Per investire con successo, la scelta dei tempi è fondamentale anche in un settore in crescita.
Comprare nel momento sbagliato può significare infatti entrare in un mercato ipercomprato, giunto in prossimità dei massimi relativi dai quali, inevitabilmente, dovrà ritracciare per compensare gli eccessi tipici delle fasi estreme, nel perenne movimento non lineare dei mercati.
In questa pagina vengono aggiornati ogni fine settimana i grafici degli ultimi 24 mesi di oro, argento, dollaro, euro e yen per confrontare l'andamento delle due materie prime selezionate dall'uomo, nei secoli, come moneta per eccellenza, rispetto alle più importanti monetine fiduciarie di oggi. L'ultimo grafico invece è dedicato ogni settimana ad un mercato diverso, ritenuto particolarmente interessante o significativo.

14 LUGLIO 2006

Ottima settimana per l'oro che, sulla scia delle tensioni fra Libano e Israele, supera con forza la soglia dei 650 $/oz. Come per il petrolio e Katrina nell'agosto 2005 è però meglio essere prudenti e non fidarsi dei movimenti di breve spinti dall'emotività. Così come allora quel mercato venne spinto sui massimi dopo una salita prolungata, così gli eventi di oggi potrebbero alimentare l'ultima fiammata del rally seguito alla pesante correzione di maggio. Certo, nulla vieta che l'oro faccia nuovi massimi nelle prossime settimane - i fondamentali ci sono tutti - ma dopo l'impressionante guadagno messo a segno fra maggio 2005 ed aprile 2006, i numeri favoriscono la probabilità che il metallo giallo abbia ancora tempo e spazio da macinare verso il basso piuttosto che verso l'alto. In fondo pagina, nel grafico della settimana di nuovo dedicato all'HUI, sono elencati altri elementi che lasciano propendere per questa tesi. Ad ogni modo, se l'ottica è di breve periodo, si consiglia di non comprare e di non vendere a questi livelli benché spesso stare fermi sia la cosa più difficile. Se non si è in possesso degli strumenti necessari, tutti compresi, per maneggiare il breve periodo è meglio aspettare quotazioni più favorevoli o essere disposti a soffrire nelle prossime settimane: non sarebbe sorprendente se il rally in atto fallisse e il metallo giallo, all'improvviso, crollasse verso un obiettivo più sensato fra i 525/500 $.

Ricordiamo come sempre che in un'ottica NON speculativa ma di lungo periodo, ai livelli attuali di prezzo l'oro rimane un ottimo affare.
Per ora questo mercato è del tutto elitario ed esclusivo, non c'è traccia di quella mania popolare che è l'ingrediente necessario e finale - se la storia insegna - per concludere al meglio la ricetta e permettere ai pochi di scaricare sui molti un bene ormai selvaggiamente sopravvalutato. D'altro canto, nonostante l'enfasi posta dai mass media nel parlare di oro ai massimi da 25 anni, siamo ben lontani da fine corsa. I 730 $ del 1980 (il "record" tanto celebrato dai media) equivalgono oggi, secondo stime MOLTO prudenziali, a più di 1.700: rispetto a 25 anni fa, l'oro oggi non vale nemmeno la metà.



L'argento supporta la tesi che la correzione dei metalli preziosi non sia ancora finita. In genere infatti, durante i rally è il metallo bianco a condurre la corsa, superando il nobile cugino. Al contrario, durante le correzioni, è l'argento ad avere la peggio. E' quanto sta succedendo proprio adesso.

Come sempre è opportuno ricordare che, in un'ottica di lungo periodo, l'argento è ancora più sottovalutato dell'oro e che, per porre almeno una parte dei propri risparmi al riparo dall'inflazione monetaria che sta erodendo il potere d'acquisto del nostro denaro, l'argento è oggi un ottimo affare a patto che si sia disposti a tenerlo per qualche anno senza lasciarsi impressionare dalla volatilità di breve periodo.



Momento topico per le valute. Il dollaro è riuscito a mettere a segno una buona settimana nonostante la forza dell'oro, sottolineando che ormai la relazione inversa fra i due è sorpassata. L'euro è stato debole ma i recenti supporti sono intatti e potrebbe essere pronto per riprendere la strada verso nuovi massimi. Lo yen è ormai allo stremo delle forze: ha fatto tutto il possibile per assorbire la debolezza del dollaro ma si trova anch'esso in corrispondenza di importanti supporti e superarli al ribasso diventa ogni settimana più difficile.
E' certo però che gli sforzi congiunti delle tre maggiori Banche Centrali del pianeta possono spingere i cross ben oltre la resistenza di qualsiasi altro operatore sul mercato... attenzione quindi: nonostante ciò che si dice sulla "democrazia" del forex, sul breve periodo (alcune settimane) anche un mercato così liquido è manipolabile.







IL GRAFICO DELLA SETTIMANA

Questa settimana il grafico è dedicato ancora una volta all'HUI.
Nell'aggiornamento del 30 giugno avevamo segnalato come, nonostante l'ottima settimana appena conclusa, l'indice fosse arrivato ad un punto molto critico.
Dopo due settimane giace ancora dove l'avevamo lasciato in zona 340 nonostante la grande forza dell'oro sulla scia della crisi fra Libano e Israele. Come l'argento, anche l'HUI tende ad anticipare i movimenti del metallo giallo, mostrando precoce forza e debolezza a seconda che il trend sia in salita o in discesa. Il fatto quindi che l'indice delle Gold Bugs rimanga così indietro rispetto al metallo è un ulteriore elemento che, se non risolto a breve, lascia sospettare che l'attuale rally dell'oro sia destinato a fallire sulla strada di nuovi massimi e tornare a quotazioni più appetibili prima di riniziare la strada verso l'alto. Attenzione quindi, rimanere a guardare è spesso la scelta più dura ma è indispensabile imparare a farlo per difendere i propri risparmi.
In ogni caso, la direzione più probabile per L'HUI rimane, a nostro avviso, verso il basso.



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