - per concludere al meglio la ricetta e permettere ai pochi di scaricare sui molti un bene ormai selvaggiamente sopravvalutato. D'altro canto, nonostante l'enfasi posta dai mass media nel parlare di oro ai massimi da 25 anni, siamo ben lontani da fine corsa. I 730 $ del 1980 (il "record" tanto celebrato dai media) equivalgono oggi, secondo stime MOLTO prudenziali, a più di 1.700: rispetto a 25 anni fa, l'oro oggi non vale nemmeno la metà.



L'argento segue la settimana positiva dell'oro e mette a segno un +7.44%. Anche in questo caso il rally si evolve da una zona di forte supporto, dopo una rapida caduta. In questo mercato, ben più ristretto e volatile di quello dell'oro, la prudenza è ancor più necessaria; il metallo bianco dista già un 15% dai recenti minimi: massima attenzione quindi a comprare con un'ottica speculativa di breve.

Se al contrario l'obiettivo di lungo periodo è quello di porre almeno una parte dei propri risparmi al riparo dall'inflazione monetaria che sta erodendo il potere d'acquisto del nostro denaro, l'argento è oggi un ottimo affare a patto che si sia disposti a tenerlo per qualche anno senza lasciarsi impressionare dalla volatilità di breve periodo.



Il dollar index perde quasi il 2% in una sola settimana dopo che la FED sembra giunta nelle vicinanze di una pausa nel rialzo dei tassi. Dal punto di vista grafico l'indice ha capitolato proprio sulla media di breve, in coincidenza della forte resistenza di zona 87: non è detto che questa settimana chiuda la reazione al crollo di aprile ma è un segno inequivocabile che man mano che sale il biglietto verde deve affrontare ostacoli sempre maggiori. 89 rimane, fino a prova contraria, l'obiettivo più ottimistico per questo controtrend mentre il trend principale, sintetizzato dall'MACD di lungo periodo, è ancora in discesa, lontano dall'ipervenduto.

L'euro è fra le europee quello che ha approfittato di più della recente debolezza del dollaro mentre la sterlina inglese ha mostrato notevole debolezza pur contro la vaulta USA. Come anticipato negli scorsi aggiornamenti, lo yen è arrivato fino a chiudere - quasi - il gap lasciato aperto in salita intorno ad 86. Da lì è scattata, a malincuore, la reazione prevista. Anche se ancora qualche passo verso 85 potrebbe essere verosimile, 84 dovrebbe rappresentare una barriera inviolabile, almeno a medio termine.







IL GRAFICO DELLA SETTIMANA

Questa settimana il grafico è dedicato al HUI, l'indice delle Gold Bugs americane. L'eccezionale performance di questa settimana non deve trarre in inganno gli ottimisti: dopo un anno di salita ed il recente crollo, questa correzione è ancora molto giovane e sembra che l'ultimo rally abbia proprio raggiunto il classico punto dove arrestarsi e crollare. Quattro settimane fa anticipammo in queste righe, che, per la prima volta, il trend così efficace da maggio 2005 avrebbe fallito e così è stato.
Oggi ci sbilanciamo in un'altra previsione: con l'avanzata dell'ultima settimana l'indice è giunto a testare, da sotto, il vecchio trend ormai violato e da qui riprenderà la discesa, fino a che l'eccessiva euforia verrà eliminata del tutto dal mercato.
Allora si, sarà di nuovo un'ottima idea comprare.



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