Per investire con successo, la scelta dei tempi è fondamentale anche in un settore in crescita.
Comprare nel momento sbagliato può significare infatti entrare in un mercato ipercomprato, giunto in prossimità dei massimi relativi dai quali, inevitabilmente, dovrà ritracciare per compensare gli eccessi tipici delle fasi estreme, nel perenne movimento non lineare dei mercati.
In questa pagina vengono aggiornati ogni fine settimana i grafici degli ultimi 24 mesi di oro, argento, dollaro, euro e yen per confrontare l'andamento delle due materie prime selezionate dall'uomo, nei secoli, come moneta per eccellenza, rispetto alle più importanti monetine fiduciarie di oggi. L'ultimo grafico invece è dedicato ogni settimana ad un mercato diverso, ritenuto particolarmente interessante o significativo.

21 LUGLIO 2006

Come anticipato la scorsa settimana dopo l'ottima performance dell'oro seguita agli attriti fra Libano ed Israele, il guadagno messo a segno sull'onda dell'emotività è stato eroso completamente, lasciando ai long appena aperti l'amara "sorpresa" del bene rifugio per eccellenza che scende nonostante le tensioni in medio oriente siano sfociate in una guerra aperta: chi l'avrebbe mai detto!?

Per gli amanti dell'analisi tecnica, questa settimana conclude un bearish engulfing da manuale che lascia presagire (dati i livelli di ipercomprato ancora da smaltire) ulteriore spazio in discesa. Come sottolineato fino alla nausea nelle settimane precedenti, non c'è mercato toro che possa salire senza sosta e le correzioni salutari vanno viste come ottime occasioni per bilanciare l'eccessiva euforia e ripulire il mercato dagli ultimi arrivati, quelli che di regola comprano non in base a studi approfonditi ed analisi (che fatica!) ma per "sentito dire" o sull'onda dell'emotività seguita ad eventi eccezionali (l'estate scorsa successe la stessa cosa con il petrolio ed il gas naturale dopo la devastazione di Katrina).

Benvenuta correzione quindi: speriamo ci accompagni per qualche settimana seminando scoraggiamento e delusione così da regalare prezzi da saldo per nuove spesucce.

Ricordiamo come sempre che in un'ottica NON speculativa ma di lungo periodo, ai livelli attuali di prezzo l'oro rimane un ottimo affare.
Per ora questo mercato è del tutto elitario ed esclusivo, non c'è traccia di quella mania popolare che è l'ingrediente necessario e finale - se la storia insegna - per concludere al meglio la ricetta e permettere ai pochi di scaricare sui molti un bene ormai selvaggiamente sopravvalutato. D'altro canto, nonostante l'enfasi posta dai mass media nel parlare di oro ai massimi da 25 anni, siamo ben lontani da fine corsa. I 730 $ del 1980 (il "record" tanto celebrato dai media) equivalgono oggi, secondo stime MOLTO prudenziali, a più di 1.700: rispetto a 25 anni fa, l'oro oggi non vale nemmeno la metà.



Quanto detto per l'oro è valido anche per l'argento: l'unico fatto notevole questa settimana è che il metallo bianco si è comportato meglio del nobile cugino. Dati i livelli estremi della ratio silver/gold, è possibile che si stia avvicinando un periodo di performance migliore dell'argento rispetto all'oro.

Come sempre è opportuno ricordare che, in un'ottica di lungo periodo, l'argento è ancora più sottovalutato dell'oro e che, per porre almeno una parte dei propri risparmi al riparo dall'inflazione monetaria che sta erodendo il potere d'acquisto del nostro denaro, l'argento è oggi un ottimo affare a patto che si sia disposti a tenerlo per qualche anno senza lasciarsi impressionare dalla volatilità di breve periodo.



A conferma del momento topico sui mercati valutari, le tre principali attrici hanno dato segni di grande nervosismo, indecisione e volatilità. Il dollaro ha fallito i massimi di giugno lasciando sul grafico una candela di pessimo auspicio mentre l'euro ne ha seguito le orme (come al solito con segno opposto), pur non primeggiando fra i rivali del biglietto verde. Lo yen, ormai allo stremo delle forze, è riuscito ad infrangere almeno per qualche giorno il supporto che lo sostiene da inizio anno: abbiamo sottolineato più volte come numerosi soggetti - molto ben capitalizzati - siano interessati ad uno yen debole; nonostante questo però il tentativo di rottura dell'ultima settimana è fallito e la valuta giapponese ha chiuso nuovamente sopra il supporto. Vedremo se nelle prossime sedute sapranno fare di meglio anche se, ogni giorno che passa, gli squilibri si fanno sempre più pesanti e riuscire a muovere il mercato nella direzione voluta diviene più difficile anche per chi ha mezzi immensi a disposizione.







IL GRAFICO DELLA SETTIMANA

Questa settimana il grafico è dedicato ancora una volta al rame.
Sembra che anche il re delle materie prime, il metallo industriale che ha messo a segno negli ultimi anni guadagni così alti da far impallidire oro e argento, stia per arrendersi alla forza di gravità ed avviarsi verso la sana correzione attesa da tempo.
Inutile dirlo, fra qualche settimana gli eventuali ribassi saranno da benedire quali ottime opportunità di acquisto in saldo.



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